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Pakistan: nuovo presidente della Corte Suprema Il giudice che ha segnato un'epoca di attivismo giudiziale passa il testimone

Si apre una nuova era per la giustizia pakistana sotto l’egida di Asif Khan Saeed Khosa, 26° Presidente della Corte Suprema. Khosa occuperà il seggio per un periodo di 11 mesi. ha prestato giuramento venerdì 19 gennaio, di fronte alle massime cariche dello Stato, inclusi il presidente Arif Alvi e il primo ministro Imran Khan.

Dopo aver cominciato la sua carriera nel 1979 come avvocato dell’Alta Corte di Lahore, nel 1985 Khosa ha ottenuto il patrocinio di fronte alla Corte Suprema, finché, nel 2010, è stato nominato giudice della stessa.

Molti si aspettano dal nuovo Presidente un cambio di rotta rispetto al predecessore Mian Saqib Nisar. Sotto il controllo di Nisar, la Corte Suprema si è infatti distinta per un’importante serie di interventi mirati a stanare ed estirpare ogni forma di corruzione insinuatasi all’interno delle istituzioni più importanti del Paese. Il risultato più rilevante di questa politica risale al luglio del 2017, quando il primo ministro Nawaz Sharif fu rimosso dal suo incarico in seguito allo scandalo Panama Papers.

Lo scorso ottobre, un altro caso di attivismo giudiziale ha fatto notizia: la Corte Suprema ha deciso di assolvere Asia Bibi, la giovane donna cristiana condannata a morte per l’accusa di blasfemia contro il profeta Maometto.

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Australia: revoca della cittadinanza ai terroristi Il governo propone l'emendamento del Citizenship Act

Il primo ministro australiano Scott Morrison ha messo in agenda una serie di provvedimenti nell’ambito della lotta al terrorismo. “Quelli che commettono atti di terrorismo hanno rigettato tutto ciò in cui questo Paese crede”, ha dichiarato Morrison giovedì 22 novembre, durante una conferenza stampa a Sydney. L’esecutivo ha espresso l’intenzione di promuovere nuove leggi per rendere più semplice la revoca della cittadinanza australiana e l’espulsione di tutti coloro accusati di aver commesso atti di natura terroristica.

La decisione nasce in un contesto di tensione tra l’esecutivo conservatore e la comunità musulmana. Morrison ha infatti dichiarato che i leader musulmani hanno una “responsabilità particolare” nel prevenire atti di violenza commessi in nome dell’Islam. Responsabilità che si applicherebbe quindi all’escalation di violenza delle ultime settimane. Infatti, il 20 novembre, sono stati arrestati tre cittadini australiani di origine turca nel corso dell’organizzazione di una sparatoria di massa a Melbourne. Meno di due settimane prima, un uomo di origini somale ha accoltellato tre persone, uccidendone una. Le autorità hanno dichiarato che tutti e quattro gli uomini erano ispirati dalla propaganda del sedicente Stato Islamico e hanno classificato tali atti come “terroristici”.

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Asia Bibi: la fine di un calvario? Condannata a morte per blasfemia e assolta dalla legge, ma non dalla comunità

Dopo 8 anni passati in isolamento, lo scorso 31 ottobre la Corte Suprema pakistana ha annullato la sentenza che condannava Asia Bibi, una donna cristiana accusata di blasfemia contro l’Islam, alla pena di morte. La donna resta sotto protezione del governo a causa delle minacce mosse dalla comunità musulmana, che si estendono anche alla sua famiglia, al suo avvocato, e ai membri della Corte Suprema che hanno deciso la sua assoluzione. Continua a leggere

Corea del Sud: scossa all’equipe economica Il Presidente rimuove dall’incarico il Ministro delle Finanze e il capo del suo staff politico

Il presidente della Corea del Sud Moon Jae-In ha rimosso dall’incarico il ministro delle Finanze Kim Dong-yeon e il capo del gabinetto in carico della politica presidenziale Jang Ha-sung. A prendere il loro posto saranno due membri dell’attuale governo: a Hong Nam-ki, già a capo dell’ufficio di coordinazione del governo, andrà il Ministero delle Finanze, mentre Kim Soo-hyun, consigliere agli affari sociali del presidente Moon, sostituirà Jang. A dare l’annuncio venerdì 9 novembre il portavoce del presidente, Yoon Young-chan, durante una conferenza stampa televisiva.

Il governo ha chiarito che questa decisione mira a rafforzare le politiche economiche già intraprese che mirano ad instaurare una vera democrazia economica, ribaltando il modello di crescita basato sulle esportazioni e gli investimenti dei grandi conglomerati sudcoreani. Continua a leggere

Pakistan: ucciso il “padre dei Talebani” Haq era conosciuto come teoreta e guida dei talebani afghani

Maulana Sami-ul Haq, meglio noto come “il padre dei talebani”, è stato ucciso venerdì 2 novembre scorso. Al momento dell’omicidio, Haq si trovava nella sua casa a Rawalpindi, a 15 km dalla capitale Islamabad.

