Segretario                                 logo                                 Folco

Home     Redazione     Msoi Torino     Archivio



L’UZBEKISTAN NON CAMBIA ROTTA Nelle elezioni presidenziali la politica del vecchio leader trova continuità

Il primo ministro e presidente ad interim dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev ha vinto le elezioni presidenziali dobaldo1menica 4 dicembre, ottenendo l’88,6% delle preferenze.

Mirziyoyev diventa il secondo Presidente del Paese, succedendo ad Islam Karimov, che con il pugno di ferro governò l’ex Repubblica sovietica sin dalla sua indipendenza, nel 1991, e che è scomparso lo scorso settembre all’età di 78 anni.

La vittoria non è arrivata inaspettata.

Mirziyoyev divenne l’ombra di Karimov nel 2003, nella carica di Primo Ministro, ed al momento della morte del vecchio leader il Presidente del Senato si fece da parte, rinunciando al ruolo di Presidente ad interim a favore del Primo Ministro. Ora Mirziyoyev dovrebbe dimettersi dal suo precedente incarico, ma non è chiaro quando ciò avverrà, dal momento che non si è mai assistito ad un precedente simile nell’ordinamento uzbeko. Continua a leggere

RUSSIA E BALCANI: 7 GIORNI IN 300 PAROLE

KAZAKISTANcronaca3-1

23 novembre. Il parlamento kazako ha approvato all’unanimità una proposta per modificare il nome della capitale Astana in Nazarbayev, in onore del presidente in carica Nursultan Nazarbayev. Tale cambiamento aumenterebbe il culto della personalità attorno alla figura del Presidente, che deve ora decidere se accettare o meno la proposta. Nazarbayev, 76 anni, è a capo del Paese dal 1989.

MONTENEGRO

21 novembre. 2 cittadini russi e 3 serbi sono stati accusati di aver preso parte ad un presunto tentativo di assassinio del Primo Ministro montenegrino nel giorno delle elezioni, lo scorso 16 ottobre. 20 persone sono state arrestate ed alcune di queste sono parte di gruppi di combattenti pro-Russia nell’est dell’Ucraina. Il complotto avrebbe dovuto portare ad un colpo di stato, a seguito della richiesta di accesso alla NATO del Montenegro. I media nazionali hanno identificato i 2 russi come membri dell’intelligence militare di Mosca ma il Cremlino ha negato qualunque coinvolgimento, sostenendo però la propria opposizione all’ingresso nell’alleanza atlantica del Montenegro. Continua a leggere

LA RUSSIA FUORI DAL TAVOLO Le elezioni annuali del UNHRC lasciano Mosca a bocca asciutta e sollevano proteste

Per la prima volta dalla sua istituzione nel 2006, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite vede la un_geneva_human_rights_and_alliance_of_civilizations_room-compressedmancata vittoria di uno dei 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. Nelle elezioni tenutesi il 28 ottobre, infatti, con il voto segreto dei 193 membri dell’Assemblea Generale, la Russia ha perso la corsa alla rielezione.

Ogni anno lo UNHRC si rinnova, eleggendo 14 nuovi membri per un mandato di 3 anni. Il Consiglio è suddiviso in 5 gruppi regionali. La Croazia e l’Ungheria, con rispettivamente 114 e 144 voti a favore, sono riuscite ad ottenere i due seggi in palio per i Paesi dell’est Europa, escludendo la Russia. Continua a leggere

RUSH TO THE WHITE HOUSE: LA POLITICA INTERNAZIONALE STATUNITENSE NELLE PRESIDENZIALI 2016 INTERVISTA AD ANNA CAFFARENA

 Anna Caffarena è professore associato di Relazioni internazionali presso l’Università di
Torino, è Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Internazionali. Dal novembre 2013 fa parte dello United Nations System Staff College Expert Technical Review Panel, organo che contribuisce al monitoraggio dell’attività di formazione dello UNSSC. Nel luglio 2011, in qualità di esperto per la macroarea Scienze umane, politiche e sociali, è stata designata dal Senato Accademica a far parte del neocostituito Osservatorio sulla Ricerca dell’Università di Torino. È Associate Editor for Italy della European Review of International Studies (Co-Editors A.J.R. Groom, University of Kent at Canterbury, e Christian Lequesne, CERI-Parigi).

