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Australia: revoca della cittadinanza ai terroristi Il governo propone l'emendamento del Citizenship Act

Il primo ministro australiano Scott Morrison ha messo in agenda una serie di provvedimenti nell’ambito della lotta al terrorismo. “Quelli che commettono atti di terrorismo hanno rigettato tutto ciò in cui questo Paese crede”, ha dichiarato Morrison giovedì 22 novembre, durante una conferenza stampa a Sydney. L’esecutivo ha espresso l’intenzione di promuovere nuove leggi per rendere più semplice la revoca della cittadinanza australiana e l’espulsione di tutti coloro accusati di aver commesso atti di natura terroristica.

La decisione nasce in un contesto di tensione tra l’esecutivo conservatore e la comunità musulmana. Morrison ha infatti dichiarato che i leader musulmani hanno una “responsabilità particolare” nel prevenire atti di violenza commessi in nome dell’Islam. Responsabilità che si applicherebbe quindi all’escalation di violenza delle ultime settimane. Infatti, il 20 novembre, sono stati arrestati tre cittadini australiani di origine turca nel corso dell’organizzazione di una sparatoria di massa a Melbourne. Meno di due settimane prima, un uomo di origini somale ha accoltellato tre persone, uccidendone una. Le autorità hanno dichiarato che tutti e quattro gli uomini erano ispirati dalla propaganda del sedicente Stato Islamico e hanno classificato tali atti come “terroristici”.

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Asia Bibi: la fine di un calvario? Condannata a morte per blasfemia e assolta dalla legge, ma non dalla comunità

Dopo 8 anni passati in isolamento, lo scorso 31 ottobre la Corte Suprema pakistana ha annullato la sentenza che condannava Asia Bibi, una donna cristiana accusata di blasfemia contro l’Islam, alla pena di morte. La donna resta sotto protezione del governo a causa delle minacce mosse dalla comunità musulmana, che si estendono anche alla sua famiglia, al suo avvocato, e ai membri della Corte Suprema che hanno deciso la sua assoluzione. Continua a leggere

Corea del Sud: scossa all’equipe economica Il Presidente rimuove dall’incarico il Ministro delle Finanze e il capo del suo staff politico

Il presidente della Corea del Sud Moon Jae-In ha rimosso dall’incarico il ministro delle Finanze Kim Dong-yeon e il capo del gabinetto in carico della politica presidenziale Jang Ha-sung. A prendere il loro posto saranno due membri dell’attuale governo: a Hong Nam-ki, già a capo dell’ufficio di coordinazione del governo, andrà il Ministero delle Finanze, mentre Kim Soo-hyun, consigliere agli affari sociali del presidente Moon, sostituirà Jang. A dare l’annuncio venerdì 9 novembre il portavoce del presidente, Yoon Young-chan, durante una conferenza stampa televisiva.

Il governo ha chiarito che questa decisione mira a rafforzare le politiche economiche già intraprese che mirano ad instaurare una vera democrazia economica, ribaltando il modello di crescita basato sulle esportazioni e gli investimenti dei grandi conglomerati sudcoreani. Continua a leggere

Pakistan: ucciso il “padre dei Talebani” Haq era conosciuto come teoreta e guida dei talebani afghani

Maulana Sami-ul Haq, meglio noto come “il padre dei talebani”, è stato ucciso venerdì 2 novembre scorso. Al momento dell’omicidio, Haq si trovava nella sua casa a Rawalpindi, a 15 km dalla capitale Islamabad.

Al momento, l’intera vicenda resta un mistero. Versioni contrastanti sono apparse su come l’uomo sia stato ucciso. Suo figlio, Maulana Hamid ul-Haq, ha dichiarato che Haq sarebbe stato ucciso a coltellate. È stato proprio lui a ritrovare il corpo del padre nel suo letto, in un bagno di sangue. Secondo il nipote, Muhammad Bilal, sul corpo sarebbero stati ritrovati anche segni di colpi di pistola. Restano ignoti anche gli agenti e il movente dell’omicidio.

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Asia e Oceania: 7 giorni in 300 parole

AUSTRALIA

9 ottobre. Il governo ha presentato un disegno di legge che obbligherebbe i migranti a vivere nelle zone rurali per i primi 5 anni dall’arrivo nel Paese. Il ministro per le Città, le Infrastrutture Urbane e la Popolazione, Alan Tudge, ha spiegato che il provvedimento avrebbe come obiettivo quello di “alleviare la congestione nei grandi centri urbani, in particolare nelle città di Sidney e Melbourne”. Queste due grandi metropoli sono, infatti, mete privilegiate dagli immigrati e ospitano già i 2/5 della popolazione totale, che conta 25 milioni di persone.

CINA

8 ottobre. Meng Hongwei, ex presidente dell’Interpol, è stato arrestato con l’accusa di corruzione. A dare l’annuncio, il ministero della Sicurezza Pubblica, di cui Meng è il viceministro. Lo scorso 28 settembre l’uomo aveva lasciato la famiglia residente a Lione per un viaggio in Cina, ma da quel momento si erano perse le sue tracce. Hongwei aveva annunciato, la scorsa domenica, le proprie dimissioni dall’Organizzazione internazionale della polizia criminale.

