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Presidenziali in Brasile: il ruolo dell’esercito Il candidato Jair Bolsonaro incontra il favore dei militari e della popolazione

Secondo un sondaggio pubblicato da Datafolha a giugno, in Brasile le Forze Armate sono l’istituzione con il più alto indice di fiducia (78%). La Presidenza, attualmente esercitata da Michel Temer, il Congresso e i partiti politici, al contrario, incontrano la sfiducia del 60% dei brasiliani.

Forte dei consensi, il candidato vicepresidente dell’estremista di destra Jair Bolsonaro, un generale in pensione di nome Antonio Hamilton Mourao, ha dichiarato: “Se fossi antidemocratico, non starei partecipando alle elezioni, ma starei con la mia 45 (ndr. riferimento a un’arma da fuoco), pulendola bene e aspettando giorni migliori”. La settimana scorsa, Mourao ha ironizzato sui diritti umani: “i diritti umani sono per gli uomini retti“, mentre Bolsonaro, con meno giochi di parole, ha elogiato un torturatore del regime militare e ha promesso che avrebbe scelto sei militari nel Gabinetto di Governo e promosso una legge per agevolare il porto d’armi.

Il protagonismo sempre più accentuato dei militari ha destato scalpore in un Paese che ha visto tramontare l’ultimo regime solo trent’anni fa. Va detto però che il tendenziale favore per le milizie era già emerso nel recente passato, quando l’attuale Presidente aveva nominato per la prima volta un militare come Ministro della Difesa. Inoltre, nelle elezioni del 2014 il numero dei militari candidati ammontava a 13 e oggi sono raddoppiati, puntando a incarichi prestigiosi sicuri di un forte vantaggio elettorale.

Secondo Vera Chaia, dell’Università Cattolica di San Paolo, la ragione per cui il Paese si ritrova oggi in una condizione così singolare è che, a differenza degli altri Paesi dell’America Latina, non sono stati processati i responsabili di assassinii, torture e sparizioni perpetrati durante il regime militare del 1964-1985.

Oggi dunque, il Brasile vede l’affermarsi di una situazione in cui si sommano elementi peculiari: la sempiterna richiesta di maggiore sicurezza nelle città, la recente disaffezione di parte dell’elettorato nei confronti del partito socialista PT a seguito dell’inaspettato scandalo Lava Jato, e l’ancora più recente attentato ai danni di Jair Bolsonaro.

SU quest’ultimo punto, in particolare, si è espresso il Capo dell’esercito, affermando che “l’attentato ci dimostra che sarà difficile che il nuovo governo goda di stabilità e governabilità; potrebbe inoltre essere considerato illegittimo”.

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