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Nuove prospettive di privacy Sulle orme del GDPR, la proposta dell’UE di un Regolamento e-Privacy

La tutela della privacy e la protezione dei dati personali a livello europeo si è evoluta sempre di più nel corso degli anni. Le istituzioni europee hanno via via percepito la necessità di far avanzare la normativa assieme agli sviluppi tecnologici, in modo da offrire alla società risposte efficaci a fronte delle problematiche connesse all’ambito digitale, fornendo appropriate tutele agli individui con i loro diritti e le loro libertà.

In particolare, il 25 maggio 2018 è spesso definito il “Day 0”, ovvero il giorno in cui la normativa europea sulla protezione dei dati personali ha visto una luce nuova, grazie all’entrata in vigore del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che ha sostituito la Direttiva 95/46/CE. Il GDPR è nato per rispondere alle continue esigenze di una società che sta diventando sempre più digitale. Infatti, allo stato attuale delle cose, abbattere gli ostacoli che persistono a livello di scambio online è diventata una priorità sempre più impellente per permettere ai cittadini di superare le attuali difficoltà e di sfruttare e godere appieno di una vasta gamma di beni e servizi. Ciò sembra ancor più necessario per quanto riguarda il mondo imprenditoriale e della pubblica amministrazione. Infatti, tali settori si vedono ancora con ridotte possibilità di manovra, non riuscendo a sfruttare le rilevanti opportunità offerte dal mondo digitale. A tal proposito, si ritiene che il GDPR rappresenti uno dei cambiamenti più ambiziosi e radicali nell’ambito della protezione dei dati a livello mondiale di questi ultimi vent’anni. Continua a leggere

Russia e Ucraina allo stretto di Kerch Fra diritto marittimo e conflitti armati

Lo scorso 25 novembre, diversi pattugliatori della guardia costiera russa intercettavano e aprivano il fuoco su alcune imbarcazioni militari ucraine, all’ingresso del canale dello stretto di Kerch. L’esito dell’operazione vedeva due marinai ucraini feriti, le imbarcazioni sequestrate e gli equipaggi arrestati.

La condotta russa ha scatenato forti polemiche da parte di molti diversi Stati che hanno considerato illegittima detta azione. Il Governo di Mosca ha giustificato la propria posizione sostenendo che le navi militari russe avevano aperto il fuoco soltanto dopo aver rilevato la violazione degli articoli 19 e 21 UNCLOS (relativi al passaggio inoffensivo in acque territoriali) da parte delle imbarcazioni ucraine. Continua a leggere

Palestina c. Stati Uniti: il caso davanti alla CIG Il trasloco dell’ambasciata statunitensefonte di nuove tensioni tra i due Stati

Che l’inaugurazione della nuova ambasciata statunitense a Gerusalemme potesse essere un casus belli per ulteriori tensioni e violenze era scontato. Che la Palestina decidesse di intraprendere anche la via del contenzioso internazionale, un po’ meno. Eppure, è proprio ciò che è avvenuto.

Il 28 settembre scorso, infatti, la Palestina si è rivolta ufficialmente alla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) chiamando in causa gli Stati Uniti per la (presunta) violazione della Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche (1961), che sarebbe risultata dal trasferimento della rappresentanza diplomatica statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme. Continua a leggere

Rating di legalità Che cos’è e quali vantaggi apporta alle imprese?

Il rating di legalità è un indicatore sintetico del rispetto di elevati standard di legalità da parte delle imprese che ne abbiano fatto richiesta, nonché del grado di attenzione che le stesse hanno riposto nella corretta gestione della propria attività. La disciplina di riferimento è il Regolamento attuativo in materia di rating di legalità, con cui è stato attuato il decreto legge n. 1/2012, così come modificato dal decreto legge n. 29/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 62/2012. Il Regolamento è stato deliberato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) lo scorso 15 maggio 2018. Continua a leggere

Yemen: la guerra dimenticata Un grido di speranza: gli Houthi sospendono gli attacchi contro la coalizione Araba

Lo sguardo assente di Amal Hussain ha rotto il muro di silenzio sulla guerra civile in Yemen.

Il suo corpo e il suo volto scarno a causa di malnutrizione e stenti sono diventati il simbolo di una crisi umanitaria gravissima e dimenticata dal mondo. La propria morte, una settimana dopo la pubblicazione dell’articolo che l’aveva esposta allo sguardo internazionale, ha dimostrato con grande nitidezza che commuoversi non basta.

Da quasi 3 anni nello Yemen si combatte una guerra tra la minoranza sciita Houthi e il governo (Hadi) che rappresenta l’ala sunnita, vicino all’Arabia saudita. In Yemen, in queste ultime settimane è in corso una violentissima battaglia per la conquista della città portuale di Hodeidah. Il porto è una delle poche vie d’accesso per gli aiuti umanitari che alleviano le sofferenze di una popolazione costretta alla fame, dall’embargo della coalizione a guida saudita. Hodeidah, infatti, si trova sotto il controllo dei ribelli Houthi dal 2014. La coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha iniziato diversi giorni fa una nuova offensiva contro i ribelli a Hodeidah, con operazioni via terra e con numerosi attacchi aerei. Dall’inizio di novembre, gli scontri in città hanno provocato l’uccisione di almeno 600 persone. Nelle ultime 48 ore i morti sono più di 150, inclusi i civili. Continua a leggere

La CEDU condanna la Russia per la violazione dei diritti del dissidente politico Navalny Con la decisione del 15 novembre, la Corte EDU dichiara che i numerosi arresti di Navalny hanno violato i suoi diritti e sono stati dettati da ragioni politiche

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha emesso la propria sentenza nel caso Navalny v. Russia sancendo all’unanimità la violazione dei diritti dell’oppositore politico di Putin, Aleksey Navalny, arrestato sette volte negli anni tra il 2012 e il 2014 per ragioni di tipo politico.