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Vietnam; muore il presidente Tran Dai Quang In carica dal 2016, era un ex Ministro della Sicurezza pubblica

Si è spento il 21 settembre il presidente del Vietnam, Tran Dai Quang. Al momento del decesso era ricoverato presso l’ospedale militare 108, ad Hanoi. L’ex ministro della Salute Nguyen Quoc Trieu, a capo di un comitato nazionale per la salute dei leaders nel Paese, ha affermato che il Presidente era malato da luglio “di una rara e seria malattia virale” per cui si era recato in Giappone 6 volte. L’ultima apparizione pubblica risale al mercoledì precedente, in occasione della visita di una delegazione cinese. Continua a leggere

India: l’omosessualità non è più un reato La Corte Suprema: "Criminalizzare l'omosessualità è irrazionale, arbitrario e indifendibile"

In India l’omosessualità non è più considerata un crimine. Lo scorso 6 settembre la Corte Suprema ha approvato all’unanimità la depenalizzazione degli atti omosessuali.

Il presidente della Corte Suprema Dipak Misra ha dichiarato: “Criminalizzare l’omosessualità è irrazionale, arbitrario e indifendibile. L’orientamento sessuale di ogni individuo deve essere protetto, in quanto il diritto alla privacy e la protezione dell’orientamento sessuale sono alla base dei diritti fondamentali garantiti dagli articoli 14, 15 e 21 della Costituzione”.

Il provvedimento è il frutto di una battaglia legale durata 18 anni. Nel 2001, la Naz Foundation India, un’ONG dedita alla prevenzione dell’HIV, aveva messo in discussione la costituzionalità della Section 377 del Codice Penale. Nel 2009 l’Alta Corte di Delhi era riuscita a far annullare la legge nel proprio Stato, ma nel 2013 la Corte Suprema ha annullato il provvedimento.

In seguito ad una sempre maggiore diffusione di petizioni a denuncia della violazione del diritto alla dignità, all’uguaglianza, alla libertà di espressione, nel 2016 la Corte Suprema ha dunque incaricato un collegio di cinque magistrati di verificare l’incostituzionalità della legge.

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Hun Sen elimina l’opposizione e domina le amministrative Guerra ai media e agli oppositori politici, il PPC ottiene il 77,5% dei voti

Domenica 29 luglio i cittadini cambogiani si sono recati alle urne per le elezioni legislative. Hun Sen, leader del Partito del Popolo della Cambogia (PPC) e Primo Ministro dal 1985, è stato rieletto alla guida del Paese. Il portavoce del partito, Sok Eysan, ha dichiarato di aver vinto con il 77,5% dei voti, conquistando 114 dei 125 seggi disponibili all’Assemblea Nazionale. I restanti sono stati conquistati da FUNCINPEC, partito monarchico alleato del PCC, che se n’è aggiudicati 6, e dalla Lega per la Democrazia, partito progressista di opposizione, che ne ha ottenuti 5. Continua a leggere

Oriente: 7 giorni in 300 parole

COREE

27 maggio. Incontro a sorpresa tra Kim Jong-un e Moon Jae-in a Panmunjom, nella zona demilitarizzata del confine. Primo punto all’ordine del giorno, l’organizzazione del summit tra Corea del Nord e Stati Uniti previsto il 12 giugno a Singapore. Il leader sudcoreano ha annunciato che Kim sarebbe disposto a una “denuclearizzazione completa” della penisola, in cambio di garanzie di sicurezza per il proprio Paese. Dopo aver divulgato l’annullamento del meeting, Donald Trump è tornato, quindi, a parlare di “colloqui molto produttivi con la Corea del Nord per ripristinare il summit”.

30 maggio. L’ex capo dei servizi militari di intelligence nordcoreani e vicepresidente del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori, Kim Yong-Chol, è arrivato a New York, per incontrare il segretario di Stato americano, Mike Pompeo. Il braccio destro di Kim Jong-un ha il compito di discutere i dettagli dell’incontro tra il leader nordcoreano e il Presidente degli Stati Uniti.

FILIPPINE

29 maggio. Il ministro degli Esteri filippino, Alan Peter Cayetano, ha comunicato le intenzioni del presidente Duterte “di entrare in guerra contro la Cina in risposta alla militarizzazione del Mar Cinese Meridionale”. Dopo essere stato accusato di un’eccessiva indulgenza nei confronti della Cina, Duterte si dichiarato pronto a un approccio più duro “qualora la Cina dovesse superare le linee rosse”; se dovesse, dunque, continuare a sfruttare le risorse naturali della regione.

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Oriente: 7 giorni in 300 parole

CAMBOGIA

6 maggio. L’ultimo quotidiano indipendente del Paese, il Phnom Penh Post, è stato venduto a Sivakumar S Ganapathy, investitore malese vicino al primo ministro cambogiano, Hun Sen.

Il quotidiano rappresenta una delle testate, in lingua inglese, più lette nel Paese, conosciuta e apprezzata per le sue inchieste inerenti scandali politici, violazione dei diritti umani e corruzione. Secondo il Centro cambogiano per i Media Indipendenti si tratta dell’ultimo attentato, da parte del regime di Hun Sen, alla libertà di stampa del Paese.

CINA

9 maggio. La corte di Tianjin ha condannato Sun Zhengcai all’ergastolo per corruzione. L’ex segretario del Partito Comunista Cinese per la città di Chongqing e membro più giovane del Politburo, sarebbe entrato in possesso illegalmente, durante la propria carriera, di una somma di denaro del valore di 27 milioni di dollari. Zhengcai rappresentava uno dei principali rivali nell’ascesa al potere dell’attuale presidente a vita, Xi Jinping e si stava, infatti, preparando ad entrare all’interno del Comitato permanente. In molti guardavano a lui come ad un possibile successore nella direzione del Paese.

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