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The Shutdown Le divergenti posizioni politiche sull’immigrazione paralizzano le attività federali statunitensi

I promised I would fix this crisis, and I intend to keep that promise one way or the other. Con queste parole, il presidente Donald Trump ha voluto rimarcare la propria risolutezza in merito allo sconvolgimento politico protagonista della cronaca nordamericana dell’ultimo mese. Immersi in una parziale, ma prolungata, paralisi, gli Stati Uniti continuano, infatti, a subire le inevitabili conseguenze generate dallo shutdown più lungo della storia degli Stati Uniti.

Manifestazione della mancata approvazione, da parte del Congresso, del bilancio relativo ai fondi destinati alle attività federali, lo shutdown continua a produrre le proprie conseguenze da più di un mese, generando, dallo scorso 22 dicembre, un’inevitabile incertezza politica ed economica in tutto il Paese. Un quarto delle attività federali statunitensi è, infatti, rimasto bloccato per mancanza di fondi, con successiva sospensione delle attività dei dipendenti e delle loro retribuzioni.

A causare l’attuale stallo, l’ennesimo snodo di discordia sul tema dell’immigrazione. In particolare, il diniego alla richiesta di un finanziamento del valore di 5,7 miliardi di dollari, avanzata dal Presidente per affrontare la costruzione del muro di confine tra Stati Uniti e Messico, sembrerebbe aver portato al punto di rottura tra Trump e l’opposizione. I democratici, disposti a incrementare i finanziamenti destinati alla sicurezza dei confini escludendo, tuttavia, la previsione di fondi a vantaggio della barriera con il Messico, sono, infatti, intenzionati a non cedere alle pretese del Presidente, continuando a considerare l’opera “inutile e costosa”. Continua a leggere

Nuove tensioni tra Canada e Cina Il caso Huawei, fonte dell'attuale crisi diplomatica

In occasione della consueta conferenza stampa di fine anno, svoltasi a Ottawa lo scorso 19 dicembre, il primo ministro Justin Trudeau ha guidato i cittadini canadesi tra gli eventi che hanno recentemente condotto il Paese al centro della scena politica internazionale, fornendo una chiara panoramica del turbolento e vivace anno trascorso. Il premier canadese si è, così, espresso su alcune cruciali tematiche del momento, rendendo protagoniste del proprio discorso le lotte politiche interne, le crisi diplomatiche e le nuove guerre commerciali.

Passati in rassegna i traguardi raggiunti dal proprio governo, si sono, successivamente, resi inevitabili i riferimenti ai fatti più controversi dell’anno. In risposta alle domande dei giornalisti presenti, Justin Trudeau ha, infatti, commentato alcuni episodi cruciali della politica interna e interazionale. In particolare, ha preso atto del grande, quanto prevedibile, clamore generato dall’attuale instabilità delle relazioni con la Cina.

A partire dal 1° dicembre, infatti, lo scontro tra i due Paesi non mostra segni di attenuazione.  Arrestata a Vancouver su richiesta degli Stati Uniti e successivamente rilasciata su cauzione, Meng Wanzhou, CFO del colosso della telefonia cinese Huawei, è diventata il simbolo della disputa in corso. Accusata dagli Stati Uniti di violazione delle sanzioni imposte contro l’Iran e di attività illecite ai danni della sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, Lady Huawei è attualmente sottoposta all’obbligo di non lasciare il territorio canadese, dove il prossimo 6 febbraio dovrebbe svolgersi il processo per la sua estradizione negli Stati Uniti.

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Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

8 dicembre. Donald Trump ha annunciato le dimissioni di John Kelly, capo di gabinetto della Casa Bianca. Kelly ricoprirà il proprio ruolo fino alla fine dell’anno. Il nome del futuro sostituto non è stato, tuttavia, ancora reso noto.

9 dicembre. Terry Branstad, ambasciatore statunitense in Cina, è stato convocato dal Ministero degli Esteri cinese in seguito all’arresto, avvenuto in Canada, della direttrice finanziaria di Huawei, Meng Wanzhou, Lo scopo di Pechino sarebbe quello di ottenere il ritiro della richiesta di estradizione avanzata dagli Stati Uniti, intenzionati a processarla per frode.

