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Il Canada accoglierà un milione di immigrati entro il 2021 Una decisione volta a rendere l’economia del Paese più competitiva sulla scena globale

Il parlamento canadese ha annunciato la decisione di accogliere un milione di immigrati entro il 2021: un obiettivo ambizioso, presentato dal ministro dell’immigrazione Ahmed Hussen nel piano triennale del governo.

Oltre 286.000 immigrati sono stati accolti in Canada nel 2017 e, secondo i piani dell’attuale governo canadese, i nuovi ingressi saranno suddivisi in frange annuali da 350.000 immigrati per il 2019, 360.000 per il 2020 e 370.000 per il 2021. Queste cifre corrispondono a un ingresso annuale pari all’1% della popolazione del Paese. “Gli ingressi graduali permetteranno al nostro sistema di processare questi cambiamenti, cosicché le comunità possano integrarli e le partnership locali sull’immigrazione possano fare il proprio lavoro ha dichiarato Hussen.

Ahmed Hussen, egli stesso immigrato dalla Somalia, ha sottolineato come tale decisione sia stata presa alla luce del calo del tasso di natalità e dell’invecchiamento della popolazione canadese. Secondo i dati ufficiali, i livelli di natalità degli immigrati sono 4 volte più alti rispetto a quelli dei canadesi e contribuiscono ai tre quarti della crescita demografica totale.

Gli immigrati che il Canada si prepara ad accogliere saranno così suddivisi: il 58% sarà riservato ai migranti economici, il 27% sarà destinato ai ricongiungimenti familiari e, infine, il 14% sarà rivolto ai rifugiati e ai richiedenti asilo. Si tratterebbe, dunque, in maggioranza, di “skilled migrants”, persone istruite e pronte a essere inserite nel tessuto lavorativo del Paese.

Una manovra che sembra essere in linea con le politiche migratorie precedenti, che hanno contribuito a portare il Canada a essere considerato dal Global Competitiveness Report 2018 del World Economic Forum tra i Paesi che possono vantare una delle forze lavoro più diversificate e competenti. “È in gran parte grazie alle persone che abbiamo accolto nella nostra storia che il Canada è diventato un Paese solido e vivace” ha dichiarato il Ministro dell’immigrazione alla CNN.

La politica immigratoria annunciata non è però stata esente da critiche. Michelle Rempel, parlamentare canadese del Partito Conservatore, ha sottolineato che tale decisione va contro i desideri dei canadesi, citando il rapporto pubblicato dalla fondazione no-profit Angus Reid nel 2018. L’ultimo sondaggio pubblicato ha rivelato che il 49% dei canadesi vorrebbe che il Paese riducesse il numero di immigrati accolti; si tratta della percentuale più alta mai raggiunta dall’inizio delle indagini.

La scelta di aprire le porte del Paese a una cifra così ingente di immigrati è stata accompagnata da uno stanziamento elargito dal governo pari a 5,6 milioni di dollari per sostenere iniziative di reinserimento globale. Nonostante le possibili critiche, il Canada sta lanciando un messaggio che va controcorrente rispetto a molti Paesi che stanno adottando politiche migratorie sempre più restrittive, soprattutto se confrontato con i vicini Stati Uniti. Il Canada, di fronte a problematiche quali il calo delle nascite e le lacune lavorative, ha voluto rispondere investendo nel proprio futuro economico e in quello delle persone che verranno accolte.

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