Al momento, l’intera vicenda resta un mistero. Versioni contrastanti sono apparse su come l’uomo sia stato ucciso. Suo figlio, Maulana Hamid ul-Haq, ha dichiarato che Haq sarebbe stato ucciso a coltellate. È stato proprio lui a ritrovare il corpo del padre nel suo letto, in un bagno di sangue. Secondo il nipote, Muhammad Bilal, sul corpo sarebbero stati ritrovati anche segni di colpi di pistola. Restano ignoti anche gli agenti e il movente dell’omicidio.

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Asia e Oceania: 7 giorni in 300 parole

AUSTRALIA

9 ottobre. Il governo ha presentato un disegno di legge che obbligherebbe i migranti a vivere nelle zone rurali per i primi 5 anni dall’arrivo nel Paese. Il ministro per le Città, le Infrastrutture Urbane e la Popolazione, Alan Tudge, ha spiegato che il provvedimento avrebbe come obiettivo quello di “alleviare la congestione nei grandi centri urbani, in particolare nelle città di Sidney e Melbourne”. Queste due grandi metropoli sono, infatti, mete privilegiate dagli immigrati e ospitano già i 2/5 della popolazione totale, che conta 25 milioni di persone.

CINA

8 ottobre. Meng Hongwei, ex presidente dell’Interpol, è stato arrestato con l’accusa di corruzione. A dare l’annuncio, il ministero della Sicurezza Pubblica, di cui Meng è il viceministro. Lo scorso 28 settembre l’uomo aveva lasciato la famiglia residente a Lione per un viaggio in Cina, ma da quel momento si erano perse le sue tracce. Hongwei aveva annunciato, la scorsa domenica, le proprie dimissioni dall’Organizzazione internazionale della polizia criminale.

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Vietnam; muore il presidente Tran Dai Quang In carica dal 2016, era un ex Ministro della Sicurezza pubblica

Si è spento il 21 settembre il presidente del Vietnam, Tran Dai Quang. Al momento del decesso era ricoverato presso l’ospedale militare 108, ad Hanoi. L’ex ministro della Salute Nguyen Quoc Trieu, a capo di un comitato nazionale per la salute dei leaders nel Paese, ha affermato che il Presidente era malato da luglio “di una rara e seria malattia virale” per cui si era recato in Giappone 6 volte. L’ultima apparizione pubblica risale al mercoledì precedente, in occasione della visita di una delegazione cinese. Continua a leggere

India: l’omosessualità non è più un reato La Corte Suprema: "Criminalizzare l'omosessualità è irrazionale, arbitrario e indifendibile"

In India l’omosessualità non è più considerata un crimine. Lo scorso 6 settembre la Corte Suprema ha approvato all’unanimità la depenalizzazione degli atti omosessuali.

Il presidente della Corte Suprema Dipak Misra ha dichiarato: “Criminalizzare l’omosessualità è irrazionale, arbitrario e indifendibile. L’orientamento sessuale di ogni individuo deve essere protetto, in quanto il diritto alla privacy e la protezione dell’orientamento sessuale sono alla base dei diritti fondamentali garantiti dagli articoli 14, 15 e 21 della Costituzione”.

Il provvedimento è il frutto di una battaglia legale durata 18 anni. Nel 2001, la Naz Foundation India, un’ONG dedita alla prevenzione dell’HIV, aveva messo in discussione la costituzionalità della Section 377 del Codice Penale. Nel 2009 l’Alta Corte di Delhi era riuscita a far annullare la legge nel proprio Stato, ma nel 2013 la Corte Suprema ha annullato il provvedimento.

In seguito ad una sempre maggiore diffusione di petizioni a denuncia della violazione del diritto alla dignità, all’uguaglianza, alla libertà di espressione, nel 2016 la Corte Suprema ha dunque incaricato un collegio di cinque magistrati di verificare l’incostituzionalità della legge.

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Hun Sen elimina l’opposizione e domina le amministrative Guerra ai media e agli oppositori politici, il PPC ottiene il 77,5% dei voti

Domenica 29 luglio i cittadini cambogiani si sono recati alle urne per le elezioni legislative. Hun Sen, leader del Partito del Popolo della Cambogia (PPC) e Primo Ministro dal 1985, è stato rieletto alla guida del Paese. Il portavoce del partito, Sok Eysan, ha dichiarato di aver vinto con il 77,5% dei voti, conquistando 114 dei 125 seggi disponibili all’Assemblea Nazionale. I restanti sono stati conquistati da FUNCINPEC, partito monarchico alleato del PCC, che se n’è aggiudicati 6, e dalla Lega per la Democrazia, partito progressista di opposizione, che ne ha ottenuti 5. Continua a leggere