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Europa: 7 giorni in 300 parole

FRANCIA

24 novembre. Non accenna ad arrestarsi la protesta dei “Gilet gialli”. Nella giornata di domenica, infatti, oltre 80 mila manifestanti hanno invaso gli Champs-Elysées per protestare, ancora una volta, contro l’aumento delle tasse sui carburanti. La protesta, volta ad attirare l’attenzione del presidente francese, Emmanuel Macron, ha tentato di arrivare in rue de Faubourg, sede dell’Eliseo, rimanendo, però, bloccata all’ingresso di Place del la Concorde.  

27 novembre.  Il presidente francese Macron ha lanciato un nuovo “Patto sociale”. Secondo quanto riportato dalla stampa francese, il titolare dell’Eliseo reputerebbe necessario un cambio di rotta, un pensiero sorto dalle numerose polemiche relative agli scandali che hanno interessato il Presidente e il proprio entourage. Il focus, secondo Macron, deve essere posto sul “ricostruire la fiducia nelle società”, rinnovando argomenti ormai presenti sui tavoli delle discussioni da anni.

ITALIA

28 novembre. Annuncio a sorpresa del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Durante la votazione parlamentare relativa al decreto sicurezza, il Vicepremier ha affermato che “l’Italia non firmerà il Global Compact for Migration”, documento essenziale per la cooperazione in materia di politica migratoria e la cui firma è prevista tra due settimane a Marrakech.

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The Irish Question Timori e speranze di Dublino in vista della Brexit

La questione irlandese infervora ancora il dibattito in vista della Brexit. Il primo ministro irlandese, Leo Varadkar, ha infatti annunciato il suo sostegno alla configurazione post-Brexit dettata dalla Premier inglese Theresa May, ora in balia delle acque tempestose che lambiscono la porta di Downing Street. Stando a quanto riportato dalle testate irlandesi infatti, l’endorsement del Taoiseach sarebbe dettato da una volontà chiara, e cioè quella di preservare la stabilità dell’Isola.

Parlando al British-Irish Council, tenutosi sull’isola di Man, Varadkar non ha assicurato una via d’uscita facile dai negoziati per la Brexit, ma ha confermato che l’operato di Dublino garantirà una soluzione che impedisca il ritorno al passato. Il rischio concreto, stando alle parole del Premier, sarebbe quello di incorrere in un rafforzamento dei confini fra Irlanda del Nord e Irlanda, mossa altamente controproducente e che potrebbe concretamente riaprire la tanto annosa questione conclusasi nel 1998.

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Europa: 7 giorni in 300 parole

GERMANIA

29 ottobre. Angela Merkel, durante una conferenza stampa, ha annunciato la fine della sua avventura alla guida dell’Cdu. La dichiarazione, sorprendente viste le imminenti elezioni europee del prossimo anno, ha lasciato sgomenti esperti e politici internazionali, considerata l’impronta lasciata della Merkel negli ultimi 13 anni di attività politica tedesca ed europea. La Cancelliera, visto il clamore suscitato, ha dichiarato di aver preso questa decisione “per concentrarsi sui propri compiti da capo di governo”. Fra i possibili successori sono stati identificati i nomi di Jens Spahn, vecchio rivale di Angela Merkel e attualmente ministro della Salute, Annegret Kramp-Karrenbauer e Friedrich Merz.

 

ITALIA

29 ottobre. Il Consiglio comunale di Torino ha bocciato la TAV; in una votazione caratterizzata da dure contestazioni da parte dell’opposizione, la Sala Rossa di Palazzo di Città ha votato a favore della sospensione dell’opera in attesa che venga effettuata un’analisi sui costi e benefici. Con 23 voti favorevoli e 2 contrari, l’ordine del giorno proposto dal M5S pone, quindi, un macigno sulla strada per la realizzazione dell’opera, scatenando forti reazioni da parte dell’opposizione e dei rappresentanti della classe imprenditoriale piemontese.

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Frontiere discusse Il G6 di Lione fra sicurezza e immigrazione

Si è svolto a Lione, nelle giornate dell’8 e 9 ottobre, il summit fra i Ministri degli Interni dei Paesi del G6 per discutere circa le strategie e le politiche da attuare a livello europeo al fine di affrontare al meglio la spinosa “questione migratoria”. I titolari dei dicasteri dei 6 Paesi più grandi dell’Unione si sono riuniti nella città del Rodano a titolo ‘informale’ per colloquiare circa le attuali condizioni della politica di accoglienza e lotta al terrorismo in Europa, con lo strascico di mesi di polemiche e aspri dibattimenti fra i Paesi continentali.

Le prime difficoltà si sono presentate nella conciliazione fra il neo ministro francese Eduard Philippe, succeduto a Gerard Collombe, e il ministro degli Interni italiano Matteo Salvini, giunto nella città transalpina con lo scopo di incentivare, attraverso una netta posizione italiana, una politica comune europea. A monte della cena inaugurale il premier francese Emmanuel Macron ha rimarcato l’“importanza di un senso di responsabilità da parte di ogni Paese, poiché si tratta di tutelare la sicurezza e il benessere dei cittadini”. Continua a leggere

Brex-in Sadiq Khan, sindaco di Londra, spinge per un secondo referendum

Citando una canzone dei The Clash, si potrebbe tranquillamente dire che “London is Calling”, o meglio, il suo sindaco: Sadiq Khan. Lo scorso weekend, infatti, egli ha apertamente richiesto un nuovo referendum sulla Brexit, chiamando al “voto del popolo” per evitare, a pochi mesi ormai dalla formalizzazione dell’uscita dall’Ue, l’isolamento della UK.

