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Lo spettro russo Il Montenegro entra a far parte della NATO lasciando scontento un vecchio alleato

Nel corso dell’ultimo summit della NATO tenutosi il 25 maggio a Bruxelles, il neo presidente americano Donald Trump si è trovato sotto il centro dei riflettori, soprattutto per via delle sue posizioni critiche nei confronti dell’Alleanza atlantica.

Un attore che è rimasto in secondo piano è invece il Montenegro, nonostante abbia partecipato al summit come membro di fatto della NATO.

Il processo di adesione del Paese alla NATO si è avvicinato infatti alla sua conclusione: dopo la firma degli accordi negoziali nel maggio del 2016 e l’approvazione di tutti i Parlamenti nazionali dei membri della NATO, il 29 aprile il Governo montenegrino ha dato il via libera finale all’ingresso nell’Alleanza, che dovrebbe concludersi ufficialmente il 5 giugno. Era dal 2009, con l’ingresso di Croazia ed Albania, che la NATO non accoglieva nuovi membri.

L’entrata del Montenegro all’interno dell’Organizzazione appare come un ulteriore segnale di avvicinamento ai valori e alla politica dell’Europa.

Dopo lo scioglimento della Jugoslavia nel 1992 e la dichiarazione di indipendenza dalla Serbia nel 2006, il Montenegro ha vissuto un lungo periodo di vicinanza con la Russia, con la quale ha condiviso la religione cristiano ortodossa, la lingua e la cultura. Per oltre un decennio l’influenza russa nel settore commerciale ed economico ha consentito un ingente afflusso di denaro e turisti nel Paese balcanico.

Nonostante ciò, la presa di Mosca non ha coinvolto con successo la sfera politica del Montenegro. Le vicende politiche montenegrine hanno infatti spinto il Paese sempre più verso ovest, culminando nel 2012, con la richiesta di adesione all’Unione Europea. Tuttavia, l’entrata nella NATO viene vista da una parte della popolazione come un tradimento verso degli alleati storici come la Russia e la Serbia.

I sostenitori della NATO, tra cui il premier Markovic, sperano che il ruolo strategico del Montenegro, che di fatto toglie uno sbocco sul mare alla Russia, riesca a ridare stabilità ad un Paese che è sempre rimasto in bilico dopo le elezioni tenutesi lo scorso ottobre. Preoccupa la presunta ingerenza esterna della Russia, accusata dal governo di aver architettato il tentato omicidio contro il Primo Ministro per impedire l’ingresso del Paese nell’Alleanza atlantica.

Accuse di questo tipo potrebbero paralizzare un Parlamento che, a più riprese, ha cercato di boicottare il governo di Markovic, che non potrà contare sulla NATO per risolvere la crisi politica che ha colpito il Montenegro.