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L’intesa Bruxelles-Tokyo contro il protezionismo La nascita dell’area di libero scambio nippo-europea inaugura il nuovo corso dei trattati commerciali

“L’Europa e il Giappone inviano al mondo un messaggio riguardo al futuro del commercio equo e aperto”, ha asserito il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker a seguito della firma dell’Economic Partnership Agreement tra i Paesi dell’UE e il Giappone. L’EPA, entrato in vigore lo scorso 1° febbraio, è il risultato di complesse negoziazioni che si sono protratte dal 2013 a oggi e vanta un vero e proprio primato, essendo il più grande accordo commerciale mai negoziato dal Vecchio Continente.

In risposta all’atteggiamento protezionistico adottato da Cina e Stati Uniti, l’intesa ricercata dal primo ministro nipponico Abe insieme a Tusk e Juncker si propone di creare la più vasta area di libero scambio al mondo: coinvolgendo 635 milioni di persone e rappresentando circa un terzo del PIL mondiale, l’EPA mira a garantire ai consumatori una maggior varietà di scelta e a prezzi più contenuti, nonché a creare nuove opportunità per le imprese.

Le aziende europee, che finora hanno esportato in territorio giapponese €58 miliardi in beni e €28 miliardi in servizi ogni anno, saranno così in grado di risparmiare sui dazi €1 miliardo l’anno, grazie all’abbattimento delle barriere commerciali e all’istituzione di un insieme di regole per il commercio globale in linea con gli elevati standard e i valori condivisi dalle parti contraenti. L’abolizione dei dazi doganali permetterà al Giappone di rimuovere le tariffe che gravano su circa il 97% dei beni importati dall’UE, mentre le restanti saranno soggette a una parziale liberalizzazione o ad altre riduzioni. Continua a leggere

La Commissione Europea respinge la fusione Alstom-Siemens Il verdetto di Bruxelles ha lasciato l’amaro in bocca anche ai governi di Parigi e Berlino

Le indiscrezioni e le successive trattative di una fusione tra il gruppo transalpino Alstom, che produce i noti TGV francesi, e Siemens, che ha rivoluzionato la mobilità su ferro tedesca, si sono protratte dal settembre del 2017 sino al 6 Febbraio scorso, quando la Commissione europea, per mezzo di un comunicato stampa, ha formalmente posto il veto sull’operazione, fugando così ogni dubbio sulla sua fattibilitá.
La novità della fusione, infatti, qualora avesse avuto successo, avrebbe permesso di riunire i due maggiori fornitori di soluzioni di materiale rotabile e di segnalamento ferroviario all’interno dello spazio economico europeo non solo in termini di attività combinate, ma anche in termini di impronta geografica delle loro attività. In questo modo, sarebbe sorto un vero e proprio colosso europeo del trasporto ferroviario, capace di offrire soluzioni innovative per i binari del Vecchio Continente e non solo.
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Due anni di Trump: come stanno gli USA? Fra crescita e guerre commerciali, un’analisi economica del primo biennio del tycoon

20 gennaio 2017: alla Casa Bianca è l’Inauguration Day, che celebra e ufficializza la nomina di Donald J. Trump a 45° Presidente degli Stati Uniti d’America. Un’elezione, quella del tycoon newyorkese, avvenuta su uno sfondo economico-sociale di scarsa crescita, di salari reali fermi da anni e crescenti diseguaglianze economiche, su cui lo stesso Trump ha fatto leva durante la campagna elettorale per attirare le preferenze degli scontenti della middle-class statunitense.

I due anni appena trascorsi, facilmente collocabili sotto un’ideologia isolazionista ed economicamente protezionista, ricchi di decisioni estreme e tweet non convenzionali, non possono essere definiti ‘pacifici’ nemmeno internamente alla stessa amministrazione: secondo le stime della Brookings Institution, tra i principali consiglieri di Trump, il turnover è stato del 65%, con 13 membri del Gabinetto sostituiti (in confronto, erano stati sette con Obama).

La politica economica applicata è stata quella classica Repubblicana, centrata su tagli fiscali che privilegino le imprese (dal 35% al 21% l’imposta sugli utili) e redditi più alti. Infatti, tra le prime iniziative di Trump c’è stata la riforma fiscale nota come Tax Cuts and Jobs Act del 2017: i tagli hanno sostenuto gli investimenti delle imprese e determinato una crescita su livelli mai visti dal 2014, sopra il 4% del PIL nel secondo trimestre 2018. Ciò ha contribuito a migliorare le condizioni del mercato occupazionale: per la prima volta da 20 anni sono più i nuovi posti di lavoro che i disoccupati, ora sotto il 4% della forza lavoro, dato reso ancor più solido dal recupero dei salari, +3,2%. Infine, la Borsa di New York ha indici superiori del 30% rispetto al 2017. Continua a leggere

L’era gialloverde I due provvedimenti, che coinvolgeranno più di 5 milioni di cittadini, divengono legge

Comincia l’era del Reddito di Cittadinanza e di Quota 100. Dopo numerosi confronti, tensioni e ritorsioni, i due provvedimenti cardine delle forze di governo, rispettivamente Movimento 5 Stelle e Lega, dal 17 gennaio sono infine leggi dello Stato.

