Segretario                                 logo                                 Folco

Home     Redazione     Msoi Torino     Archivio



Nairobi ospita la quarta sessione della UN Environment Assembly

Lo scorso marzo si è tenuta a Nairobi la quarta sessione della United Nations Environment Assembly (UNEA), ossia la riunione del più alto organo decisionale al mondo in materia di ambiente. Il suo compito è individuare le sfide che oggi il pianeta si trova ad affrontare, per proporre soluzioni volte alla protezione e riabilitazione dell’ambiente, in armonia con quanto previsto dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Continua a leggere

La gioventù africana e il #fridaysforfuture

Venerdì 15 marzo scorso, i giovani di tutto il mondo, dall’Italia alla Cina, dalla Norvegia fino all’Argentina, hanno scioperato per il pianeta Terra. La gioventù globale, che sembra non fidarsi più delle classi politiche e delle loro promesse per la salvaguardia dell’ambiente, si è mobilitata per affermare la volontà di cambiare il futuro.

Per diversi giorni, sui media di tutto il mondo, si sono susseguite interviste a studenti che denunciavano una situazione ambientale divenuta insostenibile: “Non voglio vivere in un mondo con un riscaldamento globale che supera i 3° C ha dichiarato un ragazzo intervistato dal quotidiano francese Le Monde.

Continua a leggere

Mentre l’Europa si divide, l’Africa accelera nel suo cammino verso l’unità

Rivolgendosi ai cittadini europei attraverso una lettera inviata il 4 marzo scorso alle maggiori testate del Vecchio Continente, il presidente francese Macron aveva scelto parole chiare e perentorie: “Mai l’Europa è stata tanto in pericolo”. Dopo il forte trauma della Brexit e la fulminea ascesa di forze nazionaliste, il dibattito sull’Unione Europea e la grave crisi che quest’ultima sta attraversando sono, infatti, più vivi che mai.

Mentre l’Unione cerca di rimanere in piedi senza più una delle sue colonne portanti, a sud del Mediterraneo sembra che le cose procedano nella direzione opposta. L’Unione Africana sta lavorando a ritmo serrato per creare una forza, con le parole di Macron, “sempre più forte e più capace […] un’organizzazione che sia agile, in salute e efficace”.

Continua a leggere

Africa, ancora terra di colonialismo? Dal Novecento ad oggi, i rapporti di forza nel continente sono cambiati

Tutti noi, studiando le vicende della storia contemporanea, abbiamo affrontato l’epoca del colonialismo moderno e le lotte di spartizione per l’Africa tra Francia e Inghilterra e, in misura minore, tra Germania, Paesi Bassi, Italia, Portogallo, Spagna e Belgio. Oggi, a distanza di decenni, il fenomeno riaffiora nella cronaca assumendo vesti nuove come nel caso del cosiddetto ‘neo-colonialismo francese’; tuttavia, alcuni potrebbero domandarsi se sia in effetti possibile parlare di colonialismo e in che misura le vecchie potenze coloniali esercitino ancora un’influenza sul continente africano.

Agli albori del fenomeno coloniale, nel XVI secolo, l’Africa rappresentava un importante snodo marittimo per portoghesi, inglesi, francesi e olandesi. In questo periodo iniziò la tratta degli schiavi africani che, in circa due secoli, portò al rastrellamento di 11 milioni di africani dalle proprie tribù, per essere venduti come schiavi, soprattutto oltreoceano, nei territori statunitensi. Continua a leggere

Kenya e Somalia: crisi diplomatica I rapporti pacifici fra Kenya e Somalia vacillano a causa di un arcipelago rivendicato da entrambi i Paesi

L’instabilità politica è una drammatica costante nel Corno d’Africa. Ma, questa volta, la Somalia è coinvolta in una crisi diplomatica con il vicino Kenya, accentuatasi negli ultimi giorni con il richiamo dell’ambasciatore keniano in Somalia e l’invito a tornare in patria rivolto all’omologo somalo per le dovute consultazioni con il proprio governo.

La questione risale al 2014, quando il Kenya stava effettuando attività estrattive e di ricerca in un arcipelago nell’Oceano Indiano, sospese a seguito di una denuncia della Somalia alla Corte Internazionale di Giustizia, che avrebbe dovuto stabilire quale fosse la linea interpretativa da adottare per far rientrare l’isola nel mare territoriale dell’uno o dell’altro Stato. La parte keniana sostenne che la linea di confine marittimo dovesse essere parallela alla latitudine, mentre la controparte insistette sul proseguimento della linea del confine territoriale in mare.