I timori circa un isolamento commerciale dall’Unione e una conseguente “fuga” di capitali dall’Isola ha spinto il Major della capitale britannica alla valutazione di una nuova consultazione popolare, al fine di riaprire un dibattito sulla questione, per ravvivare le coscienze popolari alla luce dei “rischi per la stabilità economica e della vita degli inglesi”. Secondo Khan, il nuovo piano commerciale che verrebbe attuato sarebbe molto severo circa gli standard attuali dell’Isola, il che legittimerebbe il popolo poiché, sempre stando alle parole del primo cittadino, “gli inglesi non hanno votato per diventare più poveri”.

L’obiettivo per una vera Brexit vantaggiosa deve essere, per il Regno Unito, quello di avere l’ultima parola sull’affare, applicando quello che è il dividendo che stabilirebbe un liberalismo commerciale necessario per la crescita nell’ambito dell’istruzione, della sanità, delle infrastrutture. Tutto ciò, però, secondo il primo cittadino londinese, potrà avvenire solo rimanendo nell’UE, utilizzando il denaro necessario per il processo di distacco per risollevare il Paese. Continua a leggere

Chi sono i colpevoli? Due volontari dell’Emergency Response Centre International arrestati in Grecia

Il 31 agosto scorso due volontari della ONG “Emergency Response Centre International” sono stati arrestati in Grecia con l’accusa di traffico di esseri umani e spionaggio. Stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa Euronews i due, il cittadino tedesco Sean Binder e l’atleta siriana Sarah Mardini, sarebbero stati riarrestati dalla polizia greca dopo un già precedente fermo del febbraio scorso.

Secondo la polizia greca i volontari sarebbero complici, nonché parte attiva, di una fitta rete di traffici illegali di migranti, entrando a far parte di una “organizzazione criminale coinvolta in azioni di spionaggio, riciclaggio di denaro e traffico di esseri umani, andando contro al Codice sulle Immigrazioni, nonché alla legislazione sulle telecomunicazioni”.

Un ex volontario ERCI, vicino alla ONG, ha affermato come i detenuti siano solamente “due giovani ragazzi che sentono il dovere di aiutare le persone che ne abbiano bisogno”. Stando infatti al profilo tracciato dai media internazionali, il tedesco Binder e la siriana Mardini appaiono come due personalità volte a tali attività di supporto umanitario, rendendo naturalmente rovente il clima attorno alla questione.

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L’affaire Benalla Lo scandalo del bodyguard di Macron fa tremare l’Eliseo

La Francia è scossa da un nuovo scandalo politico.

Dopo i violenti scontri di Parigi in occasione della festa dei lavoratori del 1 maggio scorso, un video, pubblicato da HuffPost, ha confermato una serie di indiscrezioni già trascritte dal quotidiano Le Monde: uno dei collaboratori del Presidente Emmanuel Macron, la guardia del corpo Alexandre Benalla, è stato ripreso mentre malmena violentemente un ragazzo e una ragazza, rei di essere partecipanti al corteo. Continua a leggere

Avere il coraggio di essere umani 629 migranti in balia della politica migratoria europea

In questi giorni si è scatenata una vera e propria disputa internazionale relativamente al caso dei 629 migranti tratti in salvo, al largo delle coste di Malta, dalla nave Aquarius. La nave, con a bordo il personale di SOS Mediterranee, seguendo le norme stabilite dal programma europeo Frontex, avrebbe dovuto portare i profughi sulle coste italiane per i servizi di prima accoglienza.

Il neo ministro dell’Interno, Matteo Salvini, alla notizia dell’imminente arrivo di un’imbarcazione carica di profughi, ha scelto di tenere una linea dura, imponendo alle questure locali la chiusura dei porti e il blocco degli sbarchi, e intimando all’Europa di “assumersi le proprie responsabilità senza scaricare tutti gli oneri sull’Italia”. Tale misura, secondo il titolare del Viminale, avrebbe come scopo quello di riequilibrare lo scenario europeo, riportando in auge un sentimento di “solidarietà europea” a 360°.

Tale decisione ha però determinato uno scontro diplomatico con Malta. Continua a leggere

La “calda” primavera svedese Stoccolma prepara la popolazione a fronteggiare una possibile invasione

Nella storia moderna e contemporanea, la Svezia è sempre rimasta la forza neutrale della Scandinavia. Questo trend sembra però destinato a mutare radicalmente: è notizia di pochi giorni fa, infatti, la distribuzione, da parte del governo di Stoccolma, di una “guida” per il cittadino affinché possa essere pronto ad affrontare una guerra.

Se la Svezia verrà attaccata da un altro Paese, non ci arrenderemo mai”; questo estratto della guida, distribuita a 4,8 milioni di svedesi, ben rappresenta il clima attuale che i venti di guerra stanno portando in Europa, dato che, nei precedenti decenni, una simile affermazione avrebbe suscitato ironia tra la popolazione. Continua a leggere

Un Paese senza governo Lo stallo politico in Italia preoccupa l'Europa

L’Italia è ancora senza Governo.

Dopo quasi due mesi dalle elezioni, nella Penisola regna un’indecisione politica dettata da una distanza “siderale” di visioni e progetti da parte dei principali leader del Paese.

Nonostante gli innumerevoli giri di consultazioni svoltisi fra Palazzo del Quirinale, Palazzo Madama e Montecitorio, le forze politiche non hanno trovato una quadra per la formazione del Governo, creando un caos politico che preoccupa i vertici UE. L’incertezza circa l’Esecutivo ha in particolare trovato la dura reazione della Commissione Europea, la quale, attraverso il commissario Pierre Moscovici, ha ammonito Roma per questa situazione definita “nociva per la stabilità economica e per le prospettive di crescita”.

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