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Grazia revocata a Fujimori L’ex Presidente potrebbe essere incarcerato per crimini contro l’umanità

La libertà personale dell’ottuagenario Alberto Fujimori sembra avvicinarsi al capolinea.

All’ex Presidente peruviano era stato concesso l’indulto alla fine del 2017 dall’allora presidente Pedro Pablo Kuczynski, dando luogo a numerose polemiche in ambito nazionale e internazionale. In questo modo, infatti, evitava la pena per crimini contro l’umanità cui era stato condannato nel 2009.

Fujimori era stato condannato a 25 anni di detenzione in quanto mandante delle stragi di Barrios Altos (1991) e La Cantuta (1992), in cui morirono 25 persone per mano del corpo militare segreto Colina, che rispondeva ai vertici delle Forze Armate peruviane, nonché dei sequestri di un imprenditore e di un giornalista. La sentenza di annullamento della grazia, emessa in prima istanza dal giudice Hugo Núñez della Corte suprema del Perù, accoglie l’istanza dei familiari delle vittime.

L’indulto è stato annullato per irregolarità formali e per contrarietà agli accordi internazionali in materia di diritti umani; il magistrato ha disposto la cattura di Fujimori per ricondurlo al medesimo carcere da cui era uscito da 9 mesi e 7 giorni. Secondo lo stesso magistrato, Fujimori dovrebbe attendere altri 14 anni prima di scontare la pena: tornerebbe libero solo  nel 2032, a 94 anni.

Tuttavia, l’ex Presidente potrebbe continuare ad evitare la pena, per due ragioni.

In primo luogo, nel momento in cui è stata emessa la sentenza, Fujimori ha accusato un malore nel suo domicilio di Lima. Come dichiarato dal medesimo, solo grazie al proprio figlio minore, il parlamentare Kenji Fujimori, è stata chiamata tempestivamente un’ ambulanza. È stato così portato in una clinica nella quale è stato ricoverato prima che potesse essere arrestato, e dalla quale non è stato ancora dimesso. Dovrà attendere e sperare che le autorità competenti non chiedano il trasferimento in carcere.

Inoltre, giovedì scorso 11 ottobre il Congresso, di maggioranza fujimoriano, ha approvato una legge che concede i domiciliari agli anziani condannati. Beneficeranno dei domiciliari i maggiori di 75 anni, con infermità “gravi o croniche”, che abbiano scontato un terzo della propria condanna. Tutti requisiti in cui Fujimori rientra.

Attualmente, la legge è in mano al presidente del Perú, Martín Vizcarra, che ne sta valutando la costituzionalità. Secondo Gloria Cano, direttrice della Associazione per i Diritti Umani (Aprodeh), questa legge non rispetta i principi della Corte Interamericana e verrà annullata.