10 dicembre. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e il primo ministro del Senegal, Mahammed Dionne, hanno celebrato, presso il Dipartimento di Stato, l’accordo di cooperazione energetica da 550 milioni di dollari (USD) siglato tra la Millenium Challenge Corporation (MCC) e il governo senegalese. “Modernizzare e rafforzare il settore energetico del Paese africano”, sarebbe, infatti, lo scopo dell’intesa.

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Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

23 novembre. Le autorità statunitensi hanno confermato il ripristino del controllo sugli incendi che, per settimane, hanno colpito lo Stato della California. Gli ultimi bilanci hanno fissato a 85 il numero delle persone che hanno perso la vita. Oltre 250 sarebbero, invece, i dispersi e più di 14 mila le abitazioni distrutte.

24 novembre. Pubblicato dal governo americano il Fourth National Climate Assessment, un rapporto relativo ai rischi e ai disastri che potrebbero essere generati dal cambiamento climatico. Le dichiarazioni rese note dalla Casa Bianca si sono poste, dunque, in netto contrasto con la posizione assunta finora dal presidente Trump in merito al riscaldamento globale.

25 novembre. Ordinata la chiusura temporanea degli accessi al territorio nordamericano situati a sud della città di San Diego. Il provvedimento è stato preso in seguito al tentato ingresso negli Stati Uniti da parte di centinaia di migranti, fermati dalle forze statunitensi mediante l’uso di gas lacrimogeni. Minacciata da Donald Trump “la chiusura permanente” del confine.

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Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

16 novembre. Il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato “di essere fiducioso sul rispetto degli impegni presi dal leader nordcoreano in merito al processo di denuclearizzazione”. Le affermazioni giungono in seguito alla divulgazione delle informazioni concernenti le più recenti attività di Kim Jong-un, impegnato nella supervisione di una nuova armaad alta tecnologia”.

17 novembre. Duro scontro, avvenuto a margine del vertice APEC, tra il presidente cinese Xi Jinping, scagliatosi contro la politica commerciale attuata da Donald Trump, e il Vicepresidente degli Stati Uniti: “la linea non verrà cambiata se la Cina non modificherà il proprio atteggiamento”, ha dichiarato Mike Pence.

19 novembre. Donald Trump è tornato a parlare del caso Khashoggi. Dinnanzi al possibile e diretto coinvolgimento del principe saudita Mohammed bin Salman, il Presidente ha dichiarato che “gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita rimarranno alleati”. Alla base della dichiarazione, vi sarebbe la “tutala degli interessi del Paese”.

20 novembre. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha incontrato a Washington Mevlut Cavusoglu, ministro degli Esteri turco. Tra le tematiche affrontate vi sono state l’omicidio del giornalista saudita Khashoggi e le possibili soluzioni al conflitto in Siria.

21 novembre. Si è fissato ad almeno 83 morti il bilancio delle vittime che hanno perso la vita a causa degli imponenti incendi ancora in corso in California. I dispersi sarebbero, invece, oltre 500.  “La distruzione è catastrofica”, ha dichiarato il presidente Donald Trump.

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Il dilemma di Justin Trudeau Il caso Khashoggi riaccende i riflettori sulle relazioni fra Canada e Arabia Saudita

Le polemiche nate dall’uccisione dell’editorialista Jamal Khashoggi, avvenuta lo scorso 2 ottobre, e le perplessità sorte dalle indagini sul caso continuano a costellare le cronache internazionali, originando commenti e reazioni politiche sulla vicenda. L’Arabia Saudita è, infatti, costantemente sottoposta a richieste di “maggior chiarezza” da parte di numerosi leader mondiali, tra i quali figura anche il premier canadese Trudeau.

Oggetto del dibattito politico interno sono i rapporti commerciali tra i due Paesi: a ritrovarsi di nuovo sotto i riflettori delle accuse è un contratto del valore di 15 miliardi di dollari canadesi. Stipulato nel 2014 dalla precedente amministrazione, riguarda la vendita a Riyad di oltre 900 veicoli corazzati costruiti in Canada. Un accordo controverso e soggetto a una specifica normativa, la quale prevede per contratti di vendita di equipaggiamenti militari, l’inserimento di clausole che ne vietano l’utilizzo contro i civili e di disposizioni in caso di violazioni dei diritti umani.

