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Amazon aprirà due nuovi quartier generali negli USA Si è conclusa la gara tra città per offrire le migliori condizioni all’azienda

Il colosso di Jeff Bezos aprirà due nuove sedi, a Crystal City in Virginia, vicinissima a Washington D.C., e a Long Island, nel Queens (NY).

Le complesse trattative sono così giunte a conclusione. È passato, infatti, un anno dall’annuncio della multinazionale di voler aprire un nuovo quartiere generale statunitense, dopo quello di Seattle. In principio, sarebbe dovuto nascere un solo HD2 (Headquarter 2), della stessa importanza del primo. Adesso, con la creazione di due nuove sedi, non è ancora chiaro come si si strutturerà la gerarchia tra le tre sedi. Continua a leggere

Hillary Clinton 4.0 Mrs. Clinton revamps her proposes for 2020 Presidential Elections

In July 1999, Mrs. Clinton began her independent political career. Her Senate platform included support for a balanced budget, the death penalty and incremental healthcare reform. It was a decisive break from her early-1990s political positions.

Hillary Clinton 2.0 was a moderate, building on the success of her communitarian appeals. She emphasized her religious background, voiced strong support for Israel, voted for the Iraq War, and took a hard line against Iran. Unfortunately, she couldn’t surpass Barack Obama during the 2008 Presidential Election.

Soon after Obama’s victory, Hillary Clinton 3.0 emerged. She believed she could never win a primary as a moderate, so she entered the 2016 primary as a progressive. Consequently, she moved further left as senator Bernie Sanders came closer to derailing her nomination. Continua a leggere

Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

2 novembre. Il segretario di Stato Mike Pompeo ha annunciato che gli Stati Uniti reintrodurranno tutte le sanzioni contro l’Iran. Trump prosegue, dunque, lo smantellamento dell’eredità politica del predecessore Obama, che con l’accordo sul nucleare del 2015, le aveva ritirate.

4 novembre. La carovana di migranti proveniente dall’Honduras è arrivata a Città del Messico. I migranti sono stati accolti dalle autorità in uno stadio cittadino e la stessa cittadinanza si è mobilitata per la loro assistenza. I migranti hanno dichiarato di essere intenzionati a proseguire verso il confine con gli Stati Uniti. Continua a leggere

Sanctions are coming L’amministrazione Trump reintroduce le sanzioni contro l’Iran

L’amministrazione Obama si era battuta per giungere alla firma del JCPOA (Joint Comprehensive Plan of Action), l’accordo sul nucleare iraniano. Contestualmente alla sua firma erano state sospese tutte le sanzioni economiche e commerciali che colpivano direttamente e indirettamente lo Stato degli Ayatollah.

Lo scorso 8 maggio, il presidente Trump ha annunciato che le avrebbe reintrodotte, nonostante il parere contrario degli altri firmatari dell’accordo (Cina, Russia, Germania, Francia e Regno Unito). Essendo mancata una vera opposizione interna, dal 5 novembre sono state ripristinate nella loro integrità. Andranno a colpire settori strategici per l’economia iraniana tra cui quello energetico, e petrolifero in particolare, oltre che al sistema bancario e finanziario, quello legato all’aviazione civile, il commercio di beni di lusso e di minerali preziosi e il comparto automobilistico. Saranno dirette contro persone fisiche e giuridiche legate all’establishment della Repubblica Islamica, ma andranno a colpire anche tutte le aziende che continueranno a intrattenervi rapporti commerciali.

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Il dilemma di Justin Trudeau Il caso Khashoggi riaccende i riflettori sulle relazioni fra Canada e Arabia Saudita

Le polemiche nate dall’uccisione dell’editorialista Jamal Khashoggi, avvenuta lo scorso 2 ottobre, e le perplessità sorte dalle indagini sul caso continuano a costellare le cronache internazionali, originando commenti e reazioni politiche sulla vicenda. L’Arabia Saudita è, infatti, costantemente sottoposta a richieste di “maggior chiarezza” da parte di numerosi leader mondiali, tra i quali figura anche il premier canadese Trudeau.

Oggetto del dibattito politico interno sono i rapporti commerciali tra i due Paesi: a ritrovarsi di nuovo sotto i riflettori delle accuse è un contratto del valore di 15 miliardi di dollari canadesi. Stipulato nel 2014 dalla precedente amministrazione, riguarda la vendita a Riyad di oltre 900 veicoli corazzati costruiti in Canada. Un accordo controverso e soggetto a una specifica normativa, la quale prevede per contratti di vendita di equipaggiamenti militari, l’inserimento di clausole che ne vietano l’utilizzo contro i civili e di disposizioni in caso di violazioni dei diritti umani.

