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Europa: 7 giorni in 300 parole

BELGIO

3 dicembre. I Ministri dell’Eurogruppo hanno sostenuto la valutazione della Commissione europea sulla programmazione finanziaria italiana per il 2019. La CE si è, inoltre, mostrata incline alla possibilità di giungere al compromesso con lo Stato italiano per scongiurare l’avvio di una procedura di infrazione per deficit eccessivo. Il commissario europeo per gli Affari economici, Pierre Moscovici, ha parlato di “progressi” dell’Italia. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha, tuttavia, dichiarato di “non lavorare a un deficit sotto il 2%”. Continua a leggere

COP 24: La sfida dei leader per salvare un mondo fuori rotta Aperta la conferenza mondiale dell’ONU sul clima a Katowice in Polonia

Di Diletta Sveva Tamagnone

Due settimane per rendere effettivo l’Accordo di Parigi sul clima. Con questo intento si apre la 24esima conferenza delle parti nel cuore carbonifero della Polonia che ha previsto il coinvolgimento di oltre 30.000 delegati provenienti da 198 paesi.

Abbiamo solo dodici anni per salvare il clima del nostro Pianeta” così Greenpeace ribadisce l’ultimatum lanciato dalla comunità scientifica all’apertura del summit sul clima. Un’affermazione supportata dal preoccupante Special report dell’IPCC sulla necessità di mantenere il global warming al di sotto della soglia critica di 1,5°C per evitare una “catastrofe climatica”.   Continua a leggere

The EU’s answer to the tensions in the sea of Azov Brussels is considering new sanctions on Russia

By Francesco Pettinari

The tensions between Ukraine and Russia reached a new climax on Sunday 25th November when Russian authorities seized three Ukrainian vessels in the Sea of Azov. During the naval skirmish, several Ukrainian sailors were wounded, and the Kremlin is still refusing to release twenty-four members of the crews. This event further deteriorates the relations between Kyiv and Moscow, and it did not remain stranger to EU’s attention. Indeed, the European Union has always shown a deep concern regarding the Black Sea region since it is considered an area where tensions and potential escalations can undermine the security of the whole Europe. Continua a leggere

Europa: 7 giorni in 300 parole

FRANCIA

24 novembre. Non accenna ad arrestarsi la protesta dei “Gilet gialli”. Nella giornata di domenica, infatti, oltre 80 mila manifestanti hanno invaso gli Champs-Elysées per protestare, ancora una volta, contro l’aumento delle tasse sui carburanti. La protesta, volta ad attirare l’attenzione del presidente francese, Emmanuel Macron, ha tentato di arrivare in rue de Faubourg, sede dell’Eliseo, rimanendo, però, bloccata all’ingresso di Place del la Concorde.  

27 novembre.  Il presidente francese Macron ha lanciato un nuovo “Patto sociale”. Secondo quanto riportato dalla stampa francese, il titolare dell’Eliseo reputerebbe necessario un cambio di rotta, un pensiero sorto dalle numerose polemiche relative agli scandali che hanno interessato il Presidente e il proprio entourage. Il focus, secondo Macron, deve essere posto sul “ricostruire la fiducia nelle società”, rinnovando argomenti ormai presenti sui tavoli delle discussioni da anni.

ITALIA

28 novembre. Annuncio a sorpresa del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Durante la votazione parlamentare relativa al decreto sicurezza, il Vicepremier ha affermato che “l’Italia non firmerà il Global Compact for Migration”, documento essenziale per la cooperazione in materia di politica migratoria e la cui firma è prevista tra due settimane a Marrakech.

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BREXIT: un percorso ad ostacoli I risultati ottenuti e gli obiettivi da raggiungere

Di Federica Cannata

Domenica 25 novembre, i 27 Capi di Stato e di Governo dell’Ue hanno approvato l’accordo di uscita del Regno Unito dall’Unione. Si articola in due parti e regola questioni come il confine tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda, i diritti dei cittadini Ue, le spese di cui deve farsi carico a causa del recesso e, in ultimo, prevede un periodo di transizione che, fino a dicembre 2020, farebbe rimanere – in base al c.d. backstoptutto il Regno Unito nell’unione doganale e nel mercato unico.   Continua a leggere

La Commissione europea boccia definitivamente il DEF Il supporto da parte dell’ECOFIN è certo

