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Un presidente per la stabilità politica Le elezioni presidenziali per continuare a mantenere un trend democratico in Madagascar

di Corrado Fulgenzi

Il 14 novembre, il Madagascar affronterà un momento delicato per il proprio futuro, poiché dopo anni di regime e di un decennio di alternanza al potere, non proprio democratica, dal 2014 sembra aver trovato una stabilità politica. In tale giorno si terranno le seconde elezioni presidenziali (il Paese è una Repubblica semipresidenziale) definibili propriamente democratiche: nel 2013 vinse Hery Rajaonarimampianina, nonché attuale Presidente, che mira a mantenere l’incarico.

Per riuscire nel suo intento, ‘Reggie’ dovrà battere i rivali, che sono ben 35. Tra loro, quelli che sembrano avere una maggior possibilità di successo sono Marc Ravalomanana e Frontrunners Andry Rajoelina: entrambi han già occupato il sommo seggio di Antananarivo, ma in circostanze ben diverse. Il primo dopo aver indotto il suo rivale all’esilio nel 2001 e il secondo grazie ad un colpo di Stato proprio ai danni del primo nel 2009. Continua a leggere

Sahel: una lista di progetti da approvare rapidamente La sicurezza in Niger è ancora lontana

La settimana scorsa, a Niamey, in Niger si è tenuta la riunione dei Paesi appartenenti al G5 Sahel.

L’obiettivo del meeting resta la questione riguardante la messa in sicurezza e lo sviluppo della fascia di terra semi-desertica che tocca Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Chad che prende il nome, appunto, di Sahel.

La riunione è stata teatro di un forte dibattito tra ministri, alleati ed esperti che ha portato alla stesura di 40 progetti per i quali saranno stanziati circa 90 milioni di euro. Il prossimo step consisterà nella riunione del 6 dicembre, che si terrà in Mauritania, a Nouakchott. Come annunciato da Angel Losada, inviato speciale dell’Unione Europea in Sahel, durante la prossima riunione, i 12 membri dell’alleanza tra cui gli stati europei di Francia, Italia, Inghilterra, Germania, Spagna e Lussemburgo, si riuniranno per approvare definitivamente i progetti più importanti, dando risalto a quelli su sicurezza e sviluppo delle infrastrutture. Continua a leggere

Weah alla ricerca di fondi per la sua pro-poor agenda Il nuovo governo alle prese con una delle sue più grandi promesse elettorali

Lo scorso settembre si è tenuto in Cina quello che ormai è diventato uno dei più importanti summit internazionali: il Forum on China Africa Cooperation (FOCAC). In quest’occasione, il presidente Xi Jinping ha annunciato un piano di finanziamento di ingenti dimensioni, che i Paesi africani riceveranno nei prossimi anni, pari a 60 milioni di dollari.

Al vertice era presente anche il neo-presidente liberiano George Weah, al potere dal gennaio 2018. L’obiettivo della delegazione liberiana alla conferenza era quello di accaparrarsi una consistente fetta dei fondi – 3 milioni di dollari – per finanziare la cosiddetta Pro-poor Agenda, uno dei cavalli di battaglia con cui Weah si è presentato alle elezioni, vinte con oltre il 60% dei voti. Continua a leggere

Africa: 7 giorni in 300 parole

ERITREA

7 novembre. Confermata la visita in Etiopia per il presidente eritreo, Isaias Afwerki. Le tappe del viaggio saranno la regione dell’Amhara, la capitale storica Bahir Dar e la città di Gondar. Dall’accordo di pace, siglato con l’Etiopia lo scorso 8 luglio, si sono verificate 2 visite del presidente Afwerki nello Stato, in una delle quali è stata riaperta l’ambasciata eritrea ad Addis Abeba. La reciprocità delle visite tra i due Capi di Stato, manifesta un’intensificazione della collaborazione fra i due Paesi. Continua a leggere

Denis Mukwege: “l’uomo che ripara le donne” Il ginecologo congolese ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace per il suo impegno a fianco delle vittime di abusi sessuali

Il 5 ottobre 2018, in Norvegia, si è tenuta la cerimonia di assegnazione del Premio Nobel per la Pace. Quest’anno il prestigioso riconoscimento è andato a Denis Mukwege e a Nadia Murad, per il loro attivismo nel porre fine allo stupro come arma di conflitto armato.

Mukwege, originario della Repubblica Democratica del Congo, è da anni impegnato nella cura di donne vittime di violenze sessuali. Secondo alcuni dati, dal 1998 il dottore avrebbe aiutato decine di migliaia di donne abusate nel corso di scontri tra gruppi armati che cercano di controllare le ricche zone minerarie delle regioni orientali del Congo.

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Africa: 7 giorni in 300 parole

ANGOLA

27 ottobre. Durante la settimana, il governo dell’Angola ha espulso circa 330.000 rifugiati provenienti dal Congo e non solo. Le forze di sicurezza locali, avrebbero, inoltre, compiuto svariati crimini violando i diritti umani. L’accaduto non è passato inosservato all’Alto commissario delle Nazioni Unite, il quale ha immediatamente messo sotto inchiesta il Paese.

