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Medio Oriente: 7 giorni in 300 parole

IRAQ

8 dicembre. Scoperto un deposito di armi appartenute al sedicente Stato Islamico. A riferirlo, fonti dell’esercito iracheno. Secondo quanto riportato dai media, le armi sarebbero state ritrovate nella zona orientale di Mosul.

ISREALE

8 dicembre. Un terzo tunnel di Hezbollah è stato scoperto dalle forze dell’esercito israeliano. Secondo quanto riportato dal portavoce militare, il tunnel si estenderebbe da un punto, ancora sconosciuto, dei territori di Israele fino al Libano meridionale.

SIRIA

8 dicembre. La Coalizione anti-Isis, guidata dalle forze statunitensi, ha proceduto con intensi attacchi aerei nella zona al confine con l’Iraq. Avanza, invece, da settimane, l’offensiva dell’esercito curdo-siriano nella zona di Hajin.

TURCHIA

10 dicembre. Da circa una settimana sono stati intercettati e fermati più di 4mila migranti: 503 via mare, tutti senza documenti. A riferirlo, il Ministero dell’Interno. Effettuati, inoltre, numerosi arresti di soggetti ritenuti probabili trafficanti di esseri umani.

10 dicembre. Salito a 926, il numero degli arresti per terrorismo effettuati nell’ultima settimana. A riferirlo il Ministero dell’Interno turco. Si sospetta che più della metà degli arrestati possa essere legata al gruppo di Fethullah Gulen, ritenuto responsabile del tentato colpo di stato. I restanti, sarebbero considerati presunti affiliati al Pkk curdo, membri del sedicente Stato Islamico o membri di gruppi di estrema sinistra.  

12 dicembre. Le milizie curde sarebbero giunte nel mirino delle forze militari turche, come riferito dallo stesso presidente Recep Tayyip Erdogan. L’obiettivo del Presidente sarebbe una fazione di “terroristi” dell’Ypg, situata ad est dell’Eufrate, zona sottoposta al controllo statunitense.

YEMEN

9 dicembre. Dopo 4 giorni, dall’inizio dei colloqui in Svezia tra la delegazione governativa yemenita e i ribelli Houthi, le due parti si sarebbero mostrate propense alla ricerca di un accordo per la liberazione di prigionieri, che, da quattro anni, sono nelle mani di entrambe le fazioni.

12 dicembre. Atteso il segretario generale delle Nazioni Unite a Rimbo, in Svezia. I punti principali di discussione saranno il controllo di Hudayda e di Taiz, la gestione della Banca centrale e la riapertura dell’aeroporto di Sanaa.  

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