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La Sea Watch 3 sbarca a Catania “Siamo contenti, è finito il calvario”, esulta con un tweet l’ONG

Di Diletta Sveva Tamagnone

Si è concluso, tra abbracci e strette di mano, lo sbarco nel porto di Catania dei 47 migranti soccorsi nel Mar Mediterraneo dalla Sea Watch 3 dopo che la nave era rimasta bloccata per dodici giorni alla fonda di Siracusa. Tra i passeggeri sono presenti 15 minorenni non accompagnati che verranno condotti in un’unica struttura a Catania che aderisce al Fondo Asilo migrazione e integrazione (Fami) del Ministero dell’Interno, e saranno dotati ciascuno di un tutore legale. La Corte europea dei diritti dell’uomo, infatti, ha riconosciuto la centralità della figura del tutore per i minori stranieri non accompagnati presenti sulla nave. “È attraverso il tutore – afferma l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano – che possono essere esercitati tutti i diritti dei ragazzi arrivati soli nel nostro Paese.

Al termine del vertice Med7 svoltosi a Nicosia, il premier Giuseppe Conte ha annunciato il raggiungimento di un accordo per cui oltre all’Italia, i migranti saranno accolti da altri sei Paesi europei quali Francia, Germania, Portogallo, Romania, Lussemburgo e Malta. Durante il colloquio con Conte, il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha ribadito: “Dobbiamo applicare i tre principi sostenuti dalla Francia: il rispetto del diritto internazionale marittimo, lo sbarco nel porto vicino più sicuro, e cioè l’Italia, la distribuzione dell’onere in Europa. Qualcosa che la Francia ha fatto e che continuerà a fare anche per le 47 persone di questa nave.

Con il vertice notturno a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio è stato possibile sbloccare il caso Sea Watch e la Corte di Strasburgo ha richiesto all’Italia di “prendere il prima possibile tutte le misure necessarie per assicurare ai ricorrenti cure mediche adeguate, cibo e acqua.

La conclusione dell’esodo della ONG tedesca dimostra come la questione migranti possa ancora essere considerata foriera di pressanti tensioni internazionali: è ciò a cui afferisce l’Alto Commissario dell’agenzia ONU per i rifugiati (Unhcr), Filippo Grandi, nella presentazione del rapporto sui “viaggi disperati” nel Mare Nostrum. Grandi ha enfatizzato come Francia e Italia debbano “lavorare insieme” e collaborare con gli altri Paesi al fine di esercitare un controllo sui flussi migratori, in quanto la tendenza generale sembra connotarsi come una “gara contro la solidarietà” inquinata da fattori politico-elettorali.

L’Alto Commissario non ha mancato di ribadire come le accuse mosse dal ministro degli Interni, Matteo Salvini, contro le ONG per presunti rapporti con i trafficanti siano infondate e non possano essere qualificate come elemento che spinga alle partenze.

Un’ispezione amministrativa sulla nave è stata effettuata dalla Guardia Costiera che ha riportato come la nave non potrà lasciare il porto di Catania a causa di alcune irregolarità riscontrate tra cui la “sicurezza della navigazione”, oltre che il “rispetto della normativa in materia di tutela dell’ambiente marino”. Gli ispettori hanno proceduto ad una verifica tecnica sulle condizioni della nave in conformità a Unclos, la  Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare. La risoluzione di tali questioni avverrà anche con l’intervento dell’amministrazione di bandiera, ovvero con l’Olanda.