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XXV Consiglio ministeriale dell’OSCE Cooperazione e dialogo per maggiore sicurezza

Il 6 e il 7 dicembre si è svolto a Milano il XXV Consiglio Ministeriale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Con la riunione ministeriale si è conclusa simbolicamente la Presidenza italiana per il 2018.

L’OSCE è la più grande organizzazione regionale per la sicurezza al mondo.

Si adopera per perseguire la sicurezza attraverso la cooperazione e il dialogo politico tra gli Stati Partecipanti e per affrontare la gestione delle crisi. Il Consiglio dei ministri è il principale organo decisionale e di governo dell’Organizzazione ed è composto dai 57 ministri degli Esteri degli Stati che vi partecipano.

Il Consiglio è stato presieduto dal ministro degli Affari Esteri italiano Enzo Moavero Milanesi. Hanno partecipato i ministri degli Esteri dei 57 Stati membri dell’Organizzazione ed erano presenti 1.400 delegati e 80 Ong. Era presente anche l’Alto rappresentante dell’Unione europea Federica Mogherini, che ha incontrato separatamente il ministro degli Affari Esteri russo Sergej Viktorovič Lavrov e quello ucraino, Pavlo Klimkin.

Sono stati affrontati diversi temi riguardanti le principali crisi attualmente aperte in Europa. Tra queste la questione spinosa della crisi in Ucraina. Il capo della Farnesina ha sottolineato come durante la presidenza di turno italiana l’OSCE abbia contribuito a mantenere aperto il dialogo politico aperto tra tutti i partecipanti, facendo sedere allo stesso tavolo anche paesi che hanno punti di vista molto diversi. Russia e Ucraina hanno potuto esprimere allo stesso tavolo le loro posizioni, seppur distanti – come ha dichiarato Moavero – anche alla luce delle recenti tensioni nello Stretto di Kerch.

Un’altra questione di cui si è discusso è quella sul conflitto in Nagorno-Karabakh, regione contesa da Azerbaijan, Armenia e Georgia.  Il Consiglio ha approvato un’importante dichiarazione volta alla regolazione del conflitto in Transnistria, alla luce dei progressi conseguiti con l’adozione del Protocollo di Roma nel maggio scorso. Sempre su impulso della Presidenza italiana, è stata adottata una dichiarazione sulla sicurezza nel Mediterraneo per affrontare il fenomeno delle migrazioni.

Grande risultato, nel campo dei diritti umani, è stato raggiunto grazie all’adozione all’unanimità di due importanti deliberazioni sul contrasto alla violenza sulle donne e sulla protezione dei giornalisti.

Per la prima volta l’OSCE si è espressa ufficialmente per la libertà di stampa, adottando all’unanimità un documento che tutela i giornalisti in nome della libertà e della sicurezza.