Stiamo per entrare nell’ultimo tratto di una campagna elettorale che è stata per molti aspetti anomala e scarsa di dibattiti concreti sulle politiche dei due candidati. Per quanto riguarda la politica estera, da un lato abbiamo gli slogan e gli attacchi di Donald Trump, dall’altro troviamo le politiche già note di Hillary Clinton. In un quadro teorico delle relazioni internazionali di riferimento, dove inserirebbe i due candidati?

Ragionare sulla politica facendo ricorso ai punti di riferimento tradizionali è diventato più difficile a ogni livello e in ogni luogo. Gli orientamenti di politica estera non fanno eccezione.

Penso al dibattito sorto attorno alla possibilità di ricondurre la politica estera dell’amministrazione del Presidente George W. Bush all’internazionalismo liberale, per il ruolo attribuito al “regime change” e alla leadership americana. Oppure al pubblico interrogarsi di alcuni esperti sul realismo del Presidente Obama, al quale era stato attribuito nel 2009 il Premio Nobel per il ritorno al multilateralismo e la valorizzazione della cooperazione che aveva annunciato. Continua a leggere

IL VETO DI MOSCA La Russia rifiuta di firmare una risoluzione per fermare i bombardamenti su Aleppo

Il 7 ottobre Francia e Spagna hanno abbozzato una risoluzione per cercare di giungere a un accordo sulla cessazione delle ostilità nel conflitto siriano e l’hanno messa al voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.aleppo-girls-with-unicef-backpacks

Sabato 8, il giorno successivo, la Russia ha posto il veto a tale risoluzione, la quale prevedeva la fine di tutti i bombardamenti aerei su Aleppo, nonché il cessate il fuoco e la consegna di rifornimenti umanitari alla popolazione assediata.

È così apparsa con evidenza la paralisi generale del Consiglio di Sicurezza sul disastro umanitario siriano. La Russia è appoggiata solamente dal Venezuela e isolata dall’astensione della Cina. Una contro-risoluzione da parte di Mosca, che non includeva la cessazione dei bombardamenti aerei, è stata bocciata con 9 voti contro 4. Continua a leggere

LE INDAGINI SUL VOLO MH17 Emergono nuovi dettagli sul disastro aereo di due anni fa


14682041396_efbc309baaPer oltre due anni il
gruppo internazionale incaricato delle indagini ha raccolto e analizzato 5 miliardi di pagine Internet, mezzo milione di documenti audio e video, più di 200 testimonianze e 150.000 conversazioni telefoniche riguardo al disastro del volo MH17.

L’inchiesta ha finora rivelato che il missile terra-aria BUK di fabbricazione russa che distrusse l’aereo della Malaysian Airlines il 17 luglio 2014 nei cieli della regione di Donetsk, in Ucraina, era stato portato dalla Russia in un territorio allora controllato da ribelli filorussi.

Continua a leggere

LA VITA AI TEMPI DI KARIMOV Un’eredità difficile da cancellare in Uzbekistan, dopo 25 anni di regime autoritario

L’8 settembre il primo ministro dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev è stato eletto dal Parlamento Presidente ad interim. Succede a Islam Karimov, morto il 2 settembre all’età di 78 anni.

 

islam_karimov_ufa_01

          Islam Karimov, ex Presidente uzbeko.

Capo del Partito Comunista uzbeko dal 1989 e poi Presidente della neonata Repubblica indipendente a partire dal 1991, Islam Karimov ha governato per 25 anni una tra le prime Nazioni a liberarsi del suo passato sovietico, senza per questo rinunciare a mantenere le redini del potere con il pugno di ferro.

 

Vivere nell’Uzbekistan di Karimov ha significato per molte persone la condanna all’assenza di diritti, la paura di essere catturati dalla polizia, di essere puniti o di subire violenze e torture.

Continua a leggere