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Hezbollah espande i suoi confini Il partito iranico sempre più forte in Libano

È di questi giorni la notizia che letensioni fra Iran e Israele si sono intensificate a causa di alcuni tunnel che Hezbollah avrebbe costruito nel sud del Libano per attaccare lo stato ebraico. Nonostante non ci siano le prove, negli ultimi tempi la posizione iraniana si è aggravata: le sanzioni e le questioni diplomatiche con gli Stati Uniti hanno portato Hezbollah ad affrontare un inevitabile freno alle loro attività e, di conseguenza, la necessità di spostare i propri obiettivi e le proprie strategie al di là dei confini iraniani.

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Il caso Hedges e la solitudine degli accademici Le relazioni diplomatiche tra Regno Unito ed Emirati Arabi potrebbero non essere più le stesse

Alle finestre di qualche municipio, su qualche terrazza, sventolano ancora le bandiere gialle di Amnesty che chiamano a gran voce la verità per Giulio Regeni. Una ferita ancora aperta per noi italiani, che ad oggi non sappiamo davvero cosa sia successo a Giulio, solo tra le strade del Cairo.

Gli accademici del mondo, determinati a servire la conoscenza, si muovono senza paura in contesti che molto spesso li portano a rischiare la vita. Una storia più a lieto fine della nostra è però quella di Matthew Hedges, dottorando alla Durham University, che ha potuto finalmente riabbracciare la moglie nei giorni scorsi. Continua a leggere

Medio Oriente: 7 giorni in 300 parole

ARABIA SAUDITA

30 ottobre. Secondo diverse fonti saudite, che hanno riportato la notizia al New York Times, il principe Ahmad Bin Abdulaziz sarebbe tornato a Riad da Londra in risposta alla crisi Khashoggi. Questo ritorno potrebbe rappresentare una sfida per il leader de facto della corona saudita, il Principe Mohammed bin Salman.

ISRAELE

27 ottobre. Inaspettatamente, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha visitato il proprio omologo in Oman, in un clima amichevole. Durante la visita ha sottolineato l’importanza dell’amicizia tra Israele e i Paesi del Golfo contro il comune nemico iraniano.

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Arte, investimenti e soft power Come il Golfo cerca l’alternativa al petrolio nelle collezioni occidentali

“It’s not a European museum, and it’s not the European point of view. It’s placed to see the world from Abu Dhabi”.

Così il Presidente del Louvre (l’originale) parla dell’immenso nuovo Louvre, costruito nel cuore del deserto negli Emirati Arabi. Un’opera dell’architetto francese Jean Nouvel, costata un miliardo di dollari, inclusi i 399 milioni per avere in prestito il nome dal noto museo parigino per i prossimi 30 anni, senza parlare dell’affitto di circa 300 opere europee. Continua a leggere

“Se non amano ciò che sei, si sbagliano” La comunità LGBT+ in Medio Oriente: c'è speranza per il futuro

Mentre a Milano, Bruxelles e Madrid le bandiere arcobaleno si stagliano contro un cielo azzurro che sa di libertà, in Medio Oriente non è così scontato poter esprimere ciò che si è, o la propria sessualità.

A livello legale, la maggior parte dei Paesi arabi è rimasta legata ad un passato coloniale di restrizioni che limitano la libertà sessuale, cui fanno eccezione solo la Giordania e il Bahrain.

Le relazioni sessuali sono una sorta di taboo nel quadro legislativo di molti Stati, che criminalizzano i rapporti tra persone non sposate (chiamato in arabo zina), l’adulterio, ma anche le relazioni tra persone dello stesso sesso, secondo i dettami della sharia, la legge islamica che vige in alcuni dei Paesi mediorientali. In alcuni di questi, anche i più progressisti come gli Emirati Arabi e il Libano, le relazioni omosessuali sono criminalizzate in quanto “innaturali”.

Gli Emirati, insieme al Quwait e all’Oman, sono tra i pochi Stati al mondo a considerare reato anche la non-conformità al proprio genere. Il che significa, in poche parole, che per un uomo indossare una gonna – che non sia la kandura, l’abito tradizionale – è un crimine.