Il 21 novembre 2018 la Commissione Europea ha pubblicato, seguendo le direttive dell’Art. 126(3) del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), un rapporto sulle condizioni economiche e finanziarie dello Stato italiano. Tale rapporto rappresenta una bocciatura definitiva del DEF (Documento di Economia e Finanza) proposto dall’attuale governo. Continua a leggere

The Irish Question Timori e speranze di Dublino in vista della Brexit

La questione irlandese infervora ancora il dibattito in vista della Brexit. Il primo ministro irlandese, Leo Varadkar, ha infatti annunciato il suo sostegno alla configurazione post-Brexit dettata dalla Premier inglese Theresa May, ora in balia delle acque tempestose che lambiscono la porta di Downing Street. Stando a quanto riportato dalle testate irlandesi infatti, l’endorsement del Taoiseach sarebbe dettato da una volontà chiara, e cioè quella di preservare la stabilità dell’Isola.

Parlando al British-Irish Council, tenutosi sull’isola di Man, Varadkar non ha assicurato una via d’uscita facile dai negoziati per la Brexit, ma ha confermato che l’operato di Dublino garantirà una soluzione che impedisca il ritorno al passato. Il rischio concreto, stando alle parole del Premier, sarebbe quello di incorrere in un rafforzamento dei confini fra Irlanda del Nord e Irlanda, mossa altamente controproducente e che potrebbe concretamente riaprire la tanto annosa questione conclusasi nel 1998.

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Francia, i “Gilet Gialli” contro il Governo I manifestanti si scagliano contro l'aumento dei prezzi dei carburanti

I “gilet gialli” hanno paralizzato il traffico francese sabato 17 novembre, in una mobilitazione senza precedenti volta a protestare contro l’aumento dei prezzi dei carburanti voluto dal governo.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, sono stati contati quasi 300.000 manifestanti, distribuiti su oltre 2.000 siti. A Parigi il corteo si è avvicinato anche all’Eliseo, dove la polizia ha usato i gas lacrimogeni.

Domenica i “gilet gialli (il cui nome deriva dal giubbotto catarifrangente in dotazione ad ogni veicolo) si sono riuniti di nuovo e – anche se erano meno numerosi rispetto al giorno precedente – sono riusciti comunque a bloccare le strade di diverse regioni del paese.

Nella maggior parte dei casi non ci sono stati gravi incidenti, ma il bilancio finale dei due giorni di proteste è di un morto e di 400 feriti circa, dei quali 14 si trovano in condizioni serie (e tra loro ci sono anche poliziotti). Tenendo presente la specificità del movimento, nato spontaneamente sui social network e poco strutturato a livello nazionale, senza leader né affiliazioni partitiche, esso è definibile come una vera e propria jacquerie.

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Europa: 7 giorni in 300 parole

AUSTRIA

19 novembre. George Soros, filantropo fondatore della Central European University di Budapest, ha incontrato il cancelliere austriaco Sebastian Kurz per discutere del trasferimento dell’ateneo dall’Ungheria a Vienna. L’Università è costretta a spostarsi a causa delle pressioni messe in atto dal governo ungherese di Viktor Orbán, ostile nei confronti delle attività di promozione di diritti umani operate da Soros.

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Europa: 7 giorni in 300 parole

FRANCIA

11 novembre. 100 anni dopo la firma dell’armistizio che pose fine alla Prima Guerra Mondiale, molti tra i più importanti leader politici hanno partecipato a una commemorazione svoltasi a Parigi. In un discorso, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha lanciato una dura condanna contro il nazionalismo.

GERMANIA

12 novembre. Horst Seehofer, leader del partito di centrodestra (CSU) e ministro dell’Interno, spesso critico verso Angela Merkel, ha annunciato che lascerà la guida del partito, pur mantenendo il proprio ruolo nel governo. L’annuncio è giunto a poche settimane dalla simile decisione presa dalla Cancelliera tedesca.

ITALIA

13 novembre. Si è conclusa la Conferenza di Palermo, intenzionata a chiarire il futuro del processo politico in Libia. Il generale Khalifa Haftar, molto atteso, ha incontrato il premier del governo di unità nazionale della Libia, Fayez al Sarraj, non prendendo, tuttavia, parte alla Conferenza plenaria.

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