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Epidemia di Ebola in RDC Il contagio colpisce la provincia del Kivu Nord

Kivu Nord, Repubblica Democratica del Congo (RDC), cuore del continente africano. Solo Medici Senza Frontiere e pochi altri sono rimasti in questa regione orientale della RDC, grande come la Croazia e focolaio della più grave epidemia di Ebola nella storia del Paese. Il primo contagio è avvenuto a inizio agosto 2018, ma il numero di infetti è aumentato fino ai 774 di fine gennaio 2019. Continua a leggere

Gibuti: paese di transito dell’Eastern Route Il pericoloso e difficile tragitto verso i Paesi del Golfo

Lo scorso 29 gennaio, un’imbarcazione di migranti partita dalle coste dell’ex colonia francese del Gibuti si è capovolta a causa del mare agitato. L’incidente è avvenuto a largo delle coste di Godoria, nella regione di Obock, a nord della capitale. Le autorità gibutiane hanno recuperato i corpi di 58 individui. I 16 sopravvissuti riferiscono che sull’imbarcazione erano presenti circa 130 persone, dunque si presume che i dispersi siano una sessantina. Continua a leggere

Sciopero e manifestazioni in Zimbabwe Il presidente Mnangagwa interrompe il suo tour internazionale

Da due settimane ormai, il Paese è in subbuglio. Tra la notte di sabato 12 e domenica 13 gennaio, i cittadini hanno visto alzare il prezzo del carburante di più del doppio, passando da 1,24 a 3 dollari al litro. La misura annunciata dal presidente Emerson Mnangagwa infierisce su di una popolazione che già versa in una situazione di crisi economica decennale. Il tasso di inflazione, salito alle stelle, ha reso impossibile l’accesso a molti beni, causando une vera e propria penuria di prodotti base come l’olio, il riso ed il sale.

Il presidente, succeduto al vecchio capo di stato Robert Mugabe, sostiene di aver attuato tale  misura per far fronte alla più grave penuria di carburante del paese. Emerson Mnangagawa, ricordiamo, salito al potere nel 2017 per lottare contro la crisi economica che affama la popolazione da più di due decenni, si è trovato a confrontarsi con una situazione economica difficile da gestire.

Dopo l’annuncio della manovra, la più importante confederazione sindacale del Paese, la ZCTU, ha indetto uno sciopero generale di tre giorni a partire da lunedì 14 gennaio.

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L’ex presidente della Costa d’Avorio Gbagbo è in libertà La Corte Penale Internazionale lo ha prosciolto dalle accuse di crimini contro l'umanità

Il 15 gennaio l’ex Presidente della Costa d’Avorio, Laurent Gbagbo, è stato prosciolto dalle accuse di crimini contro l’umanità. Tali accuse risalgono agli anni 2010-2011, quando, all’indomani delle elezioni presidenziali, Gbagbo si era rifiutato di accettare la sconfitta ed erano scoppiati violenti scontri tra i suoi sostenitori e quelli dell’avversario Alassane Ouattara.

Laurent Gbagbo aveva per la prima volta assunto la carica di Presidente nel 2000. In quell’occasione Gbagbo aveva perso le elezioni contro il leader militare Robert Guéï, ma quando quest’ultimo aveva proclamato la sua vittoria, nel Paese si era scatenata una rivolta a favore dell’ex presidente che aveva costretto Guéï a fuggire e a lasciare il potere a Gbagbo.

L’ex leader ivoriano ha mantenuto ininterrottamente la carica di Presidente fino al 2010, quando la Costa d’Avorio si è trovata divisa tra due Presidenti e sull’orlo di una guerra civile.

Quell’anno infatti, si svolsero le elezioni presidenziali; dopo aver vinto al primo turno Gbagbo era risultato sconfitto al ballottaggio contro Ouattara. L’ex presidente però, con l’appoggio della Corte Costituzionale, aveva diffuso un altro risultato che annullava 7 sezioni elettorali, corrispondenti al 13% degli aventi diritto al voto, ottenendo così una vittoria falsata.

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La controtendenza economica del Sudan Una crisi economica nel momento dello sviluppo?

Di Corrado Fulgenzi

Come si è ben potuto osservare negli ultimi anni, l’economia del continente africano è in continuo sviluppo: un primo passo decisivo è stata la costituzione dell’Unione Africana nel 2002, che ha permesso, nel marzo del 2018, la conclusione dell’importante accordo per l’eliminazione dei dazi doganali, ossia l’African Continental Free Trade Area Agreement. Infatti, secondo i dati riportati dalla Banca Mondiale, è previsto che l’andamento crescente, avvenuto durante il 2018 nella maggior parte del continente, continuerà anche nel triennio successivo 2019-21. In particolare, la regione subsahariana ha avuto una crescita del PIL del 3.1% nel 2018, mentre per il 2019  raggiungerà il 3.5%.

