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La controtendenza economica del Sudan Una crisi economica nel momento dello sviluppo?

Di Corrado Fulgenzi

Come si è ben potuto osservare negli ultimi anni, l’economia del continente africano è in continuo sviluppo: un primo passo decisivo è stata la costituzione dell’Unione Africana nel 2002, che ha permesso, nel marzo del 2018, la conclusione dell’importante accordo per l’eliminazione dei dazi doganali, ossia l’African Continental Free Trade Area Agreement. Infatti, secondo i dati riportati dalla Banca Mondiale, è previsto che l’andamento crescente, avvenuto durante il 2018 nella maggior parte del continente, continuerà anche nel triennio successivo 2019-21. In particolare, la regione subsahariana ha avuto una crescita del PIL del 3.1% nel 2018, mentre per il 2019  raggiungerà il 3.5%.

Sono presenti tuttavia Stati che non godono, nè, sembra, godranno in un futuro prossimo, di tale progresso economico, poiché afflitti da crisi economiche e finanziarie. Un esempio è il Sudan di Omar Hasan Ahmad al-Bashīr. Al potere dal 1989, su al-Bashīr pendono, dal 2008, una condanna e un mandato di cattura della Corte penale Internazionale per crimini di guerra nel Darfur. Continua a leggere

Stanchi di combattere La riapertura del confine tra Etiopia ed Eritrea inaugura un periodo di pace nella regione

La città di Zalambessa, visitata dal giornalista Eyder Peralta per NPR, è lo scenario di una estenuante guerra ultraventennale da poco giunta al termine: l’inviato descrive con minuzia di dettagli un centro abitato in cui nessun muro, cartello stradale o finestra sono stati risparmiati dai proiettili piovuti fino a poche settimane prima. Ma negli ultimi mesi, a Zalambessa e nelle altre località che versano nelle stesse condizioni, si respira finalmente un’aria diversa. Del conflitto rimangono soltanto i segni evidenti sugli edifici e le ferite profonde di chi ha perso la casa o i propri cari. Lo dimostrano i primi caffè che sorgono dove si estendevano le trincee e, soprattutto, la ritirata delle rispettive truppe, ordinata, per la parte etiope, dal maggiore Asrat Denero. Anche i traffici commerciali sembrano gradualmente riprendere, per ora senza brusche inversioni di marcia. Continua a leggere

La blue economy africana Opportunità, criticità e sfide di un settore fonte di ricchezza per l’intero continente

Parlare di sviluppo dei Paesi africani, significa parlare anche di ‘blue economy’.

Sebbene non vi sia una definizione univoca, la si potrebbe qualificare come l’insieme di tutte le attività imprenditoriali e, più in generale, di tutti i settori economici che hanno un legame diretto o indiretto con oceani, fiumi e laghi. L’economia blu africana è quindi un ambito vasto, che comprende diversi settori produttivi: dalla pesca, al turismo, ai trasporti, fino all’estrazione di risorse. Continua a leggere

Mogadiscio ancora sotto attacco Lo scoppio di un’autobomba conferma le infiltrazioni degli Al-Shabaab

La liberazione della capitale somala Mogadiscio dal gruppo terrorista Al-Shabaab è avvenuta nel 2011, ma la paura scorre ancora lungo le sue strade. Un’autobomba è esplosa il 22 dicembre scorso vicino al palazzo presidenziale, uccidendo 16 persone e confermando l’infiltrazione dei terroristi all’interno di un perimetro dichiarato libero dalla loro presenza. Continua a leggere

Africa: 7 giorni in 300 parole

BURUNDI

10 dicembre. Il presidente Pierre Nkurunziza, in una lettera trapelata sui social networks e confermata da Agence France Presse, ha accusato il Ruanda di essere la causa dell’instabilità che il Paese sta vivendo dal 2015. Malgrado si tema per gli esiti catastrofici di una crisi internazionale in una delle regioni più complesse del territorio africano, il dialogo tra i due Stati resta aperto. Vista positivamente, a livello diplomatico, l’iniziativa burundese di convocare un summit regionale per scongiurare ulteriori tensioni.

