Segretario                                 logo                                 Folco

Home     Redazione     Msoi Torino     Archivio



Asia e Oceania: 7 giorni in 300 parole

CINA

12 novembre. In occasione della visita del primo ministro cinese Li Keqiang, Cina e Singapore hanno concluso una serie di accordi, tra cui il miglioramento del precedente accordo commerciale di libero scambio, volto a garantire alle imprese singaporiane maggiore accesso al mercato cinese. Cina e Singapore hanno giustificato tale miglioramento dei loro rapporti commerciali sostenendo di volere entrambi un “maggiore multilateralismo e libero scambio”, per salvaguardare la precaria stabilità della situazione nel Mar Cinese Meridionale. Li Keqiang ha, inoltre, ribadito di fronte ai membri dell’ASEAN tale necessità di multilateralismo e di collaborazione, fondamentali per risolvere le dispute territoriali in corso tra i vari Paesi asiatici.

MALESIA

13 novembre. La Malesia abolirà la pena capitale prevista per 32 reati, compreso l’omicidio. Inoltre, il governo si è impegnato a garantire la piena indipendenza alla Commissione Indipendente per la denuncia e cattiva condotta della polizia (IPCMC).

Continua a leggere

Il nuovo TTP senza gli USA ad un passo dall’entrata in vigore L’Australia è il sesto Paese a ratificare il nuovo Trattato Trans-Pacifico

Come Steve Ciobo, Ministro australiano per il Commercio dell’epoca, amava ripetere a marzo 2018, “il mondo berrà più vino australiano, mangerà più carne australiana e utilizzerà più servizi australiani grazie al TTP-11”. L’Australia, infatti, l’1 novembre 2018 si è aggiunta ai Paesi che hanno già ratificato il nuovo Trattato Trans-Pacifico, rinominato Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTTP).

Firmato a Marzo da 11 Paesi (Australia, Vietnam, Singapore, Giappone, Canada, Nuova-Zelanda, Messico, Cile, Brunei, Perù e Malesia), il cosiddetto TTP-11 per entrare in vigore deve essere ratificato da tutti gli Stati firmatari. Fino ad ora Canada, Giappone, Singapore, Nuova-Zelanda e Messico hanno portato a termine la ratifica, e, dopo l’Australia, dovrebbe toccare al Vietnam. Si prevede che l’accordo entri in vigore il 30 dicembre 2018.

Continua a leggere

Oriente: 7 giorni in 300 parole

GIAPPONE

25-26 ottobre. Shinzo Abe, primo Ministro giapponese, sarà in visita a Pechino dal 25 al 27 ottobre per la prima volta dopo 7 anni di relazioni difficili tra i due Paesi, in particolare per via delle rispettive rivendicazioni territoriali. Lo scopo del viaggio consta nel rafforzare i legami economici con la RPC, soprattutto in un momento di grande tensione con gli Stati Uniti in ambito commerciale. Le economie di Cina e Giappone sono state fortemente colpite dalla politica di Donald Trump, favorendo così un riavvicinamento delle due potenze nel tentativo di creare un fronte comune. Continua a leggere

Asia e Oceania: 7 giorni in 300 parole

CINA

24 Settembre. La guerra commerciale tra USA e Cina tocca un nuovo apice con l’entrata in vigore di nuovi dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Pechino risponde tassando 60 miliardi di importazioni americane verso la Cina. Oltre alle tensioni sul piano commerciale, i rapporti tra i due Paesi si continuano a deteriorare anche in ambito militare, a causa dell’approvazione della vendita di pezzi di ricambio per gli aerei militari Taiwanesi da parte degli Stati Uniti. Continua a leggere

Imprigionati per aver svolto il proprio lavoro Al vertice ASEAN, appelli per la liberazione di Wa Lone e Kyaw Soe Oo

237 giorni in prigione: il calvario di due giornalisti di Reuters imprigionati a dicembre 2017 sembra non avere fine. Wa Lone e Kyaw Soe Oo, entrambi birmani, stavano investigando sul massacro di 10 uomini rohingya nello Stato di Rakhine, sul versante occidentale del Myanmar, prima di essere arrestati dalla polizia locale con l’accusa di aver violato l’Official Secrets Act. Continua a leggere

La Cina apre agli investimenti esteri La RPC rivede la propria politica restrittiva nei confronti degli investitori stranieri

Il 29 giugno la RPC ha annunciato una serie di misure volte ad aprire un certo numero di settori nel mercato cinese agli investimenti stranieri, sulla scia delle promesse fatte al forum di Boao l’aprile scorso. In quell’occasione, il presidente cinese Xi Jinping aveva dato segno di voler impegnarsi nella risoluzione dell’asimmetria vigente tra imprese straniere in Cina e imprese cinesi all’estero, ad esempio aprendo maggiormente i mercati finanziari e manifatturieri cinesi e promettendo una condotta più trasparente e più rispettosa delle regole internazionali in materia economica e commerciale.

