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Scioglimento artico Gli effetti del cambiamento climatico: cargo russo compie passaggio storico nel Mare Artico

 

La Christophe de Margerie, una nave da carico russa costruita per attraversare le acque ghiacciate dell’Artico, ha completato un viaggio da Hammerfest, in Norvegia, a Boryeong, Corea del Sud, in soli 19 giorni, con una rotta più veloce del 30% rispetto a quella convenzionale attraverso il Canale di Suez.

La nave, di proprietà della compagnia di Stato russa Sovcomflot, è stata la prima a completare la Northern Sea Route senza l’aiuto di imbarcazioni rompighiaccio specializzate. Tale successo arriva dopo una lunga attesa da parte del presidente Putin, il cui governo ha da tempo indicato di voler avvantaggiarsi politicamente ed economicamente dei cambiamenti climatici in corso nell’Artico.

Da sempre i navigatori hanno cercato un passaggio a nord ovest navigabile, in modo da collegare l’Atlantico ed il Pacifico in maniera più rapida e breve attraverso il Polo Nord. Storicamente, però, lo spesso strato di ghiaccio ha reso impraticabile la rotta e solamente nell’ultimo secolo l’utilizzo di navi rompighiaccio ha reso possibile il viaggio nei mesi più caldi, in un arco di tempo dunque molto limitato.

Meno di 500 imbarcazioni hanno attraversato la rotta dalla sua apertura nel 1906, ma la Sovcomflot è convinta che questo viaggio diventerà presto routine, se le temperature nella zona artica continueranno a permetterlo. Un rapporto dello scorso anno, stilato dalla Copenhagen Business School, afferma in questo senso che il commercio trans-artico diverrà economicamente vantaggioso a partire dal 2040. Ad oggi, infatti, i costi restano molto alti per via delle elevate tariffe assicurative e delle spese per la sicurezza, motivo per il quale la rotta resta ancora chiusa alle imbarcazioni convenzionali.

La Christophe de Margerie venne costruita per trarre vantaggio dal continuo scioglimento del ghiaccio artico, e per consegnare gas dal nuovo impianto da 27 milioni di dollari nella Penisola di Yamal, uno dei progetti energetici più grandi ed ambiziosi promossi dal Presidente russo.

Nel suo viaggio inaugurale, la petroliera ha utilizzato unicamente la sua punta rompighiaccio per attraversare banchise aventi spessore fino a 2 metri, attraversando la sezione più a nord della rotta, nell’artico russo, nel tempo record di 6 giorni e mezzo.

La Christophe de Margerie, la prima di altre 15 imbarcazioni simili che verranno costruite, oltre che a velocizzare i tempi di viaggio estende la finestra di navigazione per la Northern Sea Route da 4 mesi all’intero anno, navigando verso ovest.

Se dunque il 2013 è stato l’anno più intenso per la rotta artica con 15 transiti intercontinentali, il governo russo prevede una moltiplicazione dei trasporti di combustibili fossili da qui al 2020. L’auspicio di Mosca è quello di poter sfruttare a pieno ritmo il collegamento con il Pacifico, tramite una strategia che permetterebbe di ridurre il bisogno della Russia di vendere il proprio gas tramite i condotti che attraversano l’Europa.

Questo incremento nell’accesso alla rotta artica ha portato con sé diverse tensioni politiche.

Il Canada sostiene di avere competenza territoriale sulle acque dell’arcipelago artico, trovando l’opposizione degli Stati Uniti e altri paesi.

La Groenlandia, regione autonoma danese, afferma di avere diritto ad un’immensa parte di costa, facente parte della propria piattaforma continentale che si estende per centinaia di chilometri al di sotto dell’Oceano Artico.