CAMEROUN

30 ottobre. Nel Nord Ovest del Paese, vicino alla città di Bamenda, un missionario americano è stato ucciso da un gruppo indipendentista molto attivo nella regione. Sembrerebbe che il pastore stesse tornando verso la città su un’autovettura che sarebbe stata crivellata di proiettili, non lasciandogli scampo.

GABON

29 ottobre. Il partito democratico, già al potere da decenni, si è aggiudicato anche il secondo turno delle elezioni legislative. Ali Bongo, presidente dal 2009, è stato riconfermato, con la maggioranza dei voti, con 126 seggi su 143.

MALI

27 ottobre. Nella città di Ber, a Nord del Mali, 2 militari, appartenenti ai caschi blu dell’ONU, sono stati uccisi. Nella mattinata, infatti, un gruppo di miliziani avrebbe preso di mira le postazioni occupate dall’ONU per poi essere subito respinti. Lo stesso giorno, un altro gruppo di caschi blu sarebbe caduto in un’imboscata riportando soltanto alcune ferite.

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La febbre dell’oro scoppia in Malawi Il futuro di molti malawiani potrebbe cambiare, ma il governo vuole porre un freno

La cittadina di Nathenje, situata nel centro del Malawi, a circa 20 chilometri di distanza dalla capitale Lilongwe, si è scoperta una miniera d’oro per il commercio locale, letteralmente. Infatti, da 4 mesi a questa parte, ossia da quando è stata trovata la prima pepita, migliaia di cercatori d’oro da ogni parte del Paese e dagli Stati confinanti (Mozambico, Tanzania, Zambia) si sono riversati nella regione.

Il governo, paventando tra l’altro il rischio di favorire la creazione di focolai per l’HIV, ha dissuaso le comunità locali dall’assecondare l’attività dei cercatori e il loro commercio, oltre che dal parteciparvi. Molti cittadini malawiani, però, sfidano la legalità per provvedere ai propri bisogni e a quelli delle loro famiglie: molto spesso si preferisce l’incertezza dell’estrazione mineraria al lavoro agricolo, proprio grazie ai margini di profitto relativamente alti che la prima attività garantisce rispetto alla seconda. La febbre aurifera si è comunque già tradotta in un’aspra competizione tra le migliaia di cercatori, che i compratori hanno potuto sfruttare a loro vantaggio, innescando così una forte svalutazione del prezzo locale dell’oro.

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Africa: 7 giorni in 300 parole

LIBERIA

19 ottobre. Un operatore di More Than Me, una nota ONG americana che si occupa di aiutare giovani donne ad uscire dalla trappola dello sfruttamento sessuale, è stato accusato di aver abusato sessualmente di diverse ospiti del centro presente a Monrovia e di averle, inoltre, contagiate con il virus dell’HIV. Secondo un report investigativo pubblicato da ProPublica, le vittime sarebbero 10 ragazze tra i 10 e i 16 anni. Il presidente Weah si è detto molto preoccupato e ha, inoltre, sottolineato che dalla fine della guerra civile, vi è oggi, più che mai, la necessità di continuare a lavorare per garantire e migliorare diritti delle donne.    Continua a leggere

Calzedonia sceglie l’Etiopia Il gigante italiano apre il primo stabilimento in Africa

Lo scorso fine settimana, l’azienda italiana leader nell’intimo ha inaugurato la sua prima fabbrica nel continente africano, precisamente nella regione del Mekelle, in Etiopia.

L’ex-amministratore delegato Marco Carletto, già nel 2016, aveva manifestato a nome del gruppo l’interesse verso l’Etiopia come primo hub africano dell’azienda nota sullo scenario internazionale del fashion. Il patron Sandro Veronesi ha sottolineato che si tratta di un mercato con buoni potenziali di crescita, in una posizione geograficamente strategica e ricca di manodopera. Continua a leggere

Si riaccende la violenza interreligiosa in Nigeria Scontri tra la comunità musulmana e cristiana hanno provocato più di 50 morti

Venerdì 19 ottobre, 55 persone sono morte negli scontri a carattere interreligioso consumatisi a pochi chilometri dalla capitale locale di Kaduna, nel villaggio di Kasuwa Magani, Nigeria settentrionale. Secondo un testimone anonimo, la scintilla che avrebbe riacceso le tensioni latenti tra la maggioranza cristiana e la minoranza musulmana è stata la cattura di un ladro, dall’appartenenza religiosa ancora non chiara, il quale, dopo essere stato sorpreso sul fatto durante il mercato rionale, sarebbe stato picchiato da esponenti della fede opposta, per poi essere difeso da membri del proprio schieramento religioso.

Le parole di costernazione del presidente Buhari si sono venate di amarezza quando ha richiamato i politici locali all’impegno di costruire un clima di tolleranza e pazienza in una comunità spesso lacerata da violenze scaturite da futili motivi. A febbraio 2018, gli ultimi scontri avevano lasciato sul terreno 18 morti, vittime della rivalità settaria che divide i giovani cristiani e quelli musulmani. Continua a leggere