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Venezuela: fallisce il colpo di stato contro Maduro

Marcha de protesta contra Maduro el 02 de Febrero del 2019 en Caracas convocada por Juan Guaido Presidente Interino de Venezuela. Realizada por Alex abello Leiva, conocido en el medio artístico como alexcocopro, fotógrafo, filmmaker deportista extremo, motivador, emprendedor, artista gráfico y lider de proyectos digitales.

L’ennesimo tentativo di golpe contro il governo venezuelano del presidente Nicólas Maduro è fallito. Nella mattinata del 30 aprile, il leader dell’opposizione Juan Guaidó, autoproclamatosi presidente ad interim del Venezuela lo scorso gennaio, ha lanciato un appello per la rivolta popolare in un breve video dalla base militare La Carlota, nella zona est della capitale Caracas. Al suo fianco appare il politico di opposizione Leopoldo López, il quale, infrangendo gli arresti domiciliari, mostra il proprio appoggio al colpo di stato.

Nel video, Guaidó dichiara: “Quale presidente incaricato e legittimo capo delle forze armate, convoco tutti i militari perchè ci seguano nelle nostre azioni. Come sempre abbiamo agito nel segno della Costituzione e della lotta non violenta. Il momento è ora”.

La maggioranza dei militari, tuttavia, è rimasta schierata dalla parte del successore di Chavez. Le proteste dei manifestanti, scesi in piazza per mostrare il proprio sostegno ai golpisti, sono quindi state contenute con la forza. Sono quattro le persone rimaste uccise nei tafferugli di questi giorni, mentre decine sono quelle ferite e arrestate.

Maduro ha così commentato su Twitter: “L’impero e i suoi servi non comprendono che la coscienza, la volontà, il valore e il coraggio dell’eroico popolo di Bolivar e Chavez fanno del Venezuela una patria inespugnabile”.

Le potenze mondiali hanno mostrato grande attenzione agli scontri nel paese latinoamericano.

Il segretario di stato degli Stati Uniti d’America, Mike Pompeo, non ha escluso l’intervento dell’esercito allo scopo di riportare l’ordine. In particolare, gli USA vogliono difendere la figura di Guaidó, il quale, dopo il fallito golpe, rischia di essere incarcerato.

Maduro, d’altro canto, può contare su un potente alleato: la Russia. Il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, ha infatti dichiarato che “l’ingerenza di Washington negli affari del Venezuela è una flagrante violazione del diritto internazionale”. Lo stesso Lavrov ha poi continuato: “Solo il popolo venezuelano ha il diritto di decidere il proprio destino, reclamando il dialogo di tutte le forze politiche del Paese”.

Nonostante il fallimento del coup, nelle ore successive alla diffusione del video girato a La Carlota Maduro non è apparso in televisione, a dimostrazione della forte tensione all’interno della compagine governativa. Secondo il giornale spagnolo El Confidencial, nelle settimane precedenti al tentato rovesciamento, il ministro della Difesa del Venezuela, Vladimir Padrino López, insiema al presidente del Tribunale Supremo di Giustizia, Maikel Moreno, e al direttore della Dirección General de Contrainteligencia Militar, Iván Hernández Dala, avrebbero negoziato un accordo con gli Stati Uniti per rimuovere Maduro. Il piano prevedeva che il Tribunale Supremo pubblicasse un comunicato per conferire al golpe un carattere legale. L’appoggio di alcuni generali venezuelani, tra cui lo stesso Hernández Dala, avrebbe fatto sì che i militari abbandonassero Maduro, costringendolo alla fuga.

A tal proposito, il segretario di stato USA Mike Pompeo ha dichiarato che Maduro era già salito su un aereo per Cuba ma che i russi gli avevano imposto di restare in Venezuela.

Sempre secondo El Confidencial, l’azione sarebbe stata però prevista per il 2 maggio, dopo le manifestazioni del primo maggio. Guaidó avrebbe fatto fallire il piano anticipando l’azione al 30 aprile. La scelta di Guaidó di anticipare il coup ha colto di sorpresa i suoi stessi alleati: la tempistica sarebbe stata dunque il fattore decisivo.

Anche l’Unione Europea ha seguito con grande interesse i recenti eventi in Venezuela.

Il 30 aprile il Consiglio dell’UE ha pubblicato una dichiarazione dell’Alta rappresentante per gli Affari Esteri, Federica Mogherini, la quale ribadisce come possa esserci solo una soluzione politica, pacifica e democratica alla crisi che colpisce il paese latinoamericano. Nel documento si legge che “l’Unione Europea respinge ogni forma di violenza e chiede la massima moderazione per evitare la perdita di vite umane e l’inasprimento delle tensioni”. Infine, si ricorda che l’obiettivo primario per il Venezuela resta quello di “ottenere il ripristino della democrazia e dello Stato di diritto attraverso elezioni libere ed eque, in conformità con la Costituzione”.
La figura di Maduro sembra tuttavia uscire non solo indenne, ma addirittura galvanizzata da questo tentativo di golpe. I militari si sono dimostrati fedeli al loro presidente e, sino a quando decideranno di appoggiarlo, difficilmente l’opposizione riuscirà a porre fine all’attuale governo.