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STX-Fincantieri: la Commissione europea esamina l’accordo Accettata la richiesta di Francia e Germania di esaminare la proposta di acquisizione italiana

L’accordo sulla fusione tra l’italiana Fincantieri e la francese STX sembrava essere stato raggiunto a fine 2017. Dopo mesi di difficili negoziazioni – protrattesi più a lungo di quanto pronosticato a causa del cambio di governo in Francia e del cambiamento di linea da parte di Macron -, i governi dei due paesi si erano infatti accordati per dividersi le quote al 50%.

Il compromesso raggiunto era stato salutato come una ‘soluzione win-win. Da una parte, il presidente francese poteva rivendicare di aver ottenuto la voluta modifica dell’accordo iniziale, in base al quale Fincantieri avrebbe ottenuto il 66% delle quote di STX. “Abbiamo raggiunto un accordo alla pari, 50 e 50”, dichiarò a tal proposito Macron. Allo stesso modo, il Primo Ministro italiano poteva vantare l’effettivo controllo acquisito sull’industria francese: “Fincantieri avrà la disponibilità diretta del 51% e quindi un pieno controllo su STX”. La Francia , infatti, avrebbe prestato l’1% della propria quota all’Italia per un periodo transitorio di 12 anni, durante il quale la gestione italiana sarebbe stata sottoposta a un regolare controllo. Allo scadere del termine previsto, Parigi avrebbe poi potuto reclamare la quota mancante delle sue azioni e riacquistare quindi il controllo sul colosso dell’industria navale.

Quasi un anno e mezzo dopo la conclusione dell’accordo, la Francia ha presentato una richiesta alla Commissione Europea, ai sensi del Regolamento CE 139/2004, noto come il Regolamento comunitario sulle concentrazioni (EU Merger Regulation). In base all’art. 22.1, infatti, uno o più Stati membri possono chiedere alla Commissione di esaminare qualsiasi concentrazione che non ha dimensione comunitaria (ai sensi dell’art. 1 dello stesso regolamento), ma che tocca il commercio tra gli Stati membri e rischia quindi di incidere in misura significativa sulla concorrenza nel territorio dello Stato o degli Stati membri interessati.

Alla questione presentata dalla Francia si è inoltre unita la Germania, certamente preoccupata che la nascita di un colosso della cantieristica navale possa mettere in difficoltà la tedesca Meyer Wreft.

La Commissione ha deciso di accogliere la richiesta presentata da Francia e Germania, pur ammettendo che l’acquisizione dell’ex STX (oggi chiamata Chantiers de l’Atlantique) da parte di Fincantieri non raggiunge le soglie di fatturato previste dal Regolamento UE relativamente alle concentrazioni che devono essere notificate alla Commissione a causa della loro dimensione europea”. Nonostante tale ammissione, la Commissione ha deciso di procedere comunque nell’esame dell’acquisizione perché l’operazione, come previsto dal regolamento europeo, “rischia di incidere in misura significativa sulla concorrenza”, non solo nei territori degli Stati interessati, ma a livello europeo e globale. In particolare, l’autorità europea è preoccupata delle conseguenze dell’operazione sul mercato delle navi da crociera.

Di conseguenza, gli sforzi di compromesso economico, ma soprattutto diplomatico, dimostrati dai governi italiano e francese negli anni passati oggi trovano un nuovo motivo di stallo. La tenuta dell’accordo non è infatti garantita e la decisione finale della Commissione potrebbe certamente rappresentare un ostacolo per il completamento dell’acquisizione di STX da parte di Fincantieri.