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Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

23 novembre. Le autorità statunitensi hanno confermato il ripristino del controllo sugli incendi che, per settimane, hanno colpito lo Stato della California. Gli ultimi bilanci hanno fissato a 85 il numero delle persone che hanno perso la vita. Oltre 250 sarebbero, invece, i dispersi e più di 14 mila le abitazioni distrutte.

24 novembre. Pubblicato dal governo americano il Fourth National Climate Assessment, un rapporto relativo ai rischi e ai disastri che potrebbero essere generati dal cambiamento climatico. Le dichiarazioni rese note dalla Casa Bianca si sono poste, dunque, in netto contrasto con la posizione assunta finora dal presidente Trump in merito al riscaldamento globale.

25 novembre. Ordinata la chiusura temporanea degli accessi al territorio nordamericano situati a sud della città di San Diego. Il provvedimento è stato preso in seguito al tentato ingresso negli Stati Uniti da parte di centinaia di migranti, fermati dalle forze statunitensi mediante l’uso di gas lacrimogeni. Minacciata da Donald Trump “la chiusura permanente” del confine.

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Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

16 novembre. Il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato “di essere fiducioso sul rispetto degli impegni presi dal leader nordcoreano in merito al processo di denuclearizzazione”. Le affermazioni giungono in seguito alla divulgazione delle informazioni concernenti le più recenti attività di Kim Jong-un, impegnato nella supervisione di una nuova armaad alta tecnologia”.

17 novembre. Duro scontro, avvenuto a margine del vertice APEC, tra il presidente cinese Xi Jinping, scagliatosi contro la politica commerciale attuata da Donald Trump, e il Vicepresidente degli Stati Uniti: “la linea non verrà cambiata se la Cina non modificherà il proprio atteggiamento”, ha dichiarato Mike Pence.

19 novembre. Donald Trump è tornato a parlare del caso Khashoggi. Dinnanzi al possibile e diretto coinvolgimento del principe saudita Mohammed bin Salman, il Presidente ha dichiarato che “gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita rimarranno alleati”. Alla base della dichiarazione, vi sarebbe la “tutala degli interessi del Paese”.

20 novembre. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha incontrato a Washington Mevlut Cavusoglu, ministro degli Esteri turco. Tra le tematiche affrontate vi sono state l’omicidio del giornalista saudita Khashoggi e le possibili soluzioni al conflitto in Siria.

21 novembre. Si è fissato ad almeno 83 morti il bilancio delle vittime che hanno perso la vita a causa degli imponenti incendi ancora in corso in California. I dispersi sarebbero, invece, oltre 500.  “La distruzione è catastrofica”, ha dichiarato il presidente Donald Trump.

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Il dilemma di Justin Trudeau Il caso Khashoggi riaccende i riflettori sulle relazioni fra Canada e Arabia Saudita

Le polemiche nate dall’uccisione dell’editorialista Jamal Khashoggi, avvenuta lo scorso 2 ottobre, e le perplessità sorte dalle indagini sul caso continuano a costellare le cronache internazionali, originando commenti e reazioni politiche sulla vicenda. L’Arabia Saudita è, infatti, costantemente sottoposta a richieste di “maggior chiarezza” da parte di numerosi leader mondiali, tra i quali figura anche il premier canadese Trudeau.

Oggetto del dibattito politico interno sono i rapporti commerciali tra i due Paesi: a ritrovarsi di nuovo sotto i riflettori delle accuse è un contratto del valore di 15 miliardi di dollari canadesi. Stipulato nel 2014 dalla precedente amministrazione, riguarda la vendita a Riyad di oltre 900 veicoli corazzati costruiti in Canada. Un accordo controverso e soggetto a una specifica normativa, la quale prevede per contratti di vendita di equipaggiamenti militari, l’inserimento di clausole che ne vietano l’utilizzo contro i civili e di disposizioni in caso di violazioni dei diritti umani.

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Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

26 ottobre. Salah bin Jamal Khashoggi, figlio del giornalista scomparso lo scorso 2 ottobre, è giunto, insieme alla sua famiglia, nella città di Washington in seguito alla revoca del divieto di espatrio imposto, dallo Stato saudita, nei mesi passati.

