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Hezbollah espande i suoi confini Il partito iranico sempre più forte in Libano

È di questi giorni la notizia che letensioni fra Iran e Israele si sono intensificate a causa di alcuni tunnel che Hezbollah avrebbe costruito nel sud del Libano per attaccare lo stato ebraico. Nonostante non ci siano le prove, negli ultimi tempi la posizione iraniana si è aggravata: le sanzioni e le questioni diplomatiche con gli Stati Uniti hanno portato Hezbollah ad affrontare un inevitabile freno alle loro attività e, di conseguenza, la necessità di spostare i propri obiettivi e le proprie strategie al di là dei confini iraniani.

Se da un lato il conflitto siriano ha costituito un importante terreno per allenare la capacità di combattere in contesti geografici diversi, gli sviluppi più recenti hanno portato a pensare che la presenza delle milizie sciite in Siria sia vicina al termine. Allo stesso tempo, però, alcuni media e delle fonti interne alle milizie ancora attive sul territorio, garantiscono che Hezbollah si stia invece impegnando sempre di più nel training delle forze armate siriane.

In un’ottica di riduzione delle truppe sul territorio siriano, oltre al soprammenzionato “cambio di funzione” che richiede solo personale altamente qualificato, sembra che le attenzioni di Hezbollah si stiano spostando sempre più verso uno dei territori più familiari per il movimento: il Libano.

Forte delle sue performance elettorali alle ultime elezioni libanesi, il partito sta lavorando sul fronte politico-militare per consolidare il proprio potere. Tramite lo strumento elettorale, Hezbollah sta bloccando la formazione del governo con la richiesta di ottenere più seggi sunniti (il Libano ha un sistema politico confessionale) per i propri alleati, togliendo quindi autorità al Primo ministro sunnita SaadHariri. Il progetto politico è di frammentare l’opposizione e di spezzare l’egemonia della tanto influente quanto criticata famiglia Hariri, che è inoltre molto vicina all’Arabia Saudita. Nel quadro delle tensioni fra Arabia Saudita e Iran, infatti, si colloca anche l’idea di Hezbollah di sostenere in Libano l’ascesa di una nuova classe politica sunnita, più concentrata sulla collaborazione piuttosto che sulle differenze fra le due sette.

Sembra evidente che, in un momento di isolamento internazionale per Iran ed Hezbollah, il movimento stia cercando di maturare i suoi obiettivi e le sue strategie. Per consolidare il suo potere, certo. Ma forse, anche solo per sopravvivere.