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La disputa delle Isole Curili L’incontro di dicembre tra Putin e Abe segna il futuro dell’arcipelago

Alla fine della seconda guerra mondiale l’Unione Sovietica baldo-2dichiarò guerra al Giappone.
Nel 1945 una moltitudine di isole del Pacifico era passata in mano ai russi e a partire dal 1956, anno in cui le relazioni diplomatiche tra Tokyo e Mosca si stabilizzarono, si tennero diversi tavoli diplomatici per risolvere le contese territoriali, senza però arrivare mai a stipulare un
trattato di pace.

Nella storia recente, i due Paesi si sono affrontati più volte sulla questione delle Isole Curili, un arcipelago composto da 4 isole che i giapponesi chiamano “territori settentrionali”.
In varie occasioni la Russia è stata esortata dalla comunità internazionale a restituire le isole al Giappone, ma secondo Mosca tale cessione significherebbe la messa in discussione dell’esito della guerra.

Il 15 e 16 dicembre in Giappone si è riaperto un tavolo diplomatico tra i due leader Vladimir Putin e Shinzo Abe.

baldo-1Gli esiti delle discussioni non hanno portato a risoluzioni territoriali, ma hanno segnato diversi progressi nelle relazioni economiche fra i due Paesi.

Il documento redatto prevede “operazioni economiche congiunte” nelle Isole Curili per promuoverne lo sviluppo e il turismo restando all’interno del framework legale dell’ordinamento russo.  La posizione russa sulla questione, infatti, è sempre rimasta invariata per quanto riguarda l’appartenenza delle isole alla Russia e il premier giapponese non ha voluto insistere nel rivendicarne la sovranità.

Le ragioni per cui non vi è stato nessun tentativo di approccio alla questione territoriale sono da identificarsi in prima istanza nella volontà del popolo russo.
Secondo il centro di ricerca indipendente Levada, con sede a Mosca, il 78% della popolazione non approverebbe la firma di un trattato di pace con la cessione delle Curili al Giappone. Dall’altra parte, inoltre, il primo ministro Abe ha sottolineato che la priorità del governo è quella di rafforzare il legame tra i due Paesi, soprattutto per far fronte a Cina e Corea del Nord. In questo senso sembrerebbe dunque che Abe abbia fatto dei progressi, facendo continuare il dialogo con toni pacifici.

In Giappone però il sentimento è diverso.
La popolazione ha percepito negativamente l’esito degli incontri e il supporto dell’opinione pubblica al governo è calato di 5 punti percentuali nell’arco di un mese.
Questo è sintomo di come la questione delle Isole Curili in Giappone abbia assunto caratteri politici da tempo, ma è improbabile che un cambio di rotta avvenga nel breve periodo.