27 ottobre. Un uomo armato di fucile e pistole ha fatto irruzione all’interno della sinagoga Tree of Life del quartiere di Squirrel Hill, nella città di Pittsburgh, uccidendo 11 perone e ferendone 6. Robert Bowers, 46 anni e autore della strage, avrebbe dichiarato alla polizia: “tutti gli ebrei devono morire”. Con 29 capi d’accusa, l’omicida potrebbe incorrere nella pena di morte.

28 ottobre. Il segretario alla Sicurezza Nazionale, Kirstjen Nielsen, ha rassicurato i cittadini americani in merito alla carovana di migranti proveniente dal Centro America e diretta verso gli Stati Uniti. “Chi sceglie di entrare illegalmente verrà fermato”, ha dichiarato Nielsen durante un’intervista andata in onda su Fox News Sunday.

29 ottobre. Donald Trump ha inviato più di 5000 militari nelle aree della California, del Texas e dell’Arizona confinanti con il Messico. Come riportato dal Wall Street Journal, le truppe dovranno inizialmente dislocarsi nelle zone di transito tra i due Stati per poi fornire supporto alle operazioni locali.

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Stati Uniti: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

20 ottobre. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, si è espresso sull’imponente fenomeno migratorio proveniente da Guatemala, Honduras ed El Salvador: “devono essere fermati prima che raggiungano il confine con gli Stati Uniti”, ha dichiarato durante i colloqui, avvenuti a Città del Messico, con il ministro degli Esteri messicano Luis Videgaray Caso. Continua a leggere

LNG Canada Maxi investimento privato nel settore della produzione energetica

Settimana ricca di soddisfazioni, quella del primo ministro canadese, Justin Trudeau, che, in soli 2 giorni, ha conquistato 2 delle più importanti vittorie economiche del proprio percorso politico. Nella notte del 30 settembre, il Premier è riuscito, infatti, a raggiungere l’atteso accordo concernente uno dei principali Trattati commerciali in cui il Canada si veda impegnato: il NAFTA, ora noto come USMCA.

Il gran clamore generato dal placarsi, per ora, delle tensioni con il partner statunitense non ha tuttavia oscurato l’arrivo di un ulteriore, ed economicamente cruciale, traguardo. All’indomani della nascita del nuovo trattato di libero scambio il primo ministro Trudeau ha presentato “il più grande investimento privato nella storia canadese: LNG CANADA”. Continua a leggere

Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

28 settembre. Il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha preso parte ad un incontro con la presidente lituana, Dalia Grybauskaitė ed Erna Solberg, premier norvegese. Il meeting, avvenuto a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha avuto come oggetto di discussione la ricerca di una maggiore collaborazione nel settore della sicurezza energetica.

30 settembre. Raggiunta, nella notte, l’intesa sul nuovo testo del NAFTA. Dopo settimane di attesa, l’esito dell’ultima negoziazione tra Donald Trump e la delegazione canadese ha raggiunto un punto di incontro, salvaguardando la trilateralità del Trattato. Il Congresso avrà a disposizione 60 giorni per approvare il nuovo accordo, denominato United States-Mexico-Canada Agreement –USMCA.

2 ottobre. Mike Pompeo incontrerà Kim Jong-un, a Pyongyang, nella giornata di domenica 7 ottobre. La notizia è stata resa nota dal Dipartimento di Stato americano. L’itinerario previsto porterà il Segretario americano a visitare anche Cina, Corea del Sud e Giappone.

3 ottobre. Il New York Times ha avviato un’inchiesta sull’evoluzione finanziaria di Donald Trump. Secondo la testata, il Presidente avrebbe, eludendo il fisco, ereditato dal padre 413 milioni di dollari. Lo Stato di New York ha aperto le indagini.

4 ottobre. Giunte al termine le indagini sul candidato alla Corte Suprema, Brett Kavanaugh. Sulla base del rapporto stilato dall’FBI, Donald Trump si aspetta che si giunga ad una votazione entro la fine della settimana.

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Il destino del NAFTA L’aggressiva campagna di Donald Trump mette a rischio le relazioni con il Canada

Il North American Free Trade Agreement (NAFTA) è entrato nella fase di revisione più importante.

Nello Studio Ovale della Casa Bianca, lo scorso 27 agosto, Donald Trump ha concretizzato la sua volontà di smantellare parti dell’accordo NAFTA, dando vita ad una nuova serie di negoziati con i partner coinvolti. Stipulato nel 1994, l’accordo che per decenni ha regolato gli scambi intercorrente tra Stati Uniti, Canada e Messico continua a dare spazio all’incertezza per le note trattative sul tema.