Sono presenti tuttavia Stati che non godono, nè, sembra, godranno in un futuro prossimo, di tale progresso economico, poiché afflitti da crisi economiche e finanziarie. Un esempio è il Sudan di Omar Hasan Ahmad al-Bashīr. Al potere dal 1989, su al-Bashīr pendono, dal 2008, una condanna e un mandato di cattura della Corte penale Internazionale per crimini di guerra nel Darfur. Continua a leggere

Stanchi di combattere La riapertura del confine tra Etiopia ed Eritrea inaugura un periodo di pace nella regione

La città di Zalambessa, visitata dal giornalista Eyder Peralta per NPR, è lo scenario di una estenuante guerra ultraventennale da poco giunta al termine: l’inviato descrive con minuzia di dettagli un centro abitato in cui nessun muro, cartello stradale o finestra sono stati risparmiati dai proiettili piovuti fino a poche settimane prima. Ma negli ultimi mesi, a Zalambessa e nelle altre località che versano nelle stesse condizioni, si respira finalmente un’aria diversa. Del conflitto rimangono soltanto i segni evidenti sugli edifici e le ferite profonde di chi ha perso la casa o i propri cari. Lo dimostrano i primi caffè che sorgono dove si estendevano le trincee e, soprattutto, la ritirata delle rispettive truppe, ordinata, per la parte etiope, dal maggiore Asrat Denero. Anche i traffici commerciali sembrano gradualmente riprendere, per ora senza brusche inversioni di marcia. Continua a leggere

La blue economy africana Opportunità, criticità e sfide di un settore fonte di ricchezza per l’intero continente

Parlare di sviluppo dei Paesi africani, significa parlare anche di ‘blue economy’.

Sebbene non vi sia una definizione univoca, la si potrebbe qualificare come l’insieme di tutte le attività imprenditoriali e, più in generale, di tutti i settori economici che hanno un legame diretto o indiretto con oceani, fiumi e laghi. L’economia blu africana è quindi un ambito vasto, che comprende diversi settori produttivi: dalla pesca, al turismo, ai trasporti, fino all’estrazione di risorse. Continua a leggere

Mogadiscio ancora sotto attacco Lo scoppio di un’autobomba conferma le infiltrazioni degli Al-Shabaab

La liberazione della capitale somala Mogadiscio dal gruppo terrorista Al-Shabaab è avvenuta nel 2011, ma la paura scorre ancora lungo le sue strade. Un’autobomba è esplosa il 22 dicembre scorso vicino al palazzo presidenziale, uccidendo 16 persone e confermando l’infiltrazione dei terroristi all’interno di un perimetro dichiarato libero dalla loro presenza. Continua a leggere

Africa: 7 giorni in 300 parole

BURUNDI

10 dicembre. Il presidente Pierre Nkurunziza, in una lettera trapelata sui social networks e confermata da Agence France Presse, ha accusato il Ruanda di essere la causa dell’instabilità che il Paese sta vivendo dal 2015. Malgrado si tema per gli esiti catastrofici di una crisi internazionale in una delle regioni più complesse del territorio africano, il dialogo tra i due Stati resta aperto. Vista positivamente, a livello diplomatico, l’iniziativa burundese di convocare un summit regionale per scongiurare ulteriori tensioni.

MOZAMBICO

11 dicembre. Il governo ha reso noto che più di 30000 persone, impiegate nella funzione pubblica, risulterebbero decedute o collegate a identità del tutto fittizie, utilizzate per ottenere pagamenti di lavori mai effettuati. Il Ministro della Pubblica Amministrazione ha riconosciuto l’imponenza del fenomeno della corruzione in Mozambico, una sfida cruciale per il Paese. La stima del costo della truffa per le casse dello Stato, tra il 2015 e il 2017, si aggirerebbe intorno ai 250 milioni di dollari.

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Disarmo e reinserimento in Mali La prima tappa concreta di un lungo processo di pacificazione

Il programma di disarmo, smobilitazione e reinserimento (DSR), avviato in Mali nel mese di novembre, nonostante qualche intoppo, sta procedendo con successo. Questa iniziativa, lanciata ufficialmente nella città di Gao il 6 novembre scorso, è rivolta a tutti gli ex-combattenti dei gruppi ribelli coinvolti nella guerra civile iniziata nel 2012 nel Paese. Continua a leggere