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Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

26 ottobre. Salah bin Jamal Khashoggi, figlio del giornalista scomparso lo scorso 2 ottobre, è giunto, insieme alla sua famiglia, nella città di Washington in seguito alla revoca del divieto di espatrio imposto, dallo Stato saudita, nei mesi passati.

27 ottobre. Un uomo armato di fucile e pistole ha fatto irruzione all’interno della sinagoga Tree of Life del quartiere di Squirrel Hill, nella città di Pittsburgh, uccidendo 11 perone e ferendone 6. Robert Bowers, 46 anni e autore della strage, avrebbe dichiarato alla polizia: “tutti gli ebrei devono morire”. Con 29 capi d’accusa, l’omicida potrebbe incorrere nella pena di morte.

28 ottobre. Il segretario alla Sicurezza Nazionale, Kirstjen Nielsen, ha rassicurato i cittadini americani in merito alla carovana di migranti proveniente dal Centro America e diretta verso gli Stati Uniti. “Chi sceglie di entrare illegalmente verrà fermato”, ha dichiarato Nielsen durante un’intervista andata in onda su Fox News Sunday.

29 ottobre. Donald Trump ha inviato più di 5000 militari nelle aree della California, del Texas e dell’Arizona confinanti con il Messico. Come riportato dal Wall Street Journal, le truppe dovranno inizialmente dislocarsi nelle zone di transito tra i due Stati per poi fornire supporto alle operazioni locali.

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“Questa è un’invasione e nostri militari vi stanno aspettando” La risposta ‘muscolare’ di Trump alla carovana dei migranti centroamericani

Si sta infiammando il dibattito politico, a pochi giorni dal voto delle elezioni di midterm, ancora una volta sul tema dell’immigrazione. La gigantesca carovana di migranti, che è partita dall’Honduras ed è diretta verso gli Stati Uniti, è ora in Messico. In risposta, Trump ha già dispiegato migliaia di soldati sul confine meridionale.

Carovane spontanee di questo tipo si formano spesso in Honduras: i migranti viaggiano in gruppo per limitare rischi come rapine o rapimenti. Questa, partita il 12 ottobre, è però particolarmente grande. All’inizio, infatti, era composta da 2.000 persone, ma ora si stima che si sia arrivati a 8.000, per tutti coloro che si sono uniti al cammino lungo il percorso in America centrale. Continua a leggere

Pittsburg synagogue shooting leaves 11 dead President Donald J. Trump visits the city despite being unwelcome

The United States, once again, find themselves crying more victims due to the terrible phenomenon of gun violence. On October 26, Robert Bowers, 46, drove to Tree of Life synagogue armed with a Glock .357, handguns and a Colt AR-15 rifle. He entered the synagogue, made statements indicating his desire to “kill Jews”, and so he did. Eleven people were left lifeless on the ground. Needless to say, this tragedy spiraled into an inevitable cluster of protests against gun violence. Specifically, against president Trump’s visit to the city, which took place on Tuesday. Continua a leggere

Data management e privacy Il connubio tra cloud computing e artificial intelligence

Molti accademici sono ormai concordi sul fatto che la nostra società non si trovi in un’epoca di cambiamenti, ma si stia assistendo ad un cambiamento d’epoca. Le innovazioni che hanno caratterizzato il ventesimo secolo e a cui stiamo assistendo tutt’ora, infatti, andrebbero comprese nel quadro di un vero e proprio mutamento paradigmatico, che impone di individuare le misure necessarie per facilitare la transizione e di ridurre al minimo le tensioni sociali che, fisiologicamente, ne deriveranno. È proprio questa sfida che anche secondo il presidente emerito della Camera dei Deputati Luciano Violante ha accompagnato la crisi democratica di cui molti Paesi sono attualmente testimoni.

Negli ultimi tre secoli di storia, dopo l’avvento della produzione di massa grazie all’impiego dell’acciaio durante la prima rivoluzione industriale, abbiamo assistito sia alla diffusione dell’elettricità, sia, in seguito, al raggiungimento della potenza di calcolo dei computer nel XX° secolo, il cui potenziale venne rivelato al mondo intero durante il Secondo conflitto bellico, grazie ad Alan Turing. Fu la sua Bomba a sconfiggere la macchina Enigma dell’Asse e a valere al matematico un posto tra i padri dell’informatica.

