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Stati Uniti-Corea del Nord: il 2019 inizia all’insegna dell’incertezza Kim Jong-Un ha lanciato messaggi contrastanti, tra distensione e un nuovo raffreddamento

Se il 2018 si era chiuso con una apparente distensione nei rapporti tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, il 2019 si apre con nubi all’orizzonte.

 

Nel messaggio di fine anno ai nordcoreani, Kim Jongun ha lanciato segnali contrastanti. Da un lato, si è infatti detto disponibile a incontrare di nuovo Donald Trump in qualsiasi momento, al fine di raggiungere risultati che ottengano il placet della comunità internazionale. Il leader della Corea del Nord sembra così voler proseguire sulla via del dialogo con gli Stati Uniti, culminata nel summit di Singapore del 12 giugno 2018. Così facendo, ha risposto, inoltre, alla sollecitazione a un nuovo incontro con Trump, arrivata il 24 dicembre 2018 dal profilo Twitter dello stesso presidente statunitense.

Dall’altro lato, tuttavia, ha specificato che se gli Stati Uniti non interromperanno il regime sanzionatorio, la Corea del Nord si vedrà costretta a cercare un nuovo percorso per proteggere la sovranità, gli interessi e la pace dello Stato e dell’intera penisola coreana. Il che, verosimilmente, significherebbe un ritorno alla strada del nucleare.

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Mike Pompeo all’insediamento di Jair Bolsonaro Il Segretario di Stato e il nuovo presidente brasiliano aprono un nuovo canale diplomatico

Il 31 dicembre 2018, Michael Richard Pompeo, Segretario di Stato statunitense e braccio destro del presidente Donald Trump, è decollato dall’aeroporto di Washington su un volo diretto a Brasilia per guidare una delegazione alla cerimonia di insediamento del neoeletto presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, programmata per il primo gennaio 2019.

La partecipazione della delegazione presidenziale era finalizzata a mostrare il pieno sostegno al progetto politico della nuova leadership brasiliana, che sembra allinearsi alla perfezione a quella dell’amministrazione Trump, dallo scetticismo per il cambiamento climatico alla preoccupazione per i crescenti investimenti della Cina.

Per di più, la visita in Brasile è indicativa dello sforzo volto a promuovere un futuro più sicuro e favorevole per gli Stati Uniti in America del Sud; difatti, all’inaugurazione presidenziale sono seguiti il colloquio a Palàcio do Planalto tra Pompeo e Bolsonaro, accompagnato dal suo ministro degli Affari Esteri Ernesto Araùjo.

A dare avvio al confronto è stata la discussione afferente alla necessità di inquadrare le priorità economiche, commerciali, e finanziarie bilaterali, per rinsaldare ulteriormente la cooperazione tra i due Paesi negli anni a venire. In fase di conclusione è stato dato ampio spazio agli affari regionali e internazionali: l’attenzione del presidente brasiliano e del Segretario di Stato è stata convogliata sulla presenza incalzante della Cina nella regione, nella quale, dal 2003, ha investito complessivamente 124 miliardi di dollari. I crescenti versamenti di denaro cinesi sono stati interpretati da entrambe le amministrazioni come una pratica predatoria e lesiva della sovranità del Brasile.

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Nuove tensioni tra Canada e Cina Il caso Huawei, fonte dell'attuale crisi diplomatica

In occasione della consueta conferenza stampa di fine anno, svoltasi a Ottawa lo scorso 19 dicembre, il primo ministro Justin Trudeau ha guidato i cittadini canadesi tra gli eventi che hanno recentemente condotto il Paese al centro della scena politica internazionale, fornendo una chiara panoramica del turbolento e vivace anno trascorso. Il premier canadese si è, così, espresso su alcune cruciali tematiche del momento, rendendo protagoniste del proprio discorso le lotte politiche interne, le crisi diplomatiche e le nuove guerre commerciali.

Passati in rassegna i traguardi raggiunti dal proprio governo, si sono, successivamente, resi inevitabili i riferimenti ai fatti più controversi dell’anno. In risposta alle domande dei giornalisti presenti, Justin Trudeau ha, infatti, commentato alcuni episodi cruciali della politica interna e interazionale. In particolare, ha preso atto del grande, quanto prevedibile, clamore generato dall’attuale instabilità delle relazioni con la Cina.

A partire dal 1° dicembre, infatti, lo scontro tra i due Paesi non mostra segni di attenuazione.  Arrestata a Vancouver su richiesta degli Stati Uniti e successivamente rilasciata su cauzione, Meng Wanzhou, CFO del colosso della telefonia cinese Huawei, è diventata il simbolo della disputa in corso. Accusata dagli Stati Uniti di violazione delle sanzioni imposte contro l’Iran e di attività illecite ai danni della sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, Lady Huawei è attualmente sottoposta all’obbligo di non lasciare il territorio canadese, dove il prossimo 6 febbraio dovrebbe svolgersi il processo per la sua estradizione negli Stati Uniti.

