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Singapore: artista arrestato dopo una protesta pacifica Si mobilitano gli attivisti per i diritti umani dopo la condanna a due settimane di carcere

Lo scorso 3 ottobre l’artista e attivista trentaquattrenne Seelan Palay è stato condannato in una corte di stato a Singapore a due settimane di carcere, in seguito al suo rifiuto di pagare una sanzione di 2.500 dollari singaporiani (circa 1.570). Palay è stato giudicato colpevole di aver condotto una performance senza autorizzazione, violando la Sezione 7 del Public Order Act del 2009, concepito per proteggere la sicurezza nazionale.

La sentenza arriva dopo un anno rispetto ai fatti incriminanti, risalenti all’ottobre del 2017. Palay, in occasione della sua esibizione intitolata 32 Years: The Interrogation of A Mirror”, dedicata al prigioniero politico singaporiano Chia Thye Poh, detenuto per 32 anni (il più  lungo periodo di detenzione nella storia del Paese) e rilasciato nel 1998, aveva richiesto ed ottenuto la licenza per esibirsi nello Hong Lim Park. Dopo aver parlato ad una folla di circa 30 persone, Palay si è poi mosso per una processione solitaria con in mano uno specchio, verso la Galleria Nazionale e il Palazzo del Parlamento. Avendo violato la zona di licenza, la polizia lo ha invitato ad abbandonare il luogo. Lui si è rifiutato ed è scattato l’arresto. L’artista è stato poi rilasciato, sotto pagamento di una cauzione di 5.000 dollari singaporiani, in attesa di un inchiesta.

L’accaduto ha scatenato la reazione di attivisti per i diritti umani e di Amnesty International, i quali hanno accusato Singapore di usare il Public Order Act per restringere la libertà di espressione ed hanno interpretato la sentenza come un assalto alla libertà di parola. Se, da un lato, questi ultimi richiedono l’immediato rilascio di Palay e la fine dei tormenti giudiziari che coinvolgono i difensori dei diritti umani del Paese, dall’altro, non mancano i sostenitori della decisione della Corte che ritengono il Public Order Act e la sua severa applicazione deterrenti del tutto necessari.

Quello che emerge è un contrasto tra posizioni individualistiche e comunitarie. Mentre le prime tendono a salvaguardare i diritti dell’individuo, le seconde mirano invece a preservare l’ordine pubblico. Citando il padre fondatore di Singapore Lee Kuan Yew in una storica intervista con il giornalista Fareed Zakaria: “L’espansione del diritto dell’individuo di comportarsi bene o male va a scapito della società ordinata. In Oriente l’obiettivo è avere una società ordinata e che tutti possano avere il massimo godimento delle proprie libertà.” Posizioni di questo genere sono comuni anche al Myanmar ed ai Paesi di matrice confuciana, tra cui spicca naturalmente la Cina.