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Nuove prospettive di privacy Sulle orme del GDPR, la proposta dell’UE di un Regolamento e-Privacy

La tutela della privacy e la protezione dei dati personali a livello europeo si è evoluta sempre di più nel corso degli anni. Le istituzioni europee hanno via via percepito la necessità di far avanzare la normativa assieme agli sviluppi tecnologici, in modo da offrire alla società risposte efficaci a fronte delle problematiche connesse all’ambito digitale, fornendo appropriate tutele agli individui con i loro diritti e le loro libertà.

In particolare, il 25 maggio 2018 è spesso definito il “Day 0”, ovvero il giorno in cui la normativa europea sulla protezione dei dati personali ha visto una luce nuova, grazie all’entrata in vigore del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che ha sostituito la Direttiva 95/46/CE. Il GDPR è nato per rispondere alle continue esigenze di una società che sta diventando sempre più digitale. Infatti, allo stato attuale delle cose, abbattere gli ostacoli che persistono a livello di scambio online è diventata una priorità sempre più impellente per permettere ai cittadini di superare le attuali difficoltà e di sfruttare e godere appieno di una vasta gamma di beni e servizi. Ciò sembra ancor più necessario per quanto riguarda il mondo imprenditoriale e della pubblica amministrazione. Infatti, tali settori si vedono ancora con ridotte possibilità di manovra, non riuscendo a sfruttare le rilevanti opportunità offerte dal mondo digitale. A tal proposito, si ritiene che il GDPR rappresenti uno dei cambiamenti più ambiziosi e radicali nell’ambito della protezione dei dati a livello mondiale di questi ultimi vent’anni. Continua a leggere

Progetto Special Sticky Policies per un’innovativa tutela della privacy

Siamo alla continua ricerca di spazi online, anche mediante l’uso di dispositivi diversi da computer e smartphone. L’Internet of Things è simbolo di ciò: oggetti in grado di connettersi e svolgere svariate funzioni.

Proprio per il suo potere di permeare la quotidianità di tutti, l’IoT è sinonimo di problemi di privacy e sicurezza. Ciò ha reso evidente l’‘impreparazione’ dell’apparato normativo, che non ha dato molta importanza alla diversa natura dell’IoT, paragonando questioni a esso collegate a quelle delle tecnologie d’informazione tradizionali.

Nell’IoT, però, ogni dispositivo può dare origine a una serie di risultati differenti. Oltre a ciò, tali dispositivi possono presentare carenze in termini di qualità (ad esempio, molti dispositivi non dispongono di una banda larga o di ampio spazio di memoria). Da ciò derivano più rischi per la sicurezza dell’oggetto; inoltre, dal punto di vista del produttore, investire nella sicurezza di tali dispositivi è ancora troppo dispendioso in relazione al loro valore. Continua a leggere

Big Data, Internet of Things e GDPR Un ponte fra tutele individuali e interesse pubblico nella società digitale?

Alessandro Pansa, direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza del governo italiano, ha chiamato il ‘dato’, “con la sua disponibilità e fruibilità, sovrano in divenire del nostro tempo e del nostro spazio”. Dietro a questa suggestiva metafora,  c’è l’universo fiorente del digitale, in cui è sempre più evidente l’importanza dell’analisi di enormi moli di informazioni, acquisite attraverso ogni dispositivo o piattaforma online, che avviene attraverso sistemi di intelligenza artificiale a questo preposti, come il deep learning. La diffusione di applicazioni che hanno modificato radicalmente tante nostre abitudini ci ha proiettato in quella che viene definita da Pansa “la quarta dimensione”, che solo ultimamente ha trovato riconoscimento e recepimento nell’ordinamento giuridico. Continua a leggere

La privacy digitale Dal diritto a essere lasciati soli alla protezione dei dati personali

Oggigiorno, le tematiche relative alla privacy e alla protezione dei dati personali sono sempre più ridondanti. Spesso però, si tende a confondere i due concetti, facendo riferimento a essi in maniera indistinta. Nonostante esistano delle necessarie aree di sovrapposizione tra i due, è bene precisare che tra il diritto alla privacy e il diritto alla protezione dei dati personali esistono delle differenze sostanziali.

Quando si parla di tutela della privacy ci si riferisce al rispetto della vita privata, ovvero garantire uno spazio di riservatezza per tutelare in qualche maniera l’opacità della persona, nel senso anche di tutela degli spazi fisici privati e individuali; nel gergo americano si fa riferimento al “Right to be let alone”, in altre parole, il diritto a essere lasciati soli.

Quando si parla di protezione dei dati personali si persegue piuttosto la trasparenza con cui i dati vengono raccolti, trattati e utilizzati. In particolare, la tutela dei dati personali come istituto giuridico si è affermato soprattutto dopo la Seconda Guerra mondiale in ambito europeo, quasi a essere una fonte di riscatto dall’esperienza totalitaria in cui vi era una pretesa estrema di raccogliere copiose informazioni di ogni genere sui cittadini, per essere utilizzate in maniera spropositata e illegittima. Continua a leggere

Più internet per tutti? Il diritto di accesso a internet viene prima dei problemi di copyright

Lo scorso 12 settembre il Parlamento europeo ha approvato la proposta di una nuova Direttiva europea sul diritto d’autore, volta a tutelare i creatori di contenuti sul web. Tuttavia, il principale scetticismo sorto attorno alla Direttiva deriva dal timore che questa possa minacciare lo sviluppo di Internet mediante un controllo preventivo sul principale strumento di comunicazione del ventunesimo secolo, con tassazioni elevate sugli utenti e attraverso forti limitazioni alla circolazione delle informazioni online. I punti di maggior attrito riguardano l’Art.11, che impone alle piattaforme digitali di pagare per poter pubblicare dei link ai loro contenuti e l’Art.13, che crea loro un obbligo di filtrare tutti quei post che violano il diritto d’autore.