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It’s time to bring our great young people home President Donald Trump announces on Twitter the withdrawal of U.S. troops after historic victories against Daesh

Trump’s statements arrive after the years-long presence of United States’ troops in Syria, which began in late 2015. At that time, American troops landed in Syria with a small contingent of Special Operations forces, with the intent of trying to form alliances with local militias and rebel groups that could help in the fight against the self-proclaimed Islamic State’s forces before starting the actual ground-war phase.

Years after, nearly all the territory that ISIS militias had captured, throughout eastern Syria and northern Iraq, has been recaptured by local forces, many of whom were helped by American or other foreign troops. This is probably what has led President Trump to come up with the plan of the withdrawal of over 2,000 US troops that are still deployed in Syria.

Trump’s decision caused strong reactions around the globe, starting from his own party and ending in Defense Secretary James Mattis’ resignation, which came a day after Trump’s decision, through a letter that was hand-delivered to the Commander in Chief, on December the 20th.

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Barr è il nuovo ministro della Giustizia e Nauert l’Ambasciatrice ONU L’ex giornalista sostituirà Nikki Haley, mentre Barr dovrà essere confermato dal Senato

Il presidente Donald Trump ha annunciato due nuove nomine negli alti gradi della sua amministrazione: William Barr, nuovo ministro della Giustizia, prenderà il posto di Jeff Sessions; Heather Nauert, ambasciatrice all’ONU, al posto di Nikki Haley che lascerà la poltrona a fine anno.

Decisioni che non sono state esenti di critiche e dubbi. La nomina di Nauert, in particolar modo, ha suscitato delle perplessità legate alla sua scarsa formazione politica. Ex-giornalista di Fox News e conduttrice di uno dei programmi preferiti del Presidente, “Fox and Friends”, nell’aprile 2017 è stata nominata portavoce del Dipartimento di Stato. Continua a leggere

La nuova politica regionale artica degli Stati Uniti La minaccia di Russia e Cina nell’Artico preoccupa gli Stati Uniti

Di Nicolas Drago

Il Woodrow Wilson Center, polo scientifico di eccellenza di Washington, ha ospitato nei primi giorni di dicembre il Symposium on the Artic and U.S. National Security del Polar Institute.

Il dialogo ha messo a confronto le più influenti personalità del mondo politico, militare e scientifico statunitensi in termini di salvaguardia della sicurezza e degli interessi nazionali nell’Artico e ha trovato, in conclusione, tutti d’accordo sulla necessità di ottimizzare una linea strategica in risposta alla minaccia dell’espansionismo sino-russo nella regione. Continua a leggere

Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

8 dicembre. Donald Trump ha annunciato le dimissioni di John Kelly, capo di gabinetto della Casa Bianca. Kelly ricoprirà il proprio ruolo fino alla fine dell’anno. Il nome del futuro sostituto non è stato, tuttavia, ancora reso noto.

9 dicembre. Terry Branstad, ambasciatore statunitense in Cina, è stato convocato dal Ministero degli Esteri cinese in seguito all’arresto, avvenuto in Canada, della direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou, Lo scopo di Pechino sarebbe quello di ottenere il ritiro della richiesta di estradizione avanzata dagli Stati Uniti, intenzionati a processarla per frode.

10 dicembre. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e il primo ministro del Senegal, Mahammed Dionne, hanno celebrato, presso il Dipartimento di Stato, l’accordo di cooperazione energetica da 550 milioni di dollari (USD) siglato tra la Millenium Challenge Corporation (MCC) e il governo senegalese. “Modernizzare e rafforzare il settore energetico del Paese africano”, sarebbe, infatti, lo scopo dell’intesa.

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Gli Stati Uniti invitano gli alleati a boicottare Huawei Obiettivo dell’amministrazione Trump è non lasciare il 5G in mano alla Cina

Di Domenico Andrea Schiuma

Prosegue la guerra di Donald Trump contro Huawei. Dopo avere firmato lo scorso agosto il National Defense Authorization Act, che vieta alle agenzie governative statunitensi di utilizzare prodotti della multinazionale cinese, l’amministrazione americana ha invitato i propri alleati a boicottare il colosso delle telecomunicazioni. In particolare, i partner degli Stati Uniti non dovrebbero affidare a Huawei l’implementazione delle reti 5G. Continua a leggere

Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

30 novembre. Michael Cohen, l’ex avvocato personale di Donald Trump, si dichiarerà colpevole di aver mentito dinnanzi al Congresso in relazione al proprio coinvolgimento nel Russiagate. Prima della partenza per il G20, Trump ha definito l’inchiesta condotta dal procuratore speciale, Robert Muller, “un’illegale caccia alle streghe in stile Joseph McCarthy”. Continua a leggere

Tariff Truce between the United States and China Donald J. Trump delays 25% tariff to China for 90 days

From November 30th to December 1st, the G-20 took place in Buenos Aires. The United States entered the meeting with a hard-faced temper when it came to trade and climate change agreements. In fact, President Trump refused to sign the joint statement on global warming. A nonbinding communiqué released at the end of the summit read: “The United States reiterates its decision to withdraw from the Paris Agreement, and affirms its strong commitment to economic growth and energy access and security, utilizing all energy sources and technologies, while protecting the environment”. Continua a leggere