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TAV: una storia lunga quasi quaranta anni Tornano accesi i toni sulla realizzazione della linea ad Alta Velocità Torino-Lione

Era il 1990 quando, per la prima volta, la Società Nazionale dei Trasporti Ferroviari Francesi (SNCF) pubblicò una nota in cui, congiuntamente alle parole del presidente François Mitterrand, auspicava la realizzazione di una nuova linea di collegamento fra Italia e Francia. Nel corso di questi di 28 anni, si è potuto assistere a quattro accordi internazionali tra i due Paesi, marce di protesta, manifestazioni, scontri, processi e condanne, ma – di fatto – la sua costruzione non è ancora iniziata.

Nell’idea originale, la tratta internazionale dell’Alta Velocità Torino-Lione è rappresentata dai 57 chilometri di tunnel di base del Moncenisio, a doppia canna, e dalle due stazioni internazionali di Susa e di Saint-Jean-de-Maurienne, per una lunghezza complessiva dell’opera, destinata al trasporto di merci e persone, di 65 chilometri. La linea, quindi, è per l’89% in galleria: dei 57 chilometri, 45 sono in territorio francese, 12,5 sul versante italiano. Continua a leggere

Paulo Guedes: il braccio destra di Bolsonaro Ritratto e programmi del nuovo Ministro dell’Economia brasiliano

Il 28 ottobre 2018 è già passato alla storia come la data in cui Jair Bolsonaro, candidato di estrema destra del Partito Social-liberale, è diventato il 28esimo Presidente della Repubblica Federale del Brasile, dopo aver battuto la concorrenza del candidato del Partito dei Lavoratori, Fernando Haddad, con il 56% dei voti.

Nel contesto di un Paese con 13 milioni di persone disoccupate, Bolsonaro ha basato la propria campagna elettorale sulla difesa della sicurezza nazionale e sulla critica dei partiti tradizionali, corrotti e non più orientati al soddisfacimento degli interessi del popolo, ponendosi così come un candidato populista, antisistema e rivoluzionario.

La particolarità del nuovo Presidente del Brasile è emersa in diverse occasioni, con idee controverse che hanno smosso i sentimenti dell’opinione pubblica mondiale. Significativo, poi, che su un tema estremamente rilevante come l’economia, egli abbia dichiarato, in un’intervista rilasciata al quotidiano O Globo, che “non si intende di numeri e programmi di sviluppo”, e che per questo non se ne occuperà in prima persona. Continua a leggere

Il Nobel per l’Economia premia l’ambiente Consegnato a due studiosi dei cambiamenti climatici e dell’innovazione il prestigioso premio

Lo scorso 8 ottobre l’Accademia Reale Svedese ha assegnato il Premio Nobel per l’Economia 2018, premiando William D. Nordhaus e Paul M. Romer per i loro studi sui rapporti tra cambiamento climatico, nuove tecnologie e andamenti macroeconomici.

I due economisti americani, ha sottolineato l’Accademia di Svezia, “Hanno sviluppato metodi che affrontano alcune delle sfide fondamentali e più urgenti del nostro tempo: combinare la crescita sostenibile a lungo termine dell’economia globale con il benessere della popolazione del pianeta”. Continua a leggere

L’economia di Gaza è in caduta libera Un report della Banca Mondiale lancia l'allerta sul territorio palestinese

È stato presentato il 27 settembre all’incontro dell’Ad Hoc Liason Commitee (AHLC, ente che coordina gli aiuti internazionali per i palestinesi) di New York il documento di 38 pagine della Banca Mondiale col quale viene lanciata l’allerta sulla situazione economica della Striscia di Gaza, dichiarata “in caduta libera”.

I fattori che hanno portato a tale condizione, riferisce la Banca Mondiale, sono molteplici. In particolare, l’Organismo finanziario internazionale menziona da un lato la decisione dell’Autorità della Palestina di ridurre di 30 milioni di dollari i pagamenti mensili a Gaza, dall’altro il taglio dei finanziamenti statunitensi annuali al territorio palestinese deciso dall’amministrazione Trump. Come se non bastasse, ad aggravare la situazione c’è la continua confisca di terreni e risorse naturali da parte dello Stato di Israele.

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The Amazon Effect I colossi tecnologici sfidano la politica economica mondiale

I colossi tecnologici trasmettono realmente i propri vantaggi ai consumatori?”. Questa è stata la domanda cardine che ha animato l’incontro annuale del Grand Teton, nel Wyoming, tenutosi nei giorni scorsi fra gli esponenti della Federal Reserve e altre personalità di spicco dell’economia statunitense e non solo.

Gli analisti sono convenuti sul fatto che negli ultimi anni lo sviluppo delle “superstar firms, come Amazon, Apple, Google, abbia sempre di più concentrato il potere di mercato nelle loro mani, al punto da sopraffare persino le banche centrali e il loro operato. Infatti, la forte pressione al ribasso sui prezzi al consumo prodotta dallo sviluppo del commercio digitale è la spiegazione che molti economisti hanno dato alla non del tutto soddisfacente risposta fornita dal mercato alle politiche di stimolo economico introdotte dalle maggiori banche centrali nei mesi scorsi.

