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Gli Stati Uniti invitano gli alleati a boicottare Huawei Obiettivo dell’amministrazione Trump è non lasciare il 5G in mano alla Cina

Di Domenico Andrea Schiuma

Prosegue la guerra di Donald Trump contro Huawei. Dopo avere firmato lo scorso agosto il National Defense Authorization Act, che vieta alle agenzie governative statunitensi di utilizzare prodotti della multinazionale cinese, l’amministrazione americana ha invitato i propri alleati a boicottare il colosso delle telecomunicazioni. In particolare, i partner degli Stati Uniti non dovrebbero affidare a Huawei l’implementazione delle reti 5G. Continua a leggere

Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

30 novembre. Michael Cohen, l’ex avvocato personale di Donald Trump, si dichiarerà colpevole di aver mentito dinnanzi al Congresso in relazione al proprio coinvolgimento nel Russiagate. Prima della partenza per il G20, Trump ha definito l’inchiesta condotta dal procuratore speciale, Robert Muller, “un’illegale caccia alle streghe in stile Joseph McCarthy”. Continua a leggere

Tariff Truce between the United States and China Donald J. Trump delays 25% tariff to China for 90 days

From November 30th to December 1st, the G-20 took place in Buenos Aires. The United States entered the meeting with a hard-faced temper when it came to trade and climate change agreements. In fact, President Trump refused to sign the joint statement on global warming. A nonbinding communiqué released at the end of the summit read: “The United States reiterates its decision to withdraw from the Paris Agreement, and affirms its strong commitment to economic growth and energy access and security, utilizing all energy sources and technologies, while protecting the environment”. Continua a leggere

Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

23 novembre. Le autorità statunitensi hanno confermato il ripristino del controllo sugli incendi che, per settimane, hanno colpito lo Stato della California. Gli ultimi bilanci hanno fissato a 85 il numero delle persone che hanno perso la vita. Oltre 250 sarebbero, invece, i dispersi e più di 14 mila le abitazioni distrutte.

24 novembre. Pubblicato dal governo americano il Fourth National Climate Assessment, un rapporto relativo ai rischi e ai disastri che potrebbero essere generati dal cambiamento climatico. Le dichiarazioni rese note dalla Casa Bianca si sono poste, dunque, in netto contrasto con la posizione assunta finora dal presidente Trump in merito al riscaldamento globale.

25 novembre. Ordinata la chiusura temporanea degli accessi al territorio nordamericano situati a sud della città di San Diego. Il provvedimento è stato preso in seguito al tentato ingresso negli Stati Uniti da parte di centinaia di migranti, fermati dalle forze statunitensi mediante l’uso di gas lacrimogeni. Minacciata da Donald Trump “la chiusura permanente” del confine.

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Il finanziamento del peacekeeping da parte degli Stati Uniti L’evoluzione del sistema di finanziamento statunitense negli anni

Il sistema di finanziamento del peacekeeping è stato ideato e studiato insieme alla nascita del fenomeno stesso, nei primi anni ‘60 del secolo scorso.

Fin dagli albori di questa prassi, gli Stati Unitisi sono distinti per essere fra i contributori di primissimo piano. L’apice di questo trend, già in crescita, si è poi registrato nei primi anni ’90, quando la Casa Bianca contribuiva per un terzo del budget totale. Continua a leggere

La linea dura del Canada con le armi da fuoco La Camera approva una legge restrittiva e il Governo stanzia 86 milioni extra

Di Nicolas Drago

L’aumento vertiginoso di episodi di violenza armata nei centri delle più importanti città canadesi sta costringendo la classe politica a riesaminare la normativa sulle armi da fuoco.