Il cambiamento di sesso è permesso da alcuni governi, ma solo nei casi in cui la questione abbia delle ripercussioni sulla psiche della persona, ovvero che una perizia psicologica di più esperti provi un effettivo disordine mentale in merito al proprio genere di nascita. In Libano, un promettente risultato è stato dato da una recente sentenza della Corte d’Appello (che quindi pone un precedente giuridico) per permettere ad un uomo di cambiare nome e definizione di genere nei propri documenti, anche senza aver effettuato un’operazione.

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Il cessate il fuoco a Gaza La tregua tra Hamas e Israele sarà duratura?

Continuerà ad esplodere.

In un canto disperato per Gaza, invitando al silenzio, il poeta Mahmoud Darwish assicura che Gaza continuerà ad esplodere. Ma Gaza, questa notte, si è presa una pausa dalle bombe.

Martedì 29 maggio è stata una delle giornate più sanguinose nella storia del conflitto dal 2014.

Lo stesso giorno, un’imbarcazione ha preso il largo dalle sponde di Gaza trasportando pazienti, medici, studenti e attivisti diretti a Limassol, Cipro. Una volta raggiunte le 9 miglia nautiche (secondo gli accordi di Oslo del 1993 Israele dovrebbe permettere la pesca fino a 20 miglia nautiche – concessione che, di fatto, non è mai stata attuata), la barca è stata fermata dalla marina israeliana, la quale ha arrestato i passeggeri.

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La rivincita del sultano Erdogan in Bosnia-Herzegovina per la sua campagna

Anche se la guerra l’ha divelta e ne ha quasi intaccato l’anima, a Sarajevo si possono ancora scorgere, dipinti, i tulipani turchi, simbolo di un’era dorata dell’Impero Ottomano. Mentre la Bosnia-Herzegovina si avvicina, con fatica, all’Unione Europea, sembra che la Turchia voglia rafforzare il legame con Sarajevo per contrastare il gigante d’Occidente.

È in questo scenario che, in vista delle imminenti elezioni parlamentari, il presidente Erdogan si è recato a Sarajevo per una tappa della sua campagna elettorale. Le comunità turche all’estero, infatti, sono di importanza fondamentale per il partito Giustizia e Sviluppo (AKP): ancor più che sul territorio nazionale, l’attuale capo di Stato gode di consensi tra gli emigrati. Continua a leggere

Medio Oriente: 7 giorni in 300 parole

IRAN

17 maggio. Numerosi cittadini iraniani si sono riuniti, nella città di Teheran, per protestare davanti all’ex edificio dell’ambasciata statunitense in segno di solidarietà verso i palestinesi che sono stati uccisi nei recenti scontri avvenuti nella striscia di Gaza

IRAQ

16 maggio. Il leader sciita Muqtada al Sadr ha, inaspettatamente, vinto le elezioni parlamentari in Iraq, ottenendo più seggi di qualsiasi altro partito nel Paese.

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Medio Oriente: 7 giorni in 300

EGITTO

23 aprile. Mahmoud Abu Zeid, fotogiornalista conosciuto come Shawkan e in carcere da agosto del 2013 per aver immortalato le proteste di piazza Rabaa al-Adawiya, ha ricevuto il premio UNESCO Guillermo Cano per la libertà di stampa. Il 3 marzo 2018, Shawkan è stato condannato alla pena capitale.

24 aprile. In seguito all’aggravarsi della situazione nel nord del Sinai, dove la popolazione è rimasta isolata in virtù delle misure di controterrorismo messe in atto da parte del governo, Humans Rights Watch ha rilasciato un commento sull’imminente crisi umanitaria causata della mancanza di sostentamento per le popolazioni residenti.

25 aprile. In occasione della giornata della liberazione del Sinai da Israele, un portavoce dell’esercito egiziano ha risposto alle accuse mosse da Humans Rights Watch, assicurando che i beni di sostentamento continuano ad essere garantiti alla popolazione e che “le entità statali e il governo si stanno coordinando per assicurarsi che tutti i bisogni della popolazione del nord Sinai siano soddisfatte”.

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