Il caso è tornato alla ribalta negli ultimi giorni, quando la Somalia ha messo in vendita all’asta alcuni blocchi di idrocarburi estratti nelle isole contese, una condotta che manifesta chiaramente un atteggiamento di rivendicazione, tanto da spingere il governo del Kenya a richiamare l’ambasciatore Lucas Tumbo a Nairobi. Continua a leggere

Epidemia di Ebola in RDC Il contagio colpisce la provincia del Kivu Nord

Kivu Nord, Repubblica Democratica del Congo (RDC), cuore del continente africano. Solo Medici Senza Frontiere e pochi altri sono rimasti in questa regione orientale della RDC, grande come la Croazia e focolaio della più grave epidemia di Ebola nella storia del Paese. Il primo contagio è avvenuto a inizio agosto 2018, ma il numero di infetti è aumentato fino ai 774 di fine gennaio 2019. Continua a leggere

Gibuti: paese di transito dell’Eastern Route Il pericoloso e difficile tragitto verso i Paesi del Golfo

Lo scorso 29 gennaio, un’imbarcazione di migranti partita dalle coste dell’ex colonia francese del Gibuti si è capovolta a causa del mare agitato. L’incidente è avvenuto a largo delle coste di Godoria, nella regione di Obock, a nord della capitale. Le autorità gibutiane hanno recuperato i corpi di 58 individui. I 16 sopravvissuti riferiscono che sull’imbarcazione erano presenti circa 130 persone, dunque si presume che i dispersi siano una sessantina. Continua a leggere

Sciopero e manifestazioni in Zimbabwe Il presidente Mnangagwa interrompe il suo tour internazionale

Da due settimane ormai, il Paese è in subbuglio. Tra la notte di sabato 12 e domenica 13 gennaio, i cittadini hanno visto alzare il prezzo del carburante di più del doppio, passando da 1,24 a 3 dollari al litro. La misura annunciata dal presidente Emerson Mnangagwa infierisce su di una popolazione che già versa in una situazione di crisi economica decennale. Il tasso di inflazione, salito alle stelle, ha reso impossibile l’accesso a molti beni, causando une vera e propria penuria di prodotti base come l’olio, il riso ed il sale.

Il presidente, succeduto al vecchio capo di stato Robert Mugabe, sostiene di aver attuato tale  misura per far fronte alla più grave penuria di carburante del paese. Emerson Mnangagawa, ricordiamo, salito al potere nel 2017 per lottare contro la crisi economica che affama la popolazione da più di due decenni, si è trovato a confrontarsi con una situazione economica difficile da gestire.

Dopo l’annuncio della manovra, la più importante confederazione sindacale del Paese, la ZCTU, ha indetto uno sciopero generale di tre giorni a partire da lunedì 14 gennaio.

Continua a leggere

L’ex presidente della Costa d’Avorio Gbagbo è in libertà La Corte Penale Internazionale lo ha prosciolto dalle accuse di crimini contro l'umanità

Il 15 gennaio l’ex Presidente della Costa d’Avorio, Laurent Gbagbo, è stato prosciolto dalle accuse di crimini contro l’umanità. Tali accuse risalgono agli anni 2010-2011, quando, all’indomani delle elezioni presidenziali, Gbagbo si era rifiutato di accettare la sconfitta ed erano scoppiati violenti scontri tra i suoi sostenitori e quelli dell’avversario Alassane Ouattara.

Laurent Gbagbo aveva per la prima volta assunto la carica di Presidente nel 2000. In quell’occasione Gbagbo aveva perso le elezioni contro il leader militare Robert Guéï, ma quando quest’ultimo aveva proclamato la sua vittoria, nel Paese si era scatenata una rivolta a favore dell’ex presidente che aveva costretto Guéï a fuggire e a lasciare il potere a Gbagbo.

L’ex leader ivoriano ha mantenuto ininterrottamente la carica di Presidente fino al 2010, quando la Costa d’Avorio si è trovata divisa tra due Presidenti e sull’orlo di una guerra civile.

Quell’anno infatti, si svolsero le elezioni presidenziali; dopo aver vinto al primo turno Gbagbo era risultato sconfitto al ballottaggio contro Ouattara. L’ex presidente però, con l’appoggio della Corte Costituzionale, aveva diffuso un altro risultato che annullava 7 sezioni elettorali, corrispondenti al 13% degli aventi diritto al voto, ottenendo così una vittoria falsata.

Continua a leggere