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In Uruguay si discute l’approvazione di una nuova legge militare Dopo l’arresto del comandante dell’esercito Manini si prospettano ulteriori cambiamenti

Negli ultimi mesi l’Uruguay sta vivendo un periodo di stravolgimento per quel che riguarda il panorama militare del Paese. Lo scorso settembre il presidente in carica, Tabaré Vázquez, ha ordinato l’arresto del comandante dell’esercito Guido Manini Ríos, il quale dovrà scontare 30 giorni di detenzione a causa di ripetute manifestazioni di opposizione ad un progetto di legge voluto dal governo. Il Presidente ha voluto ricordare come la costituzione dell’Uruguay vieta ai militari di “interferire nell’approvazione dei progetti di legge”.

Lo scontro tra Vázquez e Manini riguarda la riforma del sistema delle pensioni militari e, soprattutto, la nuova legge organica per i componenti dell’esercito. Le modifiche più rilevanti a quest’ultima riguardano la dottrina della sicurezza nazionale e la nozione di “obbedienza dovuta”, secondo la quale “nessun militare deve compiere ordini evidentemente contrari alla costituzione e alla legge vigente, o che implichino la violazione o l’illegittima limitazione dei diritti umani fondamentali”.

Il progetto di legge, fortemente voluto dal governo di Vázquez, servirebbe a rendere la popolazione più sicura, dato che limiterebbe l’uso della forza da parte dei militari. Questa considerazione è importante se si pensa al contesto in cui vive la regione latinoamericana, in cui le tensioni interne ai Paesi sono spesso utilizzate come giustificazione per attuare dure misure di repressione. Le modifiche attuate dal Frente Amplio di Vázquez nei confronti del settore militare tentano di ridurre l’impatto di quest’ultimo sulla politica e di ridefinirne i limiti di intervento in caso di tensioni sociali.

Queste misure, seppur rilevanti, non scalfiscono molti dei privilegi di cui i militari godono in Uruguay: gli ufficiali possono ritirarsi al termine di soli 20 anni di servizio, i generali raggiungono la pensione compiendo 60 anni, i colonnelli 55 e i tenenti colonnelli 52. La retribuzione è pari a quanto percepivano durante la loro attività. Le pensioni inoltre aumentano automaticamente secondo l’indice medio dei salari. Al momento tali privilegi non saranno modificati dal governo in carica: entrambe le parti vorrebbero infatti evitare un duro scontro tra forze politiche e forze armate.

Nel frattempo, però, a fine dicembre 2017, ha preso forma un partito composto in prevalenza da ex-militari e denominato Unidos Podemos”. Tale movimento è orientato alla difesa dei diritti della famiglia militare e delle forze armate, ed è critico verso “la perdita dei valori sociali che da sempre caratterizzano il Paese, ossia il rispetto, il lavoro, lo studio, la solidarietà per evitare disintegrazione sociale”.