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Sfiorare la dittatura La candidatura di Emmanuel Ramazani Shadary fa discutere gli attivisti

Con l’avvicinarsi delle elezioni del prossimo 23 dicembre, i disordini, le manifestazioni e gli scandali che non cessano di emergere continuano ad allarmare la società civile della Repubblica Democratica del Congo.

Dopo anni di governo monocolore, la continuità della linea assunta dal presidente uscente Kabila dipenderà soltanto dalle necessarie risposte alle perplessità e alle accuse rivolte al candidato prescelto dallo stesso Presidente, Emmanuel Ramazani Shadary.

Shadary, ex ministro degli Affari Interni del governo Kabila, al momento della presentazione della propria candidatura stava già scontando le sanzioni inflitte dall’Unione Europea per la sua condotta repressiva e cruenta nelle proteste antigovernative del 2016.

Ora, gli illeciti commessi dal successore di Kabila spaziano dall’appropriazione indebita alla tortura, quest’ultima praticata sistematicamente da diversi anni contro i dissidenti politici, comportando la fuga di numerosi congolesi, rifugiati nei Paesi vicini, quali Uganda, Burundi, Ruanda e Tanzania, e altrettanti sfollati.

È soprattutto il movimento giovanile LUCHA, vicino ai partiti di opposizione democratici, ad additare Shadary e il partito di governo per i crimini perpetrati. Ma non solo. Infatti, LUCHA collabora strettamente con la Chiesa cattolica congolese al fine di allertare la popolazione contro possibili comportamenti raggiratori del governo. Per esempio, l’accortezza di recarsi alle urne il giorno 23 dicembre, dal momento che nessun canale ufficiale ha comunicato eventuali slittamenti delle consultazioni. Oppure la diffusa diffidenza per il sistema di voto elettronico su terminali touch screen. Gli attivisti sostengono che, data la delicatezza della situazione politica e sociale, sarebbe più opportuno usare le schede elettorali cartacee, onde evitare manomissioni del software preparato per il voto.

Malgrado le proteste, l’organizzazione elettorale resta inamovibile sulla scelta dei terminali touch screen forniti dalla Corea del Sud.

L’attenzione per queste elezioni è altissima, per gli interessi economici crescenti manifestati da giganti industriali (come BMW), per il cobalto, di cui il sottosuolo è molto ricco. Una scelta sbagliata potrebbe avere ripercussioni drammatiche sulle già precarie condizioni economiche e sociali del Paese.