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Violenza di genere in America Latina: urge un cambiamento Una donna su tre subisce violenza, ma si combatte per la parità di genere

Di Natalie Sclippa

Dei 25 Paesi al mondo che contano il maggior numero di donne uccise per questioni di genere, ben 14 si trovano in America Latina. Qui, ogni singolo giorno, vengono uccise 12 donne, due all’ora. A ricordarlo è stata la vicesegretaria generale delle Nazioni Unite Amina Mohammed, a cui si possono affiancare i dati della Comisión Económica para América Latina y el Caribe (CEPAL), organo regionale dell’ECOSOC, che afferma che gli omicidi di donne dai 15 anni in su nei Paesi del continente sudamericano e dei Caraibi sono stati 2559 nel solo 2017.

Continuando con i dati, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in media una donna su tre ha subito violenza fisica o psicologica durante la sua vita. Il numero aumenta poi esponenzialmente durante i conflitti, quando l’abuso diventa strumento di umiliazione e oppressione. I Paesi del Sudamerica, per quanto non siano dichiaratamente in guerra, portano le ferite di anni di ostilità molto spesso irrisolte. La convivenza della popolazione con bande armate che si sostituiscono allo Stato, dettandone le leggi, continua ad essere difficile.  

Il 2018 ha visto un aumento dei femminicidi in numerosi Stati della regione. L’omicidio della giornalista Karla Turcio, in particolare, ha scosso El Salvador: numerose prove portarono all’arresto del marito della vittima, dando inizio a una serie di proteste e iniziative nel Paese volte a mettere in luce quanto la violenza sulle donne fosse diffusa. Così, da un episodio drammatico, è sorto un movimento.

Non fu molto diverso per Ni Una Menos (Non una di meno): nato come slogan per una marcia di protesta che ebbe luogo in Argentina nel 2015, è ora tra i movimenti femministi più conosciuti e diffusi a livello globale, attualmente presente in Uruguay, Ecuador, Perù, Bolivia, Colombia, Venezuela, Cile e Paraguay, nonché fortemente attivo in Europa, in particolare in Spagna e in Italia. D’altronde, non è l’unico: Somos Muchas in Honduras, Comando Colibrí in Messico, Movimiento de Mujeres de Chinandega in Nicaragua, No es hora de callar in Colombia sono solo alcuni esempi di iniziative locali nate spontaneamente che promuovono i diritti delle donne e che non di rado intraprendono una lotta trasversale che unisce le rivendicazioni di genere a vari altri aspetti connessi a oppressione e privilegio.

La risposta delle istituzioni internazionali comprende a sua volta numerose campagne di sensibilizzazione, come l’Iniziativa Spotlight, lanciata dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea, che si propone di potenziare il ruolo della donna nella società, promuovendo la parità di genere. Eliminare la violenza, la disuguaglianza e la discriminazione è un passo essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

L’Iniziativa venne lanciata nel settembre 2017 per cambiare le politiche, educare alla convivenza, aumentare i servizi di appoggio ai sopravvissuti e assicurare giustizia, condannando i colpevoli. Punta a sviluppare un lavoro sinergico e duraturo con i ministeri della Salute, della Giustizia e della Sicurezza, per rafforzare la loro capacità di misurare e riportare i casi di violenza sessuale e di genere, per studiare il fenomeno e trovare soluzioni adatte. I governi di Argentina, El Salvador, Guatemala, Honduras e Messico hanno già accettato la proposta e professato devozione alla causa.