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Gli Stati Uniti invitano gli alleati a boicottare Huawei Obiettivo dell’amministrazione Trump è non lasciare il 5G in mano alla Cina

Di Domenico Andrea Schiuma

Prosegue la guerra di Donald Trump contro Huawei. Dopo avere firmato lo scorso agosto il National Defense Authorization Act, che vieta alle agenzie governative statunitensi di utilizzare prodotti della multinazionale cinese, l’amministrazione americana ha invitato i propri alleati a boicottare il colosso delle telecomunicazioni. In particolare, i partner degli Stati Uniti non dovrebbero affidare a Huawei l’implementazione delle reti 5G.

Gli Stati Uniti, con questa mossa, vorrebbero evitare che infrastrutture strategiche in Paesi-chiave finiscano nelle mani di attori provenienti da Stati considerati ostili. Il rischio, secondo gli Stati Uniti, è che la complessità della rete 5G venga usata a proprio vantaggio da chi garantisce il servizio (il core business di Huawei riguarda appunto la realizzazione e la gestione delle reti di telecomunicazioni). Ciò esporrebbe alla possibilità di essere spiati e creerebbe problemi in materia di cyber-sicurezza.

I timori degli Stati Uniti riguardano soprattutto Italia e Germania, in cui sono presenti importanti strutture NATO, e Giappone, con il quale gli Stati Uniti hanno da tempo stretto una forte collaborazione militare.

Le preoccupazioni statunitensi non sarebbero del tutto infondate. A luglio, un documento dello Huawei Cyber Security Evaluation Centre (nato nel 2010 in seguito a un accordo tra Regno Unito e Huawei e supervisionato dal National Cyber Security Centre britannico) ha evidenziato la presenza di difetti nei processi produttivi del gigante asiatico, che avrebbero esposto le reti telecomunicative inglesi a nuovi rischi.

Conseguentemente, lo scorso agosto Canberra ha escluso Huawei dalla possibilità di fornire tecnologie all’Australia per la gestione del 5G. A fine novembre, anche il governo neozelandese ha assunto la stessa decisione.

Il 30 novembre, l’attuale presidente di Huawei Eric Xu ha commentato le azioni dell’amministrazione Trump, asserendo che escludere Huawei dal mercato comporterà prezzi più alti, sia per le imprese di telecomunicazioni sia per i consumatori, e che la mossa americana sarebbe controproducente. La politica del Huawei ban, secondo Xu, impedirebbe infatti agli Stati Uniti di raggiungere il loro obiettivo di diventare leader mondiali nell’industria 5G.

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