In Cina, infatti, le imprese e gli investitori non cinesi sono da sempre soggetti a particolari restrizioni, ad esempio all’obbligo di formare delle joint venture con i partner cinesi e di condividere con questi ultimi il proprio know-how e la propria tecnologia. Infine, non operano alle stesse condizioni delle loro controparti cinesi, le quali possono contare su una serie di agevolazioni.

Le aziende della RPC, al contrario, siano esse SOE (imprese di Stato) o POE (imprese private), approfittano ormai da tempo dell’apertura agli investimenti esteri delle economie  occidentali, le quali in questi ultimissimi anni hanno cominciato tuttavia a rimproverare alla Cina la mancanza di reciprocità. Continua a leggere

“La guerra è finita?” Storico incontro tra le due Coree a Panmunjom

 

Venerdì 27 aprile sembra essersi aperto un nuovo capitolo nella storia della penisola coreana. Kim Jong-un, capo di Stato della Corea del Nord e Moon Jae-in, Presidente della Corea del Sud, si sono incontrati a Panmunjom, villaggio stanziato nella zona smilitarizzata che divide i due Stati, in quello che è stato definito “uno storico traguardo” dalla portavoce del ministro degli Esteri cinese, Hua Chunying. Continua a leggere

Oriente: 7 giorni in 300 parole

BANGLADESH

9 aprile. Migliaia di studenti hanno protestato contro il sistema di quote per accedere a cariche di governo, giudicato discriminatorio. Si tratta di una delle proteste piu accese da quando Sheikh Hasina è stata eletta primo ministro nel 2009.

CINA

10 aprile. Il presidente cinese, Xi Jinping, in occasione dell’annuale Boao Forum for Asia (BFA), ha annunciato una serie di piani per rendere il mercato cinese più accessibile agli attori esteri. Il programma, “Un’Asia aperta e innovatrice per un mondo piu prospero”, prevede un miglioramento delle possibilità di investimento in Cina, la riduzione delle tariffe sulle importazioni di alcuni prodotti e un’implementazione della legislazione riguardante la proprietà intellettuale delle imprese straniere.

La RPC nega che tali misure siano conseguenti alla guerra commerciale con gli USA.

12 aprile. Secondo il rapporto annuale di Amnesty International riguardante la pena capitale, la RPC si attesta ancora come il Paese in cui viene emesso il maggior numero di condanne a morte. Per quanto le cifre siano protette dal segreto di Stato, Amnesty stima che in Cina siano state eseguite più condanne che nel resto degli altri Paesi.

Continua a leggere

La lacrima dell’India non trova pace Ancora violenze nello Sri Lanka tra Buddisti e Musulmani

Vecchie ferite si riaprono nell’isola di Ceylon, che si trova a sud-est dell’India, ancora una volta teatro di scontri tra la maggioranza buddista singalese, che corrisponde al 70% della popolazione, e la minoranza a religione islamica (9%). Violenti rivolte anti-musulmane sono scoppiate all’inizio di marzo nel dipartimento di Kandy, in seguito alla morte di un individuo singalese per mano di un gruppo appartenente alla minoranza in questione.

Il governo Srilankese è intervenuto con forza per pacificare i disordini ed impedire la propagazione delle violenze ad altri distretti del Paese, arrivando addirittura a reintrodurre lo stato di emergenza, non più in vigore dal 2011. Si è voluto così evitare una degenerazione delle rivolte tale da far ripiombare lo Sri Lanka nell’orrore della guerra civile,  durata 25 anni,  tra due distinti gruppi etnici, i Tamil ed i Singalesi, e conclusasi solo nel 2009.

Esattamente al termine di quest’ultima, i rapporti, dapprima pacifici, tra buddisti e musulmani hanno cominciato a deteriorarsi. Al centro delle tensioni post-guerra c’è il Bodu Bala Sena (BBS), organizzazione nazionalista buddista singalese, la quale, fin dalla sua formazione nel 2011, attacca in modo aggressivo i principi religiosi su cui si basa la vita della minoranza musulmana. Dalla campagna contro la carne Halal nel 2013, fino alle rivolte anti-musulmane nel 2014, il BBS alimenta un sentimento di insofferenza nei confronti dei musulmani, soprattutto tramite i social networks.

Continua a leggere