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Russia e Balcani: 7 giorni in 300 parole

ALBANIA

12 marzo. A 3 mesi dalle elezioni parlamentari di giugno, il premier albanese Edi Rama ha sostituito 4 ministri del suo governo. Rama ha sostenuto il rimpasto di governo con l’obiettivo di dare nuova energia alla campagna elettorale. Il Ministro dell’Interno uscente era da tempo coinvolto in uno scandalo che lo vedeva vicino alla criminalità organizzata del Paese.

KAZAKISTAN

13 marzo. Terzo round di colloqui di pace ad Astana per la fine della guerra in Siria. L’ambasciatore ONU del governo siriano ha incontrato il 14 marzo la delegazione russa. I colloqui sono stati prolungati per consentire l’arrivo degli esponenti dell’opposizione siriana che però il 15 marzo hanno disertato l’incontro. Russia, Turchia ed Iran si incontreranno nuovamente il 3 e 4 maggio.

RUSSIA

14 marzo. L’agenzia spaziale russa ha aperto il reclutamento di nuovi cosmonauti per l’avvio di una missione spaziale che culminerà con il primo allunaggio russo, fissato per il 2031. L’annuncio ha l’intento di rilanciare un
settore che negli ultimi anni, dopo una serie di fallimenti, ha perso gli stimoli ereditati dall’era sovietica.

15 marzo. Il Dipartimento di Giustizia americano ha accusato due agenti dell’intelligence russa di aver violato oltre 500 milioni di account Yahoo nel 2014. Le informazioni ottenute sarebbero state usate dal governo di Mosca contro agenti stranieri, imprenditori e giornalisti. I due agenti russi, che avrebbero dovuto collaborare con le autorità americane per dare la caccia agli hacker, sono i primi ad essere formalmente incriminati sul territorio americano e, con altri due complici, vanno incontro a 47 capi d’accusa, tra cui cospirazione, frode economica e furto d’identità aggravato. Il Cremlino non ha commentato la vicenda.

UCRAINA

15 marzo. Oleksandr Turchynov, segretario del Consiglio di sicurezza e difesa ucraino, ha annunciato l’approvazione della sospensione di tutto il traffico merci con il territorio controllato dai separatisti e sostenuto dai ribelli russi. Il blocco avrà effetto fino a che i ribelli non restituiranno il controllo di numerose imprese registrate in Ucraina e non seguiranno gli obblighi previsti dall’accordo di pace di Minsk del 2015. Sarà consentito solo il passaggio di trasporti umanitari.

È prevista inoltre l’imposizione di nuove sanzioni nei confronti delle sedi delle banche controllate dal governo russo presenti nel Paese, con il divieto di far uscire capitali verso la Russia.