Particolarmente degno di nota è stato l’intervento del professor Alberto Cavallo, della Business School di Harvard, il quale ha parlato di un vero e proprio “Amazon Effect”. In sostanza, secondo l’economista, gli algoritmi utilizzati da Amazon (e dagli altri rivenditori online), con i loro prezzi costantemente in grado di cambiare, “potrebbero comportare maggiori fluttuazioni dell’inflazione complessiva in caso di oscillazioni dei valori valutari o di altri shock”.

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The Amazon effect I colossi tecnologici sfidano la politica economica mondiale

I colossi tecnologici trasmettono realmente i propri vantaggi ai consumatori?”. Questa è stata la domanda cardine che ha animato l’incontro annuale del Grand Teton, nel Wyoming, tenutosi nei giorni scorsi fra gli esponenti della Federal Reserve e altre personalità di spicco dell’economia statunitense e non solo.

Gli analisti sono convenuti sul fatto che negli ultimi anni lo sviluppo delle “superstar firms, come Amazon, Apple, Google, abbia sempre di più concentrato il potere di mercato nelle loro mani, al punto da sopraffare persino le banche centrali e il loro operato. Infatti, la forte pressione al ribasso sui prezzi al consumo prodotta dallo sviluppo del commercio digitale è la spiegazione che molti economisti hanno dato alla non del tutto soddisfacente risposta fornita dal mercato alle politiche di stimolo economico introdotte dalle maggiori banche centrali nei mesi scorsi. Continua a leggere

Grecia: scatta l’ora della maturità Mancano pochi giorni al termine del programma di aiuti europei: il Paese è pronto?

Era lo scorso 21 giugno quando il primo ministro della Grecia Alexis Tsipras annunciò ufficialmente al presidente della Grecia Pavlopoulos la decisione dell’Eurogruppo di individuare nel 20 agosto 2018 la data in cui porre fine al programma di aiuti al Paese da parte della Troika, definendo tale accordo come “storico”. Continua a leggere

Iran: alta tensione La crisi economica e le sanzioni statunitensi surriscaldano il clima politico

Correva l’anno 1979 l’ultima volta che i bazaari, i piccoli commercianti del Gran Bazaar (gioiellieri, venditori di stoffe e mercanti), proclamarono lo sciopero delle attività, in nome, in quel caso, della Rivoluzione Islamica.

A distanza di quasi 40 anni, negli scorsi giorni si sono svolte tre giornate di manifestazioni nel Gran Bazaar di Teheran, centro politico e cuore pulsante dell’economia dell’Iran. I negozianti e i cittadini sono scesi in piazza, infatti, per manifestare contro il carovita e la svalutazione della valuta nazionale, il Riyal, rispetto al Dollaro. Inoltre, la folla ha esplicitamente inveito contro il governo di Rouhani, reo, secondo loro, oltre che di una cattiva gestione economica, del perseguimento di una costosa campagna di conquiste in nome della volontà della leadership religiosa, che punta al dominio mondiale dell’Islam sciita. Continua a leggere

Boccata d’ossigeno per l’Argentina Il FMI concede un prestito di 50 miliardi, ma i cittadini protestano

La situazione economica argentina risulta a dir poco turbolenta ormai da diverso tempo, tanto da poter affermare che, se si escludono alcuni momenti di illusoria e fugace stabilità, il Paese non ha mai realmente superato il default del 2001.

Il governo neoliberale argentino di Mauricio Macri, nei suo primi due anni di Presidenza, ha introdotto molte riforme economiche: la liberalizzazione del tasso di cambio, l’indipendenza della Banca centrale, il taglio delle tasse interne sulle esportazioni di beni agricoli, la riforma fiscale per le imprese, la riforma delle pensioni e la collaborazione con l’OCSE. Nonostante ciò, i problemi che affliggono il Paese rimangono comunque evidenti e numerosi: l’inflazione, anche se ridotta dal 40% al 25%, rimane comunque alta, così come il disavanzo di bilancio da finanziare, che grava fortemente sull’economia. Continua a leggere

Petrolio: ora è rischio shock energetico Dazi, sanzioni e aumento della domanda riportano in auge il tema del ‘caropetrolio’

Fase di tensione”. Così gli esperti hanno definito il momento che in queste settimane sta attraversando il mercato del petrolio. Infatti, dopo anni in cui le sue quotazioni erano in ribasso, il greggio ha ripreso la corsa al rialzo, specie nell’ultima settimana, quando il Brent ha raggiunto quota 80 dollari al barile, molto distanti dai 26 dollari al barile del febbraio 2016. Oltre al Brent, anche il WTI si è riportato sui massimi del 2014, e sta continuando ad aumentare rapidamente. Da “eccessivamente basso”, il prezzo del petrolio è tornato ad essere considerato come “troppo caro”.  Continua a leggere