Il cittadino russo è un avvocato, blogger, leader della campagna anti-corruzione e attivista politico, a capo del partito di opposizione russo, il Partito del Progresso. I suoi numerosi arresti sono stati generalmente dovuti all’aver organizzato e preso parte a manifestazioni non autorizzate dal governo. Nel 2017, inoltre, Navalny aveva annunciato la sua candidatura alle presidenziali russe, poi bloccata dall’amministrazione russa a causa delle sue vicende giudiziarie. Continua a leggere

Progetto Special Sticky Policies per un’innovativa tutela della privacy

Siamo alla continua ricerca di spazi online, anche mediante l’uso di dispositivi diversi da computer e smartphone. L’Internet of Things è simbolo di ciò: oggetti in grado di connettersi e svolgere svariate funzioni.

Proprio per il suo potere di permeare la quotidianità di tutti, l’IoT è sinonimo di problemi di privacy e sicurezza. Ciò ha reso evidente l’‘impreparazione’ dell’apparato normativo, che non ha dato molta importanza alla diversa natura dell’IoT, paragonando questioni a esso collegate a quelle delle tecnologie d’informazione tradizionali.

Nell’IoT, però, ogni dispositivo può dare origine a una serie di risultati differenti. Oltre a ciò, tali dispositivi possono presentare carenze in termini di qualità (ad esempio, molti dispositivi non dispongono di una banda larga o di ampio spazio di memoria). Da ciò derivano più rischi per la sicurezza dell’oggetto; inoltre, dal punto di vista del produttore, investire nella sicurezza di tali dispositivi è ancora troppo dispendioso in relazione al loro valore. Continua a leggere

Ricongiungimento familiare nell’UE Immigrazione e burocrazia: un connubio di difficile gestione

La riunificazione dei nuclei familiari nell’Unione Europea è regolata dalla Direttiva 2003/83, che stabilisce particolari condizioni per i rifugiati e i richiedenti asilo che intendono entrare nell’Unione a tale scopo. Le disposizioni della Direttiva ex art. 7(1) sono volutamente strutturate “a maglie più larghe” per i richiedenti asilo, al fine di permettere un agevole ricongiungimento anche qualora la documentazione, in possesso degli interessati, non sia completa o disponibile.

Nei casi che coinvolgono tematiche migratorie, il ricongiungimento familiare è subordinato (o quanto meno successivo) alla procedura di immigrazione stabilita da un dato Paese membro. La Corte di Giustizia dell’UE (CGUE) ha recentemente pronunciato un’importante sentenza sul caso K. & B. (C-380/17), interrogandosi su quale debba essere la sorte della procedura di ricongiungimento di titolari di protezione internazionale, qualora la richiesta venga introdotta oltre il tempo-limite di tre mesi e imponga, quindi, il pieno rispetto delle condizioni di cui all’art. 7(1) Direttiva 2003/83. Continua a leggere

Hate speech e diritti dell’uomo La Corte EDU e il caso Kurşun c. Turchia

Il c.d. hate speech ricade sotto la protezione garantita dall’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo? In quale misura – e sotto quali forme – si può considerare legittimo?

Su queste questioni, tra le altre, è stata chiamata ad intervenire la Corte EDU nel recente caso Kurşun c. Turchia (n. 22677/10). Il giudizio, che ha visto condannare la Turchia per violazione dell’art. 8 CEDU, si basava sul ricorso di due docenti universitari turchi i quali, a causa delle loro posizioni espresse su un rapporto riguardante la difficile situazione in cui versano le minoranze turche, si sono trovati oggetto di una campagna denigratoriaal limite della diffamazione da parte di alcuni organi di stampa, condita da veri e propri insulti e minacce.

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L’Unione Europea contro le plastiche monouso Divieto al consumo entro il 2021

Lo scorso 24 ottobre, il Parlamento europeo ha approvato nuove regole sull’utilizzo delle plastiche monouso, al fine di ridurre i rifiuti marini. Infatti, secondo alcuni studi condotti dalla Commissione europea e dal Servizio di ricerca del Parlamento europeo, il 49% dei rifiuti marini è costituito da plastiche monouso, il 27% da plastiche provenienti da materiali da pesca, il 6% da altre plastiche mentre solo il 18% dei rifiuti sono non plastici.

Attualmente, negli oceani sono presenti oltre 150 milioni di tonnellate di plastica, le cui conseguenze negative si riflettono non soltanto sulla vita marina, con il degrado degli habitat e i rischi per le specie animali che vivono in mare, ma anche per la salute umana, a causa dell’esposizione alle sostanze chimiche attraverso l’alimentazione. Dal punto di vista economico, il costo stimato dei rifiuti marini è di svariati milioni di euro, soprattutto a scapito dei settori ittico e turistico. Per non parlare dei danni che le plastiche causano al clima: basti pensare che, in termini di emissioni di anidride carbonica, riciclare un milione di tonnellate di plastica equivarrebbe a togliere un milione di auto dalle strade.

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