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Speciale Tematico: Gli effetti della Brexit nel mondo

Di Desideria Benini e Gabriele Fonda

La decisione del popolo britannico di uscire dall’Unione Europea ha gettato il Regno Unito nel caos e nell’incertezza. Mentre scriviamo queste righe, non si sa ancora se l’ultimo atto del processo avviato il 29 marzo 2017 dovrà svolgersi nell’arco della settimana o se l’UE accoglierà un’ulteriore richiesta di rinvio avanzata da May, spostando la data a ridosso delle prossime elezioni europee. Certamente, però, a prescindere dall’esito finale delle trattative – no-deal, soft o hard Brexit è indubbio che questo evento stia producendo un’eco di risonanza planetaria.

Lontana dall’essere una questione unicamente europea, il subbuglio della Brexit raggiunge, in primis, gli Stati Uniti, partner commerciali d’eccezione per l’isola di sua maestà, con un export di beni e servizi che, secondo la Camera di Commercio Americana presso l’UE, ammontava, nel 2015, a $123,5 miliardi, con investimenti finanziari del valore di ben $593 miliardi.

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Mentre l’Europa si divide, l’Africa accelera nel suo cammino verso l’unità

Rivolgendosi ai cittadini europei attraverso una lettera inviata il 4 marzo scorso alle maggiori testate del Vecchio Continente, il presidente francese Macron aveva scelto parole chiare e perentorie: “Mai l’Europa è stata tanto in pericolo”. Dopo il forte trauma della Brexit e la fulminea ascesa di forze nazionaliste, il dibattito sull’Unione Europea e la grave crisi che quest’ultima sta attraversando sono, infatti, più vivi che mai.

Mentre l’Unione cerca di rimanere in piedi senza più una delle sue colonne portanti, a sud del Mediterraneo sembra che le cose procedano nella direzione opposta. L’Unione Africana sta lavorando a ritmo serrato per creare una forza, con le parole di Macron, “sempre più forte e più capace […] un’organizzazione che sia agile, in salute e efficace”.

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