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L’Argentina in crisi: un punto della situazione Debito pubblico e food emergency sono i principali problemi da fronteggiare per il Paese

Di Sabrina Certomà

L’Argentina è, attualmente, il Paese più indebitato della regione secondo la Commissione economica per America Latina e Caraibi (CEPAL). La proporzione tra debito pubblico e PIL è al 77,4%, in netto aumento considerando che nel 2015 – quando Macri divenne Presidente – si attestava al 53,3%. Per di più, a questa cifra si arriva conteggiando solo la prima quota di prestito del Fondo Monetario Internazionale – 15 miliardi di dollari nel luglio 2018. Prendendo in considerazione anche i 13,4 miliardi di ottobre, inviati alle casse di Buenos Aires, il rapporto sale oltre l’80% del PIL.

Anche se il rischio di default è escluso dalla quasi totalità degli analisti, è evidente che il Paese dovrà procedere a una decisa ristrutturazione del debito e del sistema economico. Caratteristica del debito argentino è, inoltre, la durata inferiore ai 10 anni. Ciò comporta che se ne dimostri continuamente la solvibilità.

Negli ultimi giorni, inoltre, la popolazione ha fatto sentire la propria voce, stremata dalle condizioni di vita precarie e da una emergenza alimentare ormai diffusa da anni. In migliaia sono scesi nelle piazze di 50 città argentine mercoledì scorso, per protestare contro l’innalzamento dei prezzi iniziato nel 2015 – ad esempio, il prezzo dell’elettricità è salito del 210% e quello del gas del 300%. “Stiamo perdendo lavoro, cibo, istruzione, alloggi… la disperazione è l’unica cosa che emerge tra la nostra gente,” afferma Osvaldo Ulacio, 60 anni, durante la manifestazione. “Non ci hanno lasciato altro strumento che uscire in strada a combattere per i nostri diritti,” aggiunge Diego Quintero, 29enne. I leader Esteban Castro, Juan Carlos Alderete e Daniel Menendez hanno parlato su un palco di fronte alla folla: “La fame è tornata, è l’anno peggiore dalla crisi del 2001 e non lo sopporteremo ancora“.

La mancanza di derrate alimentari non è una novità per gli argentini. Il Paese dichiarò l’emergenza alimentare già nel 2002, crisi che non è mai stata risolta. Tuttavia, la fame non dilaga per mancanza di cibo, quanto per come lo Stato ne gestisce la suddivisione. Secondo Mercedes Nimo, sottosegretario del Ministero dell’Agroindustria, in media si perde o spreca circa un kg di cibo per persona al giorno.

Ad aggravare la situazione già instabile del Paese, l’ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner sarà processata per la prima volta il 26 febbraio, dopo che la Corte ha rifiutato di rimandare il procedimento per appropriazione indebita aperto contro di lei e altri ex ufficiali governativi. Il processo durerà circa 8 mesi, e dovrebbe, quindi, incrociare la campagna elettorale per le elezioni presidenziali di ottobre 2019.

Lo scandalo venne a galla quando il giudice Julián Ercolini e i procuratori Gerardo Pollicita e Ignacio Mahique indagarono su presunte irregolarità nell’erogazione di gare d’appalto per progetti di lavori pubblici nella provincia di Santa Cruz, alla società Báez’s Grupo Austral. Il caso è emblematico non solo perché è la prima volta che Fernández de Kirchner è posta al banco degli imputati, ma anche perché è la prima volta che si possiedono abbastanza indizi per accusarla definitivamente di corruzione.

Con l’approssimarsi delle elezioni, gli argentini richiedono, dunque, al governo, un incremento negli aiuti per chi soffre maggiormente la crisi economica. Mentre, nelle predizioni del FMI, il PIL diminuirà ulteriormente del 2,6% quest’anno, le presidenziali del 27 ottobre potrebbero davvero segnare un punto di svolta per il Paese.