Quello che, da sempre, è stato definito da Donald Trump “a very bad deal”, sembrerebbe essere quasi giunto al capolinea da lui promesso. Sulla scia del noto slogan, America First, il Presidente statunitense ha infatti portato avanti il proprio progetto di revisione, generando ulteriori tensioni con il vicino canadese.

L’intesa preliminare, raggiunta per la revisione delle parti cruciali dell’accordo, coinvolgerebbe, infatti, i soli Stati Uniti e Messico, lasciando così lo storico partner canadese alle prese con trattative dall’esito ancora incerto. In sede d’annuncio, e in diretta telefonica con Donald Trump, il presidente messicano uscente Enrique PeñaNieto si è definito speranzoso nei confronti di un coinvolgimento canadese; un’inclusione che, come ricordato dal presidente Trump, “dovrebbe avvenire molto rapidamente”.

Al momento, la denominazione del testo frutto della negoziazione sarebbe United States-Mexico Trade Agreement, con l’industria automobilistica come settore cruciale delle modifiche. Secondo quanto riportato dai funzionari della Casa Bianca, l’intesa imporrebbe la provenienza statunitense o messicana del 75% dei componenti utilizzati per la produzione automobilistica (nella versione trilaterale fissata al 62,5%). In aggiunta, il 40-45% dovrebbe essere ricavato in stabilimenti che garantiscano una remunerazione minima di 16 dollari l’ora. Altri settori coinvolti dalla revisione sarebbero quelli dell’agricoltura e della risoluzione delle controversie, che sono i punti di maggiore attrito tra Canada e Stati Uniti.

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La diversità è la nostra forza La politica d’inclusione targata Trudeau tra polemiche e nuovi obiettivi

Da anni, sul tema dell’immigrazione, il Canada si distingue per la promozione di valori quali accoglienza e inclusione. Una politica chiara e diretta all’integrazione di coloro che raggiungono lo Stato nordamericano in cerca di opportunità, è stata la chiave per il mantenimento di un ordine e di un equilibrio, divenuti un modello per le società investite dal medesimo e imponente fenomeno migratorio.

Ogni anno, il Ministro canadese per l’Immigrazione, i Rifugiati e la Cittadinanza presenta in Parlamento un rapporto sull’immigrazione, effettuando una previsione e una pianificazione delle ammissioni dei residenti temporanei o permanenti nel Paese per l’anno successivo, indicando con lo status di residente permanente coloro che otterranno uno stabile permesso di lavoro o studio in Canada, salvo in presenza di gravi violazioni delle norme locali. Continua a leggere

Realtà o finzione Le ombre e gli interrogatici sulle relazioni tra Donald Trump e Kim Jong-Un

I quesiti in merito alla natura dei rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord continuano a farsi strada tra le diverse, e spesso contradditorie, dichiarazioni rilasciate dai protagonisti di quella delicata scena politica. Il vertice tra Donald Trump e Kim Jong-un, svoltosi lo scorso 12 giugno a Singapore, ha dato infatti vita a una serie di aspettative, ancora oggi oggetto di dubbi e perplessità.

In particolare, il frutto dello storico incontro è un documento congiunto, redatto in 4 punti e firmato da entrambi i leader, il cui contenuto è apparso, come più volte rimarcato dalla stampa internazionale, estremamente vago. Espressioni fin troppo generiche, infatti, sarebbero la causa dell’attuale e incalzante preoccupazione, nonostante sia stata espressa, nel testo del comunicato finale, la volontà di “costruire un comune clima di pace”.

Al centro delle polemiche, vi è il tema della denuclearizzazione della penisola coreana, con specifico riferimento alla strategia per una sua concreta e completa attuazione. Nonostante il leader nordcoreano si sia impegnato, in occasione dell’incontro con Donald Trump, nel rendere effettivi tali lavori, rimane incerta l’attendibilità di tali promesse, prive di dettagli importanti.

Oltre alla genericità delle espressioni utilizzate all’interno del documento congiunto, gli ulteriori negoziati menzionati nella dichiarazione, che avrebbero lo scopo di dare attuazione agli accordi raggiunti a Singapore, non sembrano proseguire come precedentemente sperato.

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