In questa catena di eventi significativi, l’ultimo anello è costituito dall’intelligenza artificiale, definita come l’uso sapiente dell’algoritmo in grado di aggiungere capacità cognitiva alla semplice computazione.

 

Per comprendere meglio, è importante identificare l’elemento che collega la diffusione e l’utilizzo dei computer su larga scala, con lo sviluppo delle Artificial Intelligence Technologies: i Big Data. Questi, la cui esistenza e il cui ruolo era ancora ignorato dai molti appena un lustro fa, oggi rappresentano uno strumento commerciale dal valore di milioni o miliardi di dollari.

Sebbene, infatti, i ‘dati’ grezzi abbiano un’utilità limitata, per mezzo di un particolare tipo di analisi sistematica che tiene conto di grandi quantità di dati, è possibile estrapolare nuove informazioni dal dato originale, impiegabili in vari ambiti, da quello sanitario a quello commerciale, ad esempio, ma anche per l’analisi dei trend di ricerca o per il suggerimento di inserzioni mirate. Lo scopo di questa analisi è in primo luogo quello di utilizzare specifici strumenti per identificare patterns nascoste e connessioni tra dati.

L’introduzione di queste innovazioni potrebbe determinare un rilevante svantaggio competitivo per quelle imprese che non saranno in grado di stare al passo. Secondo un’indagine a campionatura mondiale condotta dai ricercatori di Forrester, infatti, già nel 2016 il 40% circa delle aziende avevano avviato processi che prevedevano l’implementazione dei Big Data, mentre il 30% stava pianificando l’adozione di servizi Cloud per la gestione delle informazioni. Il Cloud rappresenta un efficace risorsa, poiché permette di utilizzare programmi software e hardware in remoto senza localizzare i calcolatori nella propria sede. Il servizio può essere adottato nella forma tradizionale, attraverso il pagamento di un corrispettivo periodico, oppure on-Demand, in base al proprio utilizzo, nella forma meglio nota come throughput provisioning, in cui le unità di lettura e scrittura possono essere regolate automaticamente in base all’uso effettivo dell’applicazione. Gli utenti, in questo caso, interagiscono solo con l’applicazione in esecuzione, senza chiedersi dove siano immagazzinati i dati, quale sia il percorso di rete seguito per la veicolazione delle informazioni o chi stia effettivamente governando il traffico Internet e da dove.

A questo proposito, Dan Vesset, vice presidente di Idc Analytics and Information Management Market Research, ha dichiarato che “la disponibilità di enormi quantità di dati, una nuova generazione di tecnologie e uno spostamento culturale verso processi decisionali basati sull’analisi dei dati, continuano a guidare la richiesta di piattaforme Big Data e di tecnologie e servizi di analisi”.

Un aspetto di questo fenomeno che non preoccupa nell’immediato, ma che pure si rivelerà fondamentale, riguarda la formazione dei professionisti per l’elaborazione di piattaforme di analisi. A tal proposito il McKinsey Global Institute (MGI) ha quantificato, nel solo 2018, una richiesta variabile da 140.000 fino a 190.000 esperti in questo settore. Inoltre, in musura minore, saranno necessari esperti traduttori per i dati già elaborati.

Riguardo alle modalità e alle tecniche di gestione dei grandi sistemi di utilizzo dei dati, la principale applicazione è quella di Machine Learning (ML). Questo programma è quello più vicino alla definizione di intelligenza artificiale poiché permette di a un software di procedere nell’apprendimento, senza che vi sia una un’esplicita programmazione dell’uomo. Tali sistemi, infatti, possono vagliare enormi pacchetti di dati, arrivando a conclusioni differenti a seconda degli eventi con cui si sono trovati ad interagire nel corso del tempo, in base alle esperienze immagazzinate durante l’apprendimento automatico.

Secondo la compagnia di ricerca Gartner, l’implementazione di sistemi ML sarà una tendenza rampante nel corso dei prossimi anni. Non c’è da stupirsi dunque se Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo, sia il principale sostenitore e fruitore di tale tecnologia. Con la propria azienda consociata, la quale fornisce servizi Cloud al colosso Amazon Web Service (AWS), il magnate americano è riuscito a realizzare una piattaforma ML in grado di analizzare dati e trend su ogni livello sociale, portando la AWS a diventare la piattaforma Cloud più utilizzata al mondo da ormai 12 anni.

