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Mandato di arresto per Nawaz Sharif L'ex Primo Ministro del Pakistan sotto accusa per lo scandalo dei Panama Papers

 

Giovedì 26 ottobre, il National Accountability Bureau (NAB) ha emesso un mandato di arresto con cauzione nei confronti di Nawaz Sharif, ex Primo Ministro del Pakistan.

Nel mese di luglio Sharif ha subito l’interdizione dai pubblici uffici per effetto di una sentenza della Corte Suprema pakistana.

Il caso giudiziario, che ha portato alla prima deposizione di Sharif dalla carica per vie legali, è partito con la divulgazione dei Panama Papers, dai quali è emerso che i tre figli dell’ex Primo Ministro fossero in possesso di compagnie offshore registrate nelle Isole Vergini. Attraverso di esse, diverse proprietà a Londra e due grandi fabbriche in Arabia Saudita sono state ricondotte ai figli del fu Capo di governo.

Sharif, che si è visto altresì escludere dal ruolo di leader dell’Assemblea Nazionale, è riuscito a mantenere il controllo del suo partito, la Pakistan Muslim League – Nawaz (PML-N), che continua a trovarsi al governo.

Il 19 ottobre, al momento del rinvio a giudizio voluto dal NAB davanti alla Corte speciale anti-corruzione, l’ex Premier si trovava a Londra per assistere la moglie malata di cancro. Il mandato di arresto è stato emesso dopo che Sharif, anziché rimpatriare, come aveva più volte promesso, si è recato in Arabia Saudita per un pellegrinaggio religioso e poi ancora una volta in Inghilterra. Sharif è arrivato ad Islamabad solamente giovedì 2 novembre scorso, alla vigilia della nuova udienza di fronte alla Corte anti-corruzione.

Il ritorno di Sharif scongiura la possibilità di un nuovo mandato di arresto senza cauzione che avrebbe imposto l’incarcerazione, in questo caso immediata ed inevitabile, al rientro nel Paese. Prima dell’imbarco, a Londra, Sharif avrebbe dichiarato di rispettare, pur senza condividerla, la decisione della Corte Suprema pakistana e di non aver mai avuto intenzione di ritardare o addirittura evitare la propria udienza.

I parenti dell’ex Premier hanno insinuato di essere state vittime di un complotto orchestrato dalle Forze Armate pakistane, già responsabili di aver deposto Sharif con la forza nel 1993 e nel 1999. “Abbiamo già affrontato processi finti in passato”, ha dichiarato Sharif, “ma non siamo mai fuggiti, e anche stavolta adempieremo alle nostre responsabilità.