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La Brexit alla prova del mercato energetico

Il settore energetico sarà uno tra i più influenzati dalla Brexit: il Regno Unito ha un fortissimo bisogno di investimenti, in particolare per rinnovare il suo parco di centrali elettriche e sviluppare interconnessioni con il continente. Non possono però che sollevarsi dubbi su chi potrebbe accettare di immobilizzare tali somme per decenni, nel contesto di incertezza politica, normativa ed economica creato dalla Brexit. L’uscita dall’UE, per giunta, priverà il Regno Unito del finanziamento della Banca europea per gli investimenti (7 miliardi di euro immessi annualmente nell’economia britannica, metà dei quali nel settore dell’energia). In caso di mancata adesione allo Spazio economico europeo, infine, andrebbe perso anche il sostegno economico che questo concede a progetti di interesse comune.

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3 voti in 3 giorni: Brexit verso il rinvio

L’agenda parlamentare è stata fissata: il 26 febbraio scorso, la premier britannica Theresa May ha annunciato alla Camera dei Comuni che, qualora martedì 12 marzo il Parlamento non approvasse il suo accordo con Bruxelles, già bocciato in precedenza, il giorno successivo verrà chiamato a votare sull’ipotesi di un ‘no-deal’. Se anche tale mozione cadesse in aula, il 14 marzo si terrà un terzo voto sulla possibilità di chiedere all’Unione Europea una “proroga breve e limitata”, rinviando quindi l’uscita prevista per il 29 marzo.

Questa ipotesi ha suscitato ampio ottimismo nei mercati valutari, come dimostrato dalla rimonta della sterlina: la moneta britannica è volata ai massimi sull’euro da 10 mesi a questa parte, mostrando come gli operatori economici guardino con favore a un ipotetico rinvio, che si rivela sempre più probabile al fine di scongiurare il caos di una Brexit senza accordo.

Infatti, come hanno affermato il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, e la cancelliera tedesca Angela Merkel, Francia e Germania sarebbero disponibili a concedere più tempo alla Gran Bretagna. In seguito ad un incontro tra i due leader all’Eliseo, entrambi hanno affermato: “L’accordo di ritiro della Gran Bretagna dall’Unione Europea non può essere rinegoziato”; tuttavia, “se i britannici vogliono più tempo, si potrebbe esaminare una richiesta di proroga”. Il punto su cui ha principalmente richiamato l’attenzione la Cancelliera è stata la necessità pressante di ottenere “un’uscita ordinata dall’UE”.

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Il fragile equilibrio spagnolo Dopo la bocciatura del bilancio, la Spagna si prepara a elezioni anticipate

Il 13 febbraio scorso, il Parlamento spagnolo, chiamato a votare il bilancio proposto dal governo di Pedro Sanchez, ha bocciato la manovra finanziaria, gettando nel caos la già fragile struttura politica del Paese. Il PSOE, partito di provenienza dell’attuale Capo di Governo, ad oggi detiene 84 dei 350 seggi del Parlamento e nonostante il lavoro estenuante del Primo Ministro per l’approvazione della manovra, il risultato è stato una sonora sconfitta. Continua a leggere

L’anacronismo della regola dell’unanimità Verso un processo decisionale più moderno

Il 15 gennaio 2019 la Commissione europea ha presentato una Comunicazione dal titolo Towards a more efficient and democratic decision making in EU tax policy, con la quale ha inteso avviare un dibattito sulla transizione, progressiva e mirata, dal voto all’unanimità verso il voto a maggioranza qualificata e sul ricorso alla procedura legislativa ordinaria in taluni settori della politica fiscale dell’UE. Continua a leggere

The Aachen Treaty and its implications for the future of Europe The treaty signed on January 22nd envisage close Franco-German cooperation, but it also reveals a new approach towards the EU

The relationship between France and Germany is one of the elements that affected European history the most, both in negative and positive terms. Indeed, when these countries were archenemies, Europe lived its darkest moments with the two World Wars, including these tensions among their primary causes, while their peaceful cooperation marked an era of prosperity culminated with the creation of the EU, which is often depicted as guided by the Franco-German engine.

The Aachen Treaty signed in January perfectly fit in the latter dimension, but what does it contain? And which are the possible implications for the future of the Old Continent? Continua a leggere

La Sea Watch 3 sbarca a Catania “Siamo contenti, è finito il calvario”, esulta con un tweet l’ONG

Di Diletta Sveva Tamagnone

Si è concluso, tra abbracci e strette di mano, lo sbarco nel porto di Catania dei 47 migranti soccorsi nel Mar Mediterraneo dalla Sea Watch 3 dopo che la nave era rimasta bloccata per dodici giorni alla fonda di Siracusa. Tra i passeggeri sono presenti 15 minorenni non accompagnati che verranno condotti in un’unica struttura a Catania che aderisce al Fondo Asilo migrazione e integrazione (Fami) del Ministero dell’Interno, e saranno dotati ciascuno di un tutore legale. La Corte europea dei diritti dell’uomo, infatti, ha riconosciuto la centralità della figura del tutore per i minori stranieri non accompagnati presenti sulla nave. “È attraverso il tutore – afferma l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano – che possono essere esercitati tutti i diritti dei ragazzi arrivati soli nel nostro Paese. Continua a leggere