MOZAMBICO

11 dicembre. Il governo ha reso noto che più di 30000 persone, impiegate nella funzione pubblica, risulterebbero decedute o collegate a identità del tutto fittizie, utilizzate per ottenere pagamenti di lavori mai effettuati. Il Ministro della Pubblica Amministrazione ha riconosciuto l’imponenza del fenomeno della corruzione in Mozambico, una sfida cruciale per il Paese. La stima del costo della truffa per le casse dello Stato, tra il 2015 e il 2017, si aggirerebbe intorno ai 250 milioni di dollari.

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Disarmo e reinserimento in Mali La prima tappa concreta di un lungo processo di pacificazione

Il programma di disarmo, smobilitazione e reinserimento (DSR), avviato in Mali nel mese di novembre, nonostante qualche intoppo, sta procedendo con successo. Questa iniziativa, lanciata ufficialmente nella città di Gao il 6 novembre scorso, è rivolta a tutti gli ex-combattenti dei gruppi ribelli coinvolti nella guerra civile iniziata nel 2012 nel Paese. Continua a leggere

L’eccellenza architettonica e sanitaria dell’Uganda Renzo Piano e Gino Strada per il Centro di eccellenza chirurgica pediatrica in Uganda

La collaborazione tra l’architetto Renzo Piano e Gino Strada inizia nel 2017, dall’idea del fondatore di Emergency di realizzare un centro di eccellenza pediatrica in Uganda. Questo progetto si unisce alla costruzione del Centro Salam di cardiochirurgia di Khartoum, in Sudan, e fa parte del disegno più ampio per la realizzazione della “Rete sanitaria d’eccellenza in Africa” (ANME). Continua a leggere

Africa: 7 giorni in 300 parole

AFRICA

2 dicembre. Iniziata la 24th Conference of the Parties (COP24) nell’ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in programma fino al 14 dicembre. Secondo alcuni esperti, la speranza dei Paesi africani sarebbe quella di essere facilitati nella gestione dell’impatto del cambiamento climatico, riducendone, così, il più velocemente possibile gli effetti negativi a livello socio-economico. Durante la COP16, i developed countries avevano concordato di stanziare 100 miliardi di dollari entro il 2020 a favore dei Paesi in via di sviluppo colpiti dagli effetti del cambiamento climatico. Il raggiungimento di tale obiettivo appare, tuttavia, lontano.   Continua a leggere

Sfiorare la dittatura La candidatura di Emmanuel Ramazani Shadary fa discutere gli attivisti

Con l’avvicinarsi delle elezioni del prossimo 23 dicembre, i disordini, le manifestazioni e gli scandali che non cessano di emergere continuano ad allarmare la società civile della Repubblica Democratica del Congo.

Dopo anni di governo monocolore, la continuità della linea assunta dal presidente uscente Kabila dipenderà soltanto dalle necessarie risposte alle perplessità e alle accuse rivolte al candidato prescelto dallo stesso Presidente, Emmanuel Ramazani Shadary.

Shadary, ex ministro degli Affari Interni del governo Kabila, al momento della presentazione della propria candidatura stava già scontando le sanzioni inflitte dall’Unione Europea per la sua condotta repressiva e cruenta nelle proteste antigovernative del 2016. Continua a leggere

Si aggrava la situazione Hutu-Tutsi in Burundi L’ombra della manipolazione governativa sul caso Ndadaye

Bujumbura, 2 dicembre 2018. Un arresto rischia di riaccendere le tensioni etniche in Burundi, a lungo lacerato da una feroce guerra civile dal 1993 al 2005.

Il Paese è stato scosso dalla notifica di arresto a carico dell’ex presidente Pierre Buyoya, accusato di aver ordito il complotto militare che ha portato all’uccisione di Melchior Ndadaye, il primo politico a essere democraticamente eletto nella storia dell’ex colonia belga.

Buyoya non ha riconosciuto la legittimità del mandato d’arresto, e lo ha anzi definito come una mera tattica di distrazione dell’opinione pubblica, utile a nascondere i risultati fallimentari dell’attuale presidente Pierre Nkurunziza. Continua a leggere