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Russia e Balcani: 7 giorni in 300 parole

GEORGIA

2 dicembre. Si è tenuta una manifestazione, nella città di Tbilisi, per contestare il risultato delle ultime elezioni presidenziali. Durante il loro svolgimento, Zurabishvili, prima donna presidente del Paese, ha ottenuto la vittoria con il 59,52% di voti. Durante le proteste, Vashadze, candidato dell’opposizione ha dichiarato di voler che “il cosiddetto governo ascolti la voce del popolo, perché tutti sanno che le elezioni sono state manipolate”.

RUSSIA

1 dicembre. Il presidente statunitense, Donald Trump, ha annullato l’incontro con Putin, che si sarebbe dovuto svolgere in occasione del G20, in seguito agli sviluppi della crisi tra Ucraina e Russia. Trump ha dichiarato di voler cancellare l’incontro dal momento che “le imbarcazioni e i marinai ucraini non sono stati riconsegnati dalla Russia”.

4 dicembre. In occasione di un summit presso la NATO, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha reso noto il ritiro ufficiale degli Stati Uniti dall’Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty (INF), accusando la Russia di aver violato il trattato con la costruzione di missili proibiti. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha, tuttavia, negato ogni accusa relativa alla violazione del trattato. Tale accordo, che impedisce lo sviluppo di missili nucleari a media gittata, venne firmato nel 1987 da Reagan e da Gorbaciov.

SERBIA

4 dicembre. Il presidente Vucic, si è mostrato preoccupato per le scelte, operate dal Kosovo, relative all’imposizione di ingenti dazi sulle importazioni di prodotti serbi e al progetto concernente la creazione di un esercito. Secondo il Presidente serbo, queste decisioni avrebbero come obiettivo quello cacciare il popolo serbo dal Kosovo.

UCRAINA

1 dicembre. In seguito all’introduzione della legge marziale per affrontare la crisi del Mar d’Azov, il presidente Poroshenko ha vietato l’ingresso in Ucraina a tutti gli uomini russi di età compresa tra i 16 e i 60 anni. Questa decisione avrebbe lo scopo di impedire ai russi di formare distaccamenti di eserciti privati che rispondano alle forze armate russe, ha dichiarato il Presidente.

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