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America Latina: 7 giorni in 300 parole

ARGENTINA

4 dicembre. Il Banco Central de Argentina ha annunciato una modifica della politica monetaria, dovuta a un rallentamento dell’inflazione: è stata, infatti, eliminata la base del tasso di interesse del 60%. Si tratterebbe di uno dei primi segnali di ripresa dell’economia argentina, dovuto in parte al contributo del FMI, che, nel settembre scorso, ha garantito al Paese sudamericano un prestito record di 57 miliardi di dollari. Continua a leggere

America Latina: 7 giorni in 300 parole

CUBA

14 novembre. Il Ministerio de Salud Pública di Cuba ha deciso di interrompere il proprio contributo al programma Más Médicos in Brasile a causa delle dichiarazioni del neopresidente Bolsonaro, intenzionato ad apportare delle modifiche al progetto. Tale decisione implica il rimpatrio di 11 mila medici cubani, che dal 2013 lavorano negli ospedali brasiliani.

MESSICO

13 novembre. Prosegue a New York il processo nei confronti del narcotrafficante Joaquin Guzmán Loera, noto come El Chapo. Secondo quanto affermato dalla difesa, l’arresto di El Chapo sarebbe stato utilizzato dal governo messicano per ottenere consensi a livello internazionale. Tuttavia, secondo gli avvocati del narcotrafficante, il vero leader del cartello di Sinaloa sarebbe sempre stato Ismael Zambada García, sfuggito all’arresto.

13 novembre. Prosegue l’avanzata della carovana dei migranti partita dall’Honduras il 13 ottobre e diretta negli USA. Arrivati in Messico, si sono generati più gruppi, diretti verso località differenti: un cospicuo numero di migranti si è recato verso l’area metropolitana di Guadalajara, un altro gruppo ha raggiunto, invece, la capitale Città del Messico. L’ultimo obiettivo dei migranti rimane quello di varcare il confine tra il Messico e gli Stati Uniti d’America.

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Haiti travolta dallo scandalo Petrocaribe Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza chiedendo le dimissioni del presidente Moise

Dalla scorsa metà di ottobre è in corso una feroce protesta da parte del popolo di Haiti, scoppiata in seguito alla notizia della scomparsa di oltre 3 miliardi di dollari dal fondo di Petrocaribe.

La Unión de Petróleo del Caribe è un’alleanza nata nel 2005 per iniziativa del governo venezuelano di Hugo Chávez, che permette ad alcuni Paesi situati nel mar dei Caraibi (tra cui Haiti) di acquistare il petrolio venezuelano a prezzi vantaggiosi. Ben 3 miliardi di dollari a disposizione del governo haitiano per acquistare il grezzo venezuelano si sono dissolti nel corso di circa 10 anni, dal 2008 ad oggi: oltre all’attuale presidente Jovenel Moise sono quindi sotto accusa anche i governi degli ex-presidenti René Préval (in carica dal 2006 al 2011) e Michel Martelly (in carica dal 2011 al 2016). Continua a leggere

America Latina: 7 giorni in 300 parole

ARGENTINA

16 ottobre. Frattura all’interno della coalizione al governo del Paese: Elisa Carrió, una delle figure più vicine al presidente Macri, ha chiesto al Congreso un giudizio politico nei confronti del ministro della Giustizia Germán Garavano, reo di aver dichiarato che “non è positivo che un ex presidente venga detenuto”, in riferimento ai casi riguardanti Carlos Menem e Cristina Kirchner.

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L’Argentina riceverà dal FMI il maggior prestito della storia Lo scopo di tale prestito è quello di uscire dalla crisi ed abbassare deficit ed inflazione

Il Fondo Monetario Internazionale ha concordato con il governo argentino un prestito di 57,1 miliardi di dollari per intervenire rapidamente nel sanare la crisi economica che sta colpendo il Paese latinoamericano.

La direttrice del FMI, Christine Lagarde, ha dichiarato di “appoggiare il piano di riforma proposto dall’Argentina”; per la fine del 2018 più del 60% del prestito totale sarà già a disposizione del governo di Macri, che potrà utilizzarlo per sanare parte del debito, per rinforzare le opere pubbliche e, come ha sottolineato la stessa Lagarde, per assicurare una solida protezione sociale a favore dei più deboli. Continua a leggere

L’emigrazione venezuelana sfida l’America Latina L’Ecuador ha dichiarato lo stato di emergenza per il gran numero di arrivi

 

Il governo dell’Ecuador ha comunicato a inizio agosto che mostrerà “urgente attenzione nei confronti dei flussi migratori inusuali di cittadini venezuelani nella frontiera settentrionale, che negli ultimi giorni ha raggiunto i 4200 arrivi giornalieri”.

Secondo le ultime cifre ufficiali, nel 1° semestre del 2018 ben 454.000 cittadini venezuelani hanno raggiunto l’Ecuador. La maggioranza ha proseguito il proprio viaggio raggiungendo Perù e Cile, mentre soltanto 72.000 migranti si sono stabiliti in Ecuador. Continua a leggere

Messico: Il nuovo presidente è López Obrador Crollano i partiti tradizionali e il Movimiento Regeneración Nacional ottiene il 53%

I cittadini messicani hanno deciso dare una svolta a sinistra al Paese: lo scorso 1 luglio López Obrador, detto “Amlo” (dalle iniziali di nome e cognome) ha vinto con il 53% dei voti; gli avversari hanno perso nettamente: il secondo partito, il Partido Acción Nacional, ha ottenuto soltanto il 22% delle preferenze, mentre il Partido Revolucionario Institucional si è fermato al 16%.

Una vittoria tale permetterà al nuovo Governo di ottenere la maggioranza assoluta in entrambi i rami del Parlamento. Viene interrotto un modello di governo prevalente dal 1988 che ha consistito nell’alleanza non ufficiale tra il PRI e il Partido Acción Nacional.

Il valore delle elezioni di quest’anno è storico: Obrador è il Presidente messicano che ha ottenuto il numero più alto di voti in una tornata elettorale. Continua a leggere

Nicaragua: si inaspriscono le proteste Il conflitto non si attenua e il bilancio dei morti sale a quota 134

Sono passati quasi due mesi da quando, il 18 aprile scorso, parte della popolazione del Nicaragua ha invaso le strade del Paese per protestare contro la nuova tassa del 5% sulle pensioni e l’aumento dei contributi per la previdenza sociale.

La riforma è stata ritirata, ma le proteste anti-governative non si sono placate. Continua a leggere