Esaminiamo innanzitutto il provvedimento più complesso, il Reddito di Cittadinanza, ossia un reddito integrativo per coloro che versano in condizioni di disoccupazione e povertà. La platea a cui si rivolge è di circa 5 milioni di italiani per cui sussistono tre requisiti: ISEE inferiore a €9.360, un patrimonio immobiliare inferiore a €30.000 (esclusa la prima casa) e un patrimonio finanziario inferiore a €6.000.

Lo stanziamento di risorse previsto è di circa €6 miliardi e verrà strutturato in modo diverso a seconda dei casi. Come anche riportato dal Blog delle Stelle, organo di informazione ufficiale del M5S, si andrà da un minimo di €780 di reddito, (€500 più €250 di integrazione al canone di locazione o mutuo) a un massimo di €1.280 per famiglie in affitto e con figli disabili per una durata massima di tre anni. Inoltre, entro aprile, dovranno essere pronti i centri per l’impiego, che saranno i centri operativi attraverso cui il Reddito si trasformerà da misura di assistenza passiva a strumento di politica attiva nei confronti dei disoccupati. Continua a leggere

Il Giappone apre le porte ai migranti I lavoratori provenienti dal Sud-Est asiatico salveranno l’economia nipponica

Di Vittoria Beatrice Giovine

La nuova politica sull’immigrazione varata dal governo giapponese nel dicembre 2018, ma che entrerà in vigore ad aprile, si è posta agli occhi del mondo come un tentativo di salvataggio di un’economia sofferente per via della crescente carenza di manodopera interna, dovuta all’invecchiamento della popolazione. Continua a leggere

Dopo il tracollo in Borsa e la crisi di fatturato, Apple guarda oltre l’iPhone Il 2019 si preannuncia in salita per il gigante di Cupertino

Il significativo calo del fatturato, relativo all’ultimo trimestre del 2018, rappresenta solo una delle molteplici fonti di preoccupazione per i vertici della ‘regina’ della Silicon Valley.

Il crollo verticale del titolo Apple alla borsa di Wall Street registrato il 3 gennaio scorso, infatti, testimonia ancor più nettamente il periodo di crisi senza precedenti che l’azienda statunitense sta attraversando. Basti pensare che, per ritrovare azioni Apple dal valore di 142,19 dollari l’una, come la settimana scorsa, bisogna riportare il calendario a marzo del 2016, quando il valore del titolo sfiorò i 143 dollari ad azione. Continua a leggere

India vs Cina: l’ora del sorpasso? Nel 2019 l’India potrebbe affermarsi come prima potenza economica asiatica

Per tutti noi, quando un anno volge al termine, è sempre tempo di bilanci e resoconti finali, da cui scaturiscono inevitabilmente previsioni su quello che il futuro potrà riservare. Nel caso dell’Asia, il cambiamento che l’anno venturo potrebbe portare con sé è uno spostamento geoeconomico, e quindi geopolitico, molto rilevante: l’India si prepara a diventare la prima potenza economica in via di sviluppo del continente.

Infatti, nel 2018, per la prima volta, l’India ha attratto più investimenti diretti nelle sue imprese rispetto alla Cina: 39,5 miliardi di dollari contro i 32,8 della Cina, secondo quanto riferito dalla società britannica di analisi finanziarie Dealogic.

Questo dato può essere visto da una duplice prospettiva. Da un lato, denota l’ottimo rendimento dell’economia indiana, che, non a caso, già nel 2016 era stata definita dal FMI come un “punto luminoso” nella debole economia globale, dopo la crescita del 7,5% fatta registrare al termine di quell’anno. Continua a leggere

Rosso Natale a Wall Street I mercati crollano alla Vigilia di Natale, additata la FED da Donald Trump

Il 24 dicembre è stata una Vigilia di Natale tra le più nere che Wall Street abbia avuto il dispiacere di affrontare. Tutti gli indici e, in particolare, quelli maggiormente legati ai colossi dell’innovazione tecnologica si sono trovati davanti a perdite milionarie, inducendo gli analisti di mezzo mondo a presagire il temuto ‘shutdown’. E shutdown, a ben vedere, è stato davvero.

In questo contesto, com’era prevedibile accadesse, non sono mancate le accuse reciproche: sul banco degli imputati, da una parte, la Federal Reserve, accusata dal presidente Trump di ‘pazzia’ per aver rivisto al rialzo i tassi d’interesse in un momento di recessione globale e di grande sofferenza dei mercati mondiali; dall’altra, lo stesso presidente statunitense, additato da più parti per aver scatenato, con le proprie dichiarazioni, il panico tra gli investitori.

Non è bastato l’impegno del Segretario di Stato per ricondurre alla normalità la situazione. Nonostante i fitti contatti intrapresi fin dalla mattinata del 24 con le maggiori banche statunitensi, è stato possibile soltanto tamponare le ingenti perdite borsistiche. Continua a leggere

Gas naturale liquefatto: la Russia lancia la sfida agli USA “Yamal LNG”, il nuovo impianto della russa Novatek, è entrato a pieno regime

È indubbio che, sin dalla fine del secolo scorso, la Federazione Russa detenga saldamente il primato nella produzione e nell’esportazione di gas naturale, che costituisce ancora oggi uno dei combustibili fossili più impiegati, non soltanto nel settore secondario. La posizione dominante del Paese eurasiatico nel mercato del gas naturale, tuttavia, non è merito soltanto delle ingenti riserve del suo sottosuolo. Continua a leggere