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Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

26 ottobre. Salah bin Jamal Khashoggi, figlio del giornalista scomparso lo scorso 2 ottobre, è giunto, insieme alla sua famiglia, nella città di Washington in seguito alla revoca del divieto di espatrio imposto, dallo Stato saudita, nei mesi passati.

27 ottobre. Un uomo armato di fucile e pistole ha fatto irruzione all’interno della sinagoga Tree of Life del quartiere di Squirrel Hill, nella città di Pittsburgh, uccidendo 11 perone e ferendone 6. Robert Bowers, 46 anni e autore della strage, avrebbe dichiarato alla polizia: “tutti gli ebrei devono morire”. Con 29 capi d’accusa, l’omicida potrebbe incorrere nella pena di morte.

28 ottobre. Il segretario alla Sicurezza Nazionale, Kirstjen Nielsen, ha rassicurato i cittadini americani in merito alla carovana di migranti proveniente dal Centro America e diretta verso gli Stati Uniti. “Chi sceglie di entrare illegalmente verrà fermato”, ha dichiarato Nielsen durante un’intervista andata in onda su Fox News Sunday.

29 ottobre. Donald Trump ha inviato più di 5000 militari nelle aree della California, del Texas e dell’Arizona confinanti con il Messico. Come riportato dal Wall Street Journal, le truppe dovranno inizialmente dislocarsi nelle zone di transito tra i due Stati per poi fornire supporto alle operazioni locali.

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Stati Uniti: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

20 ottobre. Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, si è espresso sull’imponente fenomeno migratorio proveniente da Guatemala, Honduras ed El Salvador: “devono essere fermati prima che raggiungano il confine con gli Stati Uniti”, ha dichiarato durante i colloqui, avvenuti a Città del Messico, con il ministro degli Esteri messicano Luis Videgaray Caso. Continua a leggere

LNG Canada Maxi investimento privato nel settore della produzione energetica

Settimana ricca di soddisfazioni, quella del primo ministro canadese, Justin Trudeau, che, in soli 2 giorni, ha conquistato 2 delle più importanti vittorie economiche del proprio percorso politico. Nella notte del 30 settembre, il Premier è riuscito, infatti, a raggiungere l’atteso accordo concernente uno dei principali Trattati commerciali in cui il Canada si veda impegnato: il NAFTA, ora noto come USMCA.

Il gran clamore generato dal placarsi, per ora, delle tensioni con il partner statunitense non ha tuttavia oscurato l’arrivo di un ulteriore, ed economicamente cruciale, traguardo. All’indomani della nascita del nuovo trattato di libero scambio il primo ministro Trudeau ha presentato “il più grande investimento privato nella storia canadese: LNG CANADA”. Continua a leggere

Nord America: 7 giorni in 300 parole

STATI UNITI

28 settembre. Il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha preso parte ad un incontro con la presidente lituana, Dalia Grybauskaitė ed Erna Solberg, premier norvegese. Il meeting, avvenuto a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha avuto come oggetto di discussione la ricerca di una maggiore collaborazione nel settore della sicurezza energetica.

30 settembre. Raggiunta, nella notte, l’intesa sul nuovo testo del NAFTA. Dopo settimane di attesa, l’esito dell’ultima negoziazione tra Donald Trump e la delegazione canadese ha raggiunto un punto di incontro, salvaguardando la trilateralità del Trattato. Il Congresso avrà a disposizione 60 giorni per approvare il nuovo accordo, denominato United States-Mexico-Canada Agreement –USMCA.

2 ottobre. Mike Pompeo incontrerà Kim Jong-un, a Pyongyang, nella giornata di domenica 7 ottobre. La notizia è stata resa nota dal Dipartimento di Stato americano. L’itinerario previsto porterà il Segretario americano a visitare anche Cina, Corea del Sud e Giappone.

3 ottobre. Il New York Times ha avviato un’inchiesta sull’evoluzione finanziaria di Donald Trump. Secondo la testata, il Presidente avrebbe, eludendo il fisco, ereditato dal padre 413 milioni di dollari. Lo Stato di New York ha aperto le indagini.

4 ottobre. Giunte al termine le indagini sul candidato alla Corte Suprema, Brett Kavanaugh. Sulla base del rapporto stilato dall’FBI, Donald Trump si aspetta che si giunga ad una votazione entro la fine della settimana.

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