Poichè lo scenario raffigurato è destinato a un’espansione esponenziale, dobbiamo assicurarci che la sicurezza e la privacy di questi sistemi siano garantiti. Per fare ciò, è necessario comprendere quale sia il punto in cui l’IA e il ML andranno a incidere sulla libertà personale degli utenti. L’intelligenza artificiale e le varie tecnologie di supporto (come la robotica) potrebbero infatti produrre un esito positivo per le condizioni di vita dei cittadini. Come è stato notato all’inizio, tuttavia, non ci si può aspettare che questi cambiamenti avvengano senza generare perturbazioni nella coscienza collettiva e nel tessuto sociale.

A questo proposito, bisogna tenere presente che il grande progresso segnato dalle IT rispetto ai normali calcolatori, consiste in una maggiore plasticità di analisi che permette a tali programmi di migliorarsi col tempo. L’algoritmo alla base del processo, una volta presi in considerazione determinati dati, non restituisce un risultato basato su un procedimento schematico, ma ne fornisce una compiuta interpretazione. In quest’ottica si spiega come tali programmi vengano definiti ‘intelligenti’: sono capaci di apprendere dai propri errori. Un ulteriore corollario, è che i ricercatori, e conseguentemente i sistemi da loro progettati, tenderanno a riprodurre un’intelligenza ‘vantaggiosa’, anziché un’intelligenza ‘non orientata’, come potrebbe chiamarsi quella dei precedenti strumenti di computazione.

Rimane comunque una questione aperta, ossia in che cosa tale ‘vantaggio’ debba consistere. La risposta, probabilmente, travalica la tecnologia per invadere il dominio dell’etica. La metodologia più indicata per risolvere questi quesiti, dovrebbe consistere nell’approccio interdisciplinare. Il problema della privacy, per far un esempio, non riguarda più solamente la presenza di dati sensibili in alcuni database, ma deve fare il conto con nuovi dispositivi e nuove strategie per la rielaborazione dei dati, capaci di rendere i confini della riservatezza più labili e incerti.

Dispositivi come Alexa ed Echo di Amazon sono in grado di gestire una conversazione con chiunque, grazie a un sintetizzatore vocale che fornisce risposte coerenti alle domande loro poste. Lo scopo principale di tali congegni è quello di fornire un supporto completo alle attività dell’utente, collegandosi ad altri dispositivi per migliorare la condivisione e l’integrazione dei dati. È dunque difficile definire il limite entro cui tale digital intelligence possa essere considerata pervasiva, dal momento che la conoscenza verso i soggetti in cui entra in contatto deriva dall’acquisizione di e-mail e messaggi provenienti da applicazioni di instant messaging come WhatsApp, Viber, Skype e altre affini.

 

Per ora strumenti come questi sono ancora all’avanguardia del proprio sviluppo e manifestano con qualche frequenza difetti e carenze di varia natura, corrispondenti a diverse fragilità sotto il profilo della sicurezza. Nonostante siano stati registrati numerosi malfunzionamenti in ambiente Cloud e di IA, tuttavia, tali tecnologie sono considerate ormai mature per l’implementazione e la gestione dei Big Data. A differenza di quanto si rappresenti nell’immaginario collettivo, infatti, le principali fughe di dati sensibili sono da imputare non tanto ad azioni di hacking, quanto all’incuria e alla superficialità dei programmatori deputati alla configurazione dei meccanismi per la protezione dei dati. La già citata agenzia Gartner, ha stimato che gli errori di programmazione constino dal 70% al 99% del totale.

 

I rischi che potrebbero derivare dall’adozione di queste nuove tecnologie, se non opportunamente testate e progettate in funzione di specifiche e sempre più personalizzabili esigenze dell’utenza, andrebbero insomma affrontati con strategie informate, mirate ed efficaci. Il progresso della ricerca e dello studio in funzione della loro applicabilità nei Big Data è senza alcun dubbio una priorità.

Stati Uniti: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

20 ottobre. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, si è espresso sull’imponente fenomeno migratorio proveniente da Guatemala, Honduras ed El Salvador: “devono essere fermati prima che raggiungano il confine con gli Stati Uniti”, ha dichiarato durante i colloqui, avvenuti a Città del Messico, con il ministro degli Esteri messicano Luis Videgaray Caso. Continua a leggere