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La difficile situazione del mercato finanziario turco

È grave la situazione della Turchia. A partire dal terzo e quarto trimestre dello scorso anno, l’economia del paese si trova a attraversare un periodo di recessione accompagnato da un alto livello d’inflazione. Solo nel mese di febbraio i prezzi per i consumatori sono arrivati a essere superiori di circa il 20% rispetto all’anno precedente e, per far fronte al problema, la Banca centrale turca ha provveduto ad alzare i tassi d’interesse, nonostante la contrarietà del presidente Recep Tayyip Erdoğan.

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L’intesa Bruxelles-Tokyo contro il protezionismo La nascita dell’area di libero scambio nippo-europea inaugura il nuovo corso dei trattati commerciali

“L’Europa e il Giappone inviano al mondo un messaggio riguardo al futuro del commercio equo e aperto”, ha asserito il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker a seguito della firma dell’Economic Partnership Agreement tra i Paesi dell’UE e il Giappone. L’EPA, entrato in vigore lo scorso 1° febbraio, è il risultato di complesse negoziazioni che si sono protratte dal 2013 a oggi e vanta un vero e proprio primato, essendo il più grande accordo commerciale mai negoziato dal Vecchio Continente.

In risposta all’atteggiamento protezionistico adottato da Cina e Stati Uniti, l’intesa ricercata dal primo ministro nipponico Abe insieme a Tusk e Juncker si propone di creare la più vasta area di libero scambio al mondo: coinvolgendo 635 milioni di persone e rappresentando circa un terzo del PIL mondiale, l’EPA mira a garantire ai consumatori una maggior varietà di scelta e a prezzi più contenuti, nonché a creare nuove opportunità per le imprese.

Le aziende europee, che finora hanno esportato in territorio giapponese €58 miliardi in beni e €28 miliardi in servizi ogni anno, saranno così in grado di risparmiare sui dazi €1 miliardo l’anno, grazie all’abbattimento delle barriere commerciali e all’istituzione di un insieme di regole per il commercio globale in linea con gli elevati standard e i valori condivisi dalle parti contraenti. L’abolizione dei dazi doganali permetterà al Giappone di rimuovere le tariffe che gravano su circa il 97% dei beni importati dall’UE, mentre le restanti saranno soggette a una parziale liberalizzazione o ad altre riduzioni. Continua a leggere