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La Commissione europea boccia definitivamente il DEF Il supporto da parte dell’ECOFIN è certo

Il 21 novembre 2018 la Commissione Europea ha pubblicato, seguendo le direttive dell’Art. 126(3) del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), un rapporto sulle condizioni economiche e finanziarie dello Stato italiano. Tale rapporto rappresenta una bocciatura definitiva del DEF (Documento di Economia e Finanza) proposto dall’attuale governo. Continua a leggere

Scade al termine per le modifiche al DEF il Governo italiano non cambia posizione ma non mancano le novità

Il 13 novembre 2018 è il termine imposto all’Italia da Bruxelles per apportare le modifiche richieste al Documento di Economia e Finanza (DEF) presentato alla Commissione europea.

Dopo una prima bocciatura informale tramite una lettera consegnata al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, dal Commissario europeo per gli affari economici e monetari, Pierre Moscovici, il governo italiano non rivede le proprie posizioni in merito al DEF, e la bocciatura definitiva arriva dalla Commissione europea in data 23 ottobre 2018: nella nuova lettera, la Commissione chiede all’Italia di apportare delle modifiche al documento entro il 13 novembre 2018. Continua a leggere

Arriva la prima bocciatura (informale) del DEF La Commissione europea chiede correzioni

Il 18 ottobre 2018, a tre giorni dalla presentazione del Documento Programmatico di Bilancio in Commissione europea, la “Manovra del Popolo” ha ricevuto una prima bocciatura dal Commissario europeo per gli affari economici e monetari, Pierre Moscovici.

In una lettera firmata dallo stesso Moscovici e da Valdis Dombrovskis,vicepresidente della Commissione europea, indirizzata al ministro dell’Economia Giovanni Tria, si richiamano le disposizioni dell’articolo 7 del Regolamento UE n. 473/2013, e si chiedono spiegazioni in merito “a un’ovvia e significativa deviazione rispetto alle raccomandazioni adottate dal Consiglio con il Patto di Stabilità e Crescita” dell’UE. Continua a leggere

NaDef in Parlamento La manovra incassa il consenso delle Camere

L’11 ottobre 2018 il Parlamento italiano ha approvato la NaDef (Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza) con 161 voti favorevoli al Senato e 331 alla Camera. Nonostante abbiano respinto le risoluzioni di minoranza, i parlamentari hanno espresso consenso riguardo ad alcuni dei punti fondamentali della manovra: riforma della Legge Fornero e reddito di cittadinanza. Continua a leggere

Italia: il Consiglio dei Ministri approva il DEF Ma quel 2,4% fa rischiare bocciatura da parte dell’UE

Il 27 settembre 2018 i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno presentato la cosiddetta “NaDef”, la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza per il 2019, che è stata approvata dal Consiglio dei Ministri. Immediatamente successiva è stata la telefonata del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al capo di Stato Sergio Mattarella: quest’ultimo aveva chiesto in precedenza delle correzioni al documento.

La manovra include il reddito di cittadinanza, la flat tax al 15% per le imprese e la riduzione del numero delle aliquote IRPEF (una del 23% fino a 75.000 euro di reddito e una del 33% per redditi superiori); non vengono previsti aumenti dell’IVA. Tale manovra non ha incontrato il consenso del ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, che aveva chiesto un rapporto debito/PIL non superiore al 2%.

È proprio lo sforamento di tale percentuale, stabilita al 2,4%, a scatenare le polemiche: la stessa UE aveva annunciato che la Legge di Bilancio avrebbe rischiato una bocciatura qualora tale rapporto avesse superato il 2%. Continua a leggere

Europa: 7 giorni in 300 parole

EUROPA

27 settembre. In vista delle elezioni europee del 2019 la destra europea si è unita nella fondazione The Movement. Contemporaneamente è stato pubblicato il manifesto anti-sovranista il cui incipit recita: “Risvegliamo l’Europa!”. Firmato da vari leader progressisti di diversi Paesi europei, tra i quali, Matteo Renzi in rappresentanza dell’Italia. Continua a leggere

Incontro Salvini-Orban a Milano Si delineano possibili coalizioni in vista delle elezioni del PE

Il 28 agosto 2018 il leader della Lega, Matteo Salvini, e il leader ungherese di Fidesz, Viktor Orban, si sono incontrati a Milano per discutere la questione dei migranti.

Sebbene i due leader abbiano idee divergenti su argomenti quali le quote di distribuzione dei migranti all’interno dell’Unione Europea e la riforma del diritto d’asilo, entrambi ritengono che gli immigrati costituiscano un problema la cui risoluzione dovrebbe essere di primaria importanza per gli Stati dell’UE.

Nonostante le divergenze, il messaggio diffuso, attraverso un’intervista, dal ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, lascia intendere che possano esistere delle basi sulle quali costruire un’alleanza tra i due Stati, volta a contrastare l’immigrazione: “La difesa dei confini dell’Europa consiste nella gestione dell’immigrazione. L’Ungheria ha già dimostrato che i confini di terra ferma possono essere difesi. L’Australia e l’Italia hanno dimostrato che anche i confini marittimi possono esserlo”.

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Nuovo regolamento sul trattamento dei dati personali L’UE dà le direttive, ma non tutti si adeguano

Il 25 maggio 2018 è entrato in vigore il GDPR – General Data Protection Regulation – Regolamento UE 2016/679, che regolamenta il trattamento dei dati personali all’interno dell’Unione Europea e si applica ai dati che provengono da Paesi esterni all’UE.

Per dato personale si intende “qualunque informazione relativa a un individuo, collegata alla sua vita sia privata, sia professionale che pubblica”.

Il Regolamento comporterà numerosi nuovi obblighi per le imprese: gli utenti dovranno acconsentire al trattamento dei propri dati, leggendo un’informativa – prodotta dall’azienda – che deve obbligatoriamente essere chiara, scorrevole ed evitare in ogni modo ambiguità; gli utenti possono richiedere che i propri dati vengano eliminati dai database delle aziende, o richiedere che venga loro fornita una copia dei dati in possesso dell’impresa; in caso di data breach, l’azienda deve comunicare l’accaduto agli utenti entro 72 ore; ogni azienda dovrà predisporre un esperto – interno o esterno all’azienda stessa – al quale gli utenti si possano rivolgere e che vigili sul rispetto del Regolamento. Continua a leggere