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Mike Pompeo all’insediamento di Jair Bolsonaro Il Segretario di Stato e il nuovo presidente brasiliano aprono un nuovo canale diplomatico

Il 31 dicembre 2018, Michael Richard Pompeo, Segretario di Stato statunitense e braccio destro del presidente Donald Trump, è decollato dall’aeroporto di Washington su un volo diretto a Brasilia per guidare una delegazione alla cerimonia di insediamento del neoeletto presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, programmata per il primo gennaio 2019.

La partecipazione della delegazione presidenziale era finalizzata a mostrare il pieno sostegno al progetto politico della nuova leadership brasiliana, che sembra allinearsi alla perfezione a quella dell’amministrazione Trump, dallo scetticismo per il cambiamento climatico alla preoccupazione per i crescenti investimenti della Cina.

Per di più, la visita in Brasile è indicativa dello sforzo volto a promuovere un futuro più sicuro e favorevole per gli Stati Uniti in America del Sud; difatti, all’inaugurazione presidenziale sono seguiti il colloquio a Palàcio do Planalto tra Pompeo e Bolsonaro, accompagnato dal suo ministro degli Affari Esteri Ernesto Araùjo.

A dare avvio al confronto è stata la discussione afferente alla necessità di inquadrare le priorità economiche, commerciali, e finanziarie bilaterali, per rinsaldare ulteriormente la cooperazione tra i due Paesi negli anni a venire. In fase di conclusione è stato dato ampio spazio agli affari regionali e internazionali: l’attenzione del presidente brasiliano e del Segretario di Stato è stata convogliata sulla presenza incalzante della Cina nella regione, nella quale, dal 2003, ha investito complessivamente 124 miliardi di dollari. I crescenti versamenti di denaro cinesi sono stati interpretati da entrambe le amministrazioni come una pratica predatoria e lesiva della sovranità del Brasile.

Durante il dibattito attinente alla politica regionale, inoltre, è stato trattato il tema della promozione e della difesa dei valori democratici e dei diritti umani in Venezuela, in Nicaragua, e a Cuba, per supportare quei cittadini che stanno resistendo a questi regimi, considerati repressivi.

 

All’inaugurazione ha presenziato anche il Presidente del Perù, Martin Vizcarra, con il quale Pompeo ha avuto un breve scambio per ringraziarlo della condanna al regime dittatoriale di Nicolàs Maduro e per lodarne l’impegno prodigato nell’accogliere rifugiati e migranti venezuelani. Le tensioni intra-emisferiche stanno infatti aumentando, dal momento che Nicolàs Maduro ha recentemente accusato gli Stati Uniti di stare ordendo un colpo di Stato – con Brasile e Colombia complici – al fine di rovesciare il suo governo.

In ultimo, il dialogo ha vertuto sulla determinazione reciproca di contrastare il crimine e il terrorismo transnazionali, e, conseguentemente, accrescere la sicurezza frontaliera. Relativamente alla strategia di politica internazionale, invece, Bolsonaro ha dichiarato di voler trasferire l’ambasciata del suo Paese in Israele, da Tel Aviv a Gerusalemme, imitando la scelta presa da Donald Trump nei mesi scorsi.

Il quarto viaggio in America Latina del Segretario di Stato si è concluso il 2 gennaio con la visita a dopo l’incontro con il presidente colombiano Ivan Dùnque a Cartagena. Il vertice è servito a fare il punto sul successo del Trade Promotion Agreement, che ha raddoppiato il valore dell’export agricolo statunitense, e ad approfondire il dialogo con la Colombia in merito alla sua posizione sulla questione migratoria connessa al Venezuela.