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Celebrando il Victory Day A Mosca si ricorda la fine della 2a Guerra Mondiale ma l’unità nazionale inizia a sgretolarsi

Il 9 maggio in Russia si è celebrato il Giorno della Vittoria per ricordare la capitolazione della Germania nazista ed il trionfo delle truppe sovietiche nel 1945. Ogni anno il fulcro delle celebrazioni è occupato dalla parata militare organizzata nel centro della capitale, che vede la partecipazione di migliaia di soldati ed il dispiegamento di centinaia di mezzi militari.

Quest’anno il presidente Putin, il quale ha partecipato alla parata al fianco dei veterani di guerra e di un solo Capo di Stato straniero, quello moldavo, ha potuto vedere sfilare non solo le truppe ed i carri armati dell’esercito, ma anche nuovi sistemi difensivi aerei. Questi sono stati costruiti per poter resistere a condizioni di temperatura sfavorevoli nei territori artici.

Un segnale del fatto che il Cremlino è pronto a prendere il controllo di un territorio ricco di idrocarburi, conteso da Stati Uniti, Canada e Norvegia.

Rivolgendosi alla folla presente alla parata, il Presidente ha sottolineato la rilevanza di un apparato difensivo così importante, capace di reprimere ogni eventuale aggressione.

Putin ha poi espresso la volontà della Russia di rafforzare la comunità internazionale, per combattere il terrorismo, gli estremismi ed il neonazismo.

Negli ultimi decenni la parata è stata un modo per dimostrare al mondo la potenza militare della Russia e l’unità nazionale, come dimostrano le parole di Putin. Il Presidente ha però dovuto, da qualche tempo, fare i conti con una serie di manifestazioni contro di lui ed il suo governo.

Dopo quelle del 26 marzo, promosse da Aleksei Navalny, e quelle più ristrette tenutesi due settimane fa, organizzate dal movimento Open Russia guidato da Michail Chodorkovskij, il 6 maggio ci sono state altre proteste nel centro di Mosca. Esse hanno dato modo all’opposizione russa di continuare ad alzare la voce, dopo anni di repressione e di isolamento a causa della propaganda governativa.

In questa occasione più di 1000 manifestanti, autorizzati dal Ministero dell’Interno, hanno celebrato il quinto anniversario delle proteste di Piazza Bolotnaya, in cui ci furono violenti scontri con la polizia ed oltre 400 arresti di membri dell’opposizione.

Nel periodo tra il 2011 ed il 2012 le proteste videro oltre centomila persone protestare contro il governo. Oggi, quel sentimento di protesta sembra aver trovato nuova linfa con centinaia di cori che, all’unisono, chiedono a Putin di fare un passo indietro.

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