A lanciare l’allarme sono stati i consigli comunali delle città di Toronto e Montréal che, a seguito degli incidenti del luglio e agosto scorsi, hanno demandato al governo federale la proscrizione di tutte la armi d’assalto. Continua a leggere

La candidatura di Pelosi a speaker della Camera è a rischio Sedici deputati Democratici hanno firmato una lettera contro la sua nomina

La storica leader del Partito Democratico alla Camera Nancy Pelosi potrebbe non essere riconfermata. Infatti, 16 deputati del suo partito hanno pubblicato una lettera in cui annunciano di non sostenerla nella sua candidatura a Speaker. È la massima carica di questo ramo del Congresso e costituisce la terza carica dello Stato, secondo la Costituzione. Attualmente, il ruolo è ricoperto dal deputato Repubblicano Paul Ryan, che ha ricoperto tale ruolo dalle elezioni del 2016. Continua a leggere

Beto O’Rourke: il prossimo Presidente? Come la sconfitta nel midterm lo può aiutare per la corsa alla Casa Bianca

Dopo le elezioni di metà mandato, i Democratici sono riusciti a riconquistare la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti. Secondo alcune critiche interne mosse da esponenti del Partito Repubblicano, questo è dovuto anche al fatto che, dove lo Stato, o il seggio, si è colorato di blu (ndr, il colore dei Democratici) è stato per un’abilità dei Democratici di candidare il personaggio giusto al posto giusto, senza una strategia unica a livello nazionale. Continua a leggere

Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

16 novembre. Il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato “di essere fiducioso sul rispetto degli impegni presi dal leader nordcoreano in merito al processo di denuclearizzazione”. Le affermazioni giungono in seguito alla divulgazione delle informazioni concernenti le più recenti attività di Kim Jong-un, impegnato nella supervisione di una nuova armaad alta tecnologia”.

17 novembre. Duro scontro, avvenuto a margine del vertice APEC, tra il presidente cinese Xi Jinping, scagliatosi contro la politica commerciale attuata da Donald Trump, e il Vicepresidente degli Stati Uniti: “la linea non verrà cambiata se la Cina non modificherà il proprio atteggiamento”, ha dichiarato Mike Pence.

19 novembre. Donald Trump è tornato a parlare del caso Khashoggi. Dinnanzi al possibile e diretto coinvolgimento del principe saudita Mohammed bin Salman, il Presidente ha dichiarato che “gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita rimarranno alleati”. Alla base della dichiarazione, vi sarebbe la “tutala degli interessi del Paese”.

20 novembre. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha incontrato a Washington Mevlut Cavusoglu, ministro degli Esteri turco. Tra le tematiche affrontate vi sono state l’omicidio del giornalista saudita Khashoggi e le possibili soluzioni al conflitto in Siria.

21 novembre. Si è fissato ad almeno 83 morti il bilancio delle vittime che hanno perso la vita a causa degli imponenti incendi ancora in corso in California. I dispersi sarebbero, invece, oltre 500.  “La distruzione è catastrofica”, ha dichiarato il presidente Donald Trump.

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Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

9 novembre. Un’ex marine ha aperto il fuoco durante una festa studentesca in corso nella città di Los Angeles, uccidendo 12 persone. Ian David Long, 28 anni e autore del gesto, dopo la sparatoria si è tolto la vita. Non è ancora chiaro il movente, ma lo sceriffo della Contea di Ventura, Geoff Dean, ha comunicato che il giovane avrebbe sofferto di disturbi mentali. Si tratta dell’ennesima sparatoria, che riapre il dibattito sul possesso delle armi da fuoco negli Stati Uniti.

9 novembre. Alla vigilia delle celebrazioni per il centenario dell’armistizio della Prima Guerra Mondiale, Donald Trump ha attaccato con un tweet la proposta di creare un esercito europeo di Emmanuel Macron: “è un grosso insulto, ma forse l’Europa dovrebbe prima pagare la sua quota alla Nato, che gli Stati Uniti sovvenzionano in gran parte”.

11 novembre. La California è devastata dalle fiamme. Il bilancio con il passare dei giorni è salito a 50 morti e 200 dispersi. Bruciando 505 km quadrati e contenuto solo del 35%, Camp Fire è considerato il più devastante e mortale incendio della storia della California. Favorito da una siccità senza precedenti, ha costretto più di 250 mila persone a lasciare le proprie abitazioni.

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