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Il ban di Huawei e le conseguenze per Google

Iniziano a farsi sentire le conseguenze provocate dalla messa al bando della società cinese Huawei, da parte del governo statunitense. Il fondatore e presidente dell’azienda, Ren Zhengfei, ha dichiarato che nei prossimi due anni i ricavi subiranno una diminuzione di circa il 30%. Inoltre, si stima che le vendite globali degli smartphone caleranno del 40%, con conseguenti tagli alla produzione.

Si tratta di stime molto negative, in controtendenza con l’andamento della società cinese negli ultimi anni, manifestazione di una prima evidente ripercussione della guerra commerciale intercorrente tra USA e Cina. Huawei, infatti, malgrado le pressioni provenienti dalla politica statunitense, aveva chiuso il primo trimestre del 2019 in maniera decisamente positiva, con un rialzo dei ricavi del 39% e una vendita di circa 58,4 milioni di smartphone, piazzandosi al secondo posto tra Samsung e Apple a livello di vendite.

Nella seconda settimana di giugno scorso, si è diffusa la notizia che la compagnia cinese sia stata costretta a bloccare il lancio del nuovo laptop. Il CEO di Huawei, Richard Yu, ha poi confermato la news alla CNBC, sostenendo, dapprima., che la decisione fosse un effetto diretto della vigenza del ban statunitense e, di seguito, che l’azienda cinese non sarebbe stata in grado di fare uscire il nuovo prodotto. I Matebook prodotti da Huawei si servono, infatti, di prodotti americani, tra cui processori Intel e sistemi operativi Windows di Microsoft. Nei mesi precedenti, in previsione della possibile manovra di Donald Trump, l’azienda di Shenzhen aveva fatto scorta di processori americani, nel tentativo di evitare una possibile interruzione alla produzione di smartphone e computer, nel caso in cui i rifornimenti fossero venuti meno. Tali precauzioni, tuttavia, in considerazione del mancato lancio del nuovo Matebook, non sono state sufficienti.

Inoltre, Microsoft non si è ancora espressa in merito al ban dell’amministrazione Trump. Non sarebbe dunque chiaro se e fino a quando i computer targati Huawei potranno continuare ad utilizzare i sistemi operativi Windows, così da fruire dei vari aggiornamenti.

In seguito all’adozione del ban nel maggio scorso, diverse società americane hanno annunciato la fine della loro collaborazione con Huawei. In particolare, la notizia che ha provocato più scalpore, sarebbe stata quella relativa a Google, fonte di panico e confusione tra i consumatori dei prodotti della società cinese. Google si è difatti trovata costretta a sospendere la  licenza Android, grazie alla quale la stessa Huawei poteva rendere i propri smartphone con le appGoogle già installate. Di conseguenza, i prossimi cellulari Huawei potranno utilizzare soltanto la versione open-source di Android, mentre non potranno più usufruire dei futuri aggiornamenti di sicurezza.

Le decisioni del governo statunitense rischiano, tuttavia, di ripercuotersi negativamente sulle stesse società americane, oltre che sulla Cina. Google, infatti, rischia di perdere un volume di affari da miliardi di dollari. Attualmente Android detiene un controllo quasi monopolistico all’interno del mercato degli smartphone, “girando” tanto su tutti i dispositivi Huawei, quanto su quelli Samsung. Se Pechino riuscisse a sviluppare un’alternativa credibile ad Android, in modo da riuscire a diffonderla non solo in Asia ma anche in Europa, nel lungo termine questo processo darebbe luogo ad un maggior numero di problemi e difficoltà per la società di Page e Brin.

Riuscire a soppiantare Android e, in particolare, i servizi offerti da Google non appare comunque un’operazione di facile riuscita. Secondo il giornale cinese Global Times, Huawei starebbe già lavorando – e testando con altre aziende cinesi – ad un proprio sistema operativo, che prenderà il nome di HongMeng OS. Il lancio dovrebbe essere programmato per i prossimi mesi e andrebbe a coincidere con l’uscita del nuovo Huawei P40. La notizia diffusa dal Global Times non è stata, tuttavia, ancora confermata, trovando, per ora, pochi riscontri.

Resta, dunque, ancora da vedere quali saranno le prossime mosse di Donald Trump nei mesi venturi. Appare possibile che l’intera questione Huawei possa trovare uno snodo con l’accordo commerciale tra USA e Cina. Il segretario al Tesoro statunitense, Steven Terner Mnuchin, ha infatti dichiarato che se vi saranno dei progressi in merito all’accordo commerciale, Trump potrebbe decidere di ridurre le restrizioni imposte dal ban.

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