Con la Direttiva, l’Unione europea ha fatto emergere la necessità di consentire una maggiore tutela alle opere dell’ingegno sul web, conscia del fatto che lo sviluppo delle nuove tecnologie ha comportato l’infinita duplicazione in copie di ogni tipo di opera creativa e la trasmissione delle stesse senza limiti spazio temporali, indebolendo i diritti di proprietà intellettuale come il diritto di riproduzione, il diritto di comunicazione al pubblico e il diritto di distribuzione. Continua a leggere

L’era dei robot La responsabilità giuridica degli agenti artificiali

 

Abbiamo sempre meno a che fare con macchine e sempre più con agenti artificiali e robot.

L’agente artificiale è un sistema dotato di intelligenza artificiale in grado di interagire, adattarsi all’ambiente e di modificarsi indipendentemente al proprio ambiente, al punto tale da riuscire a prendere decisioni in completa autonomia. Interattività, adattatività e autonomia sono i tre criteri fondamentali per identificare un agente artificiale.

Dal punto di visita giuridico emerge il problema della personalità giuridica. Continua a leggere

“Prostituzione debitrice” Il potere del rito sulle vittime della tratta

È difficile trovare una definizione univoca di riti e rituali. Ogni cultura possiede vari riti di riferimento che legittimano valori collettivi e rinforzano i legami interpersonali.

Il rito è composto da una serie di atti formalizzati e condivisi. Coloro che ne prendono parte eseguono una serie di azioni simboliche, che combinano elementi sovrannaturali, sacri e profani, attraverso espressioni e linguaggi corporei, sensibili e materiali. Si tratta di atteggiamenti ripetitivi, spesso effettuati con l’ausilio di una figura centrale, come uno stregone o uno sciamano. Il carattere cadenzato della cerimonia è fondamentale per animare il rito stesso, forgiando un messaggio ricco di valore che si trasmette e si traduce in azioni, condizionando pensieri e comportamenti futuri. Continua a leggere

GDPR General Data Protection Regulation

Oggi, 25 maggio 2018, il General Data Protection Regulation (GDPR) entra in vigore. Il nuovo Regolamento Europeo sulla privacy e la gestione dati coinvolge dalle aziende più grandi sino al singolo utente ed è nato per superare gli automatismi del vecchio documento OCSE del 1980 e della Direttiva 95/46 CE.

Quando si parla di gestione dei dati (data protection) occorre considerare tre attori principali, ovvero: l’interessato, o data subject, cioè l’utente e dunque ciascuno di noi; il titolare e il responsabile del trattamento, ossia il data controller; infine, vi è la figura dell’autorità di controllo, che nel caso del GDPR è rappresentata dal garante privacy. Continua a leggere

Quando il digitale è messo alla prova Le prove digitali e la tutela della privacy

Il sistema processuale penale accusativo è pervaso da tre principi giuridici di fondo; essi riguardano rispettivamente la presunzione di innocenza, la necessità di un contradditorio tra accusa e difesa nel processo accusatorio e la condanna solo in caso di superamento del vaglio dell’oltre ragionevole dubbio, cioè capacità da parte del giudice di riuscire a superare ogni dubbio circa la colpevolezza o l’innocenza dell’imputato. A fronte di ciò, la prova scientifica è predominante, poiché considerata lo strumento adatto a superare le angosce legittime che il giudicante deve affrontare; la prova scientifica, infatti, rispetto a una prova dichiarativa ha una valenza maggiore in termini di certezza, poiché il margine di errore risulta essere molto più piccolo rispetto al margine di errore umano. Ciò ha comportato che l’uso della prova scientifica diventasse via via prevalente, con la necessità però di non mettere in secondo piano importanti giudizi di valore che solo una mente razionale e umana riesce meglio ad arguire. Continua a leggere

Chi ha paura di essere… ricordato? Il diritto all’oblio e le responsabilità di Google

Il diritto all’oblio si collega al tema del ricordo nella sua accezione negativa; può essere pertanto designato come un diritto a essere dimenticati e comporta una valutazione di ciò che si può conservare e ciò che può essere cancellato. D’altra parte, la trasmissione e la condivisione della conoscenza è da sempre una peculiarità molto sentita nella storia dell’umanità, dai racconti orali fino all’era digitale di oggi. Internet ha indubbiamente ampliato e facilitato la reperibilità delle informazioni, rendendone l’accesso rapido e immediato a milioni di persone, contribuendo a una democratizzazione dell’accesso alla conoscenza.

Quando si parla di circolazione e accesso alle informazioni online, è fondamentale chiamare in causa il motore di ricerca, di cui Google è un importante esempio. Esso non è autore immediato di contenuti sul web (non è infatti il motore di ricerca a creare le informazioni), ma è lo strumento che permette di reperire facilmente quei contenuti. Esso può tuttavia incappare automaticamente e inconsapevolmente in pagine che potrebbero contenere informazioni personali. Pertanto, il fatto che l’utente in internet possa facilmente risalire in informazioni personali risulta una questione giuridica contorta e ambigua per via delle responsabilità che potrebbero sorgere dalla circolazione di tali dati. Continua a leggere