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Da Ulisse a Elon Musk, le nuove frontiere della nostra specie

Ulisse è stato il primo eroe dell’intera cultura occidentale, idealizzato non per la forza fisica, quanto per la finezza della propria mente. La brillante intelligenza mista a curiosità – la sua Metis – gli permise non solo di sconfiggere il gigantesco ciclope, di ingannare gli Dèi violenti e di riconquistare la propria casa e la propria famiglia, ma lo spinse all’esplorazione. Da qui, il personaggio omerico si intreccia con un altro mito greco, quello delle Colonne d’Ercole, che lo stesso Ulisse infranse nelle sue navigazioni: esse rappresentano il concetto astratto di limite, di frontiera, e si spostano mano a mano che la mente umana si espande. È in questo incrocio che nasce l’uomo moderno.

Origini mitiche a parte, l’esplorazione e il pionierismo sono tratti naturali e istintivi dell’essere umano, sia come specie, sia come individuo. Oggi, dopo i viaggi di Marco Polo in Oriente, i grandi navigatori alla scoperta delle Indie, la frontiera del West spinta verso il Pacifico, ci troviamo per la prima volta a rivolgere lo sguardo al nostro sistema solare.

Nel 2012, l’azienda “Mars One”, capitanata dal miliardario Elon Musk, ha presentato il suo primo progetto di colonizzazione marziana. Le difficoltà sono immani, a partire dai costi previsti (almeno $6 miliardi), passando per le partnership con la NASA, sino ad arrivare al diritto spaziale. Tuttavia, l’entusiasmo è ancora alto e le possibili conseguenze potrebbero coinvolgere la storia dell’umanità, aprendone un nuovo capitolo. La notizia che colpisce è la quantità di persone pronte a partire, in un viaggio di sola andata, per la missione: secondo quanto riferito dalla stessa Mars One, sono più di 200.000 le richieste pervenute.

Possiamo allora parlare dei germogli di una prossima emigrazione spaziale?

Stephen Hawking, come riporta il The Telegraph, vedeva nella colonizzazione di un nuovo mondo l’unica possibilità di salvezza del genere umano, in fuga dalla sovrappopolazione e dalla fine delle risorse naturali. Qualora questo dovesse verificarsi, tuttavia, sarà in un futuro remoto, oltre che eventuale, preceduto da una lunga fase – nella quale già oggi ci troviamo – in cui l’esplorazione spaziale costituirà il fondamento di giochi ed equilibri, politici in primis.

In tal senso, l’India cerca affannosamente di recuperare il gap tecnologico che la separa dai colossi spaziali, ponendosi come obiettivo di medio termine la Luna. La Cina, a tal proposito, ha previsto l’invio di una sonda su Marte nel 2020, mentre sta già addestrando i propri astronauti servendosi di una base marziana simulata nel deserto del Gobi, come riportano rispettivamente Repubblica e Affaritaliani.

Al di là del prestigio tecnologico, lo spazio nasconde immense opportunità economiche e militari: a partire dal ruolo strategico dei satelliti per la sicurezza e la geolocalizzazione, alla ricerca delle terre rare su Luna, comete e asteroidi, fino ad arrivare al nascente settore del turismo spaziale. Come riporta Limes, nel suo articolo Assalto al Cielo, il settore spaziale è da sempre spinto in avanti da una feroce concorrenza: in passato, tra le due superpotenze della Guerra Fredda; oggi, tra una moltitudine di attori che vanno sempre aumentando. Per la prima volta, con Elon Musk, anche i privati partecipano alla corsa allo spazio.

Gli elementi qui riassunti sinteticamente raccontano di un mercato letteralmente in esplosione. Tuttavia, prevederne il futuro resta nebuloso è difficile. Intuire quale sarà il ruolo di potenze quali l’India, la Cina, gli Stati Uniti e l’Unione Europea oltre la nostra atmosfera è davvero complesso, ma ancor più fantasioso sarebbe circoscrivere precisamente una colonizzazione spaziale da parte della nostra specie tutta.

Probabilmente la prossima destinazione sarà Marte, dove forse vi si stabiliranno delle colonie se il mondo avrà abbastanza risorse per sostenere il progetto. Forse invece rimarrà per ancora molto tempo un sogno nel cassetto di qualche visionario. L’unica grande certezza è che finché l’uomo esisterà, nella profondità del suo essere rimarrà sempre una spinta inesorabile e istintiva all’esplorazione. Con o senza successo, egli punterà sempre ad attraversare le sue Colonne.

Pensare se stessi: come USA e Cina concepiscono l’egemonia

La Cina è figlia di una cultura millenaria, gli Stati Uniti d’America sono eredi della tradizione europea, illuminista e protestante. La prima simboleggia nell’immaginario occidentale l’Oriente più estremo ed estraneo e i secondi si propongono come moderna nazione-guida dell’Ovest. Se gli orizzonti culturali non possono essere più antitetici, al contrario, i problemi su cui le due superpotenze contemporanee si trovano a ragionare sono i medesimi.

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