Un omicidio prevedibile La morte del sindaco di Danzica è un segnale di tensioni profonde nel sistema politico polacco.

di Luca Pons 

Nella notte di domenica 13 gennaio, Pawel Adamowicz, sindaco della città polacca di Danzica dal 1998, è stato accoltellato. Sebbene i medici abbiano cercato di salvarlo, lavorando per oltre cinque ore in camera operatoria, Adamowicz è deceduto il giorno dopo. Era un aperto e netto oppositore dell’attuale governo di estrema destra, deciso nella difesa dei diritti dei migranti e dei rifugiati, convintamente europeista.

L’omicidio pare avere avuto motivazioni politiche, ma anche personali: l’uomo che ha colpito tre volte il cuore e l’addome di Adamowicz era uscito di prigione da pochi mesi, dopo aver scontato una condanna per diverse rapine. Subito dopo l’omicidio, l’assassino ha gridato con un microfono: “Mi hanno imprigionato ingiustamente per cinque anni. Piattaforma civica [partito di Adamowicz, al governo fino al 2015, n.d.r.]  mi ha torturato. Per questo Adamowicz è morto”.

Poiché la tragedia è avvenuta durante una grande manifestazione pubblica, migliaia di persone e diverse telecamere hanno assistito. Dopo essere stato per quasi un minuto indisturbato sul palco, con aria di trionfo, mentre la folla ancora non aveva capito cosa fosse successo, l’uomo è stato catturato dal servizio di sicurezza dell’evento.

Per quanto sembri chiaro che l’afflato politico dell’omicidio non sia da ricondurre al disegno di una qualche organizzazione politica di segno opposto, molti hanno indicato il delitto come la naturale conseguenza di una violenta polarizzazione del dibattito politico, che in Polonia ha luogo da anni. Piotr Buras, intellettuale polacco, ha scritto pochi giorni fa sul Guardian: “Il dibattito pubblico in Polonia è ricolmo di contenuti tossici – diffusi così alacremente dal governo che è impossibile parlare di imparzialità. La televisione di Stato è diventata uno strumento di violenta propaganda, che sputa incitamenti all’odio e xenofobia ogni giorno”. Continua a leggere

Breve storia della legge di bilancio 2019 Tra scontri, maxiemendamenti e decretoni

La legge di bilancio approvata dal Governo italiano per il 2019 ha causato momenti di forte tensione, tanto in Italia quanto all’interno dell’Unione Europea.

La Legge ha preso il via dalla ‘NaDef’ (la nota di aggiornamento al documento di economia e finanza). Presentata dai due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini il 27 settembre 2018, la nota venne approvata da Consiglio dei Ministri, ma contestata dalle opposizioni, dal presidente Sergio Mattarella e dalla Commissione Europea.

Motivo della disputa fu lo sforamento del rapporto debito/PIL, previsto al 2,4% – ma richiesto non superiore al 2% dallo stesso ministro dell’Economia e delle Finanza Giovanni Tria e dall’UE – per coprire il reddito di cittadinanza, la flat tax al 15% per le imprese, la riduzione del numero delle aliquote IRPEF, il mancato aumento dell’IVA e la Quota 100.

In seguito all’approvazione della NaDef in Parlamento (11 ottobre 2018) e la pubblicazione del Draft Budgetary Plan dell’Italia da parte della Commissione europea (15 ottobre 2018), il documento subisce una prima bocciatura da parte della Commissione (18 ottobre 2018). Di seguito, il Commissario europeo per gli Affari Economici e Monetari Pierre Moscovici e il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis indirizzano una lettera al ministro Tria, nella quale si richiamano le disposizioni dell’art. 7 del Regolamento UE n. 473/2013, evidenziando un distacco tra il Patto di Stabilità e Crescita dell’UE e la politica economica e finanziaria italiana. Continua a leggere

La deriva autoritaria di Orbán La promulgazione di alcune leggi controverse accende le proteste nel paese, con le opposizioni che fanno fronte comune contro il governo

Di Francesco Pettinari

Il mese di dicembre a Budapest è stato caratterizzato da veementi proteste contro il governo di Viktor Orbán e il suo partito, Fidesz. Il culmine della tensione si è raggiunto domenica 16 quando più di 10.000 manifestanti hanno sfilato per le vie della capitale. Continua a leggere

Elezioni UE: tra collocazioni e nuove alleanze Riusciranno Popolari e Socialdemocratici a mantenere la maggioranza in Parlamento?

Di Federica Cannata

Le elezioni europee del prossimo 23-26 maggio costituiscono uno degli eventi politici più attesi del nuovo anno, perché presenta la duplice occasione di constatare in primis la credibilità dell’Europa agli occhi dei cittadini e di misurare, inoltre, la popolarità dell’ondata populista ed euroscettica che ha caratterizzato di recente il rinnovo di diversi parlamenti nazionali europei. Continua a leggere