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Russia e Balcani: 7 giorni in 300 parole

ALBANIA

26 novembre. A Peja, in Kosovo, si è tenuto un incontro tra i rappresentanti del governo albanese e di quello kosovaro. Nel corso di questo evento, il primo ministro albanese Edi Rama ha dichiarato di appoggiare la decisione del Kosovo di aumentare dal 10 al 100% le tasse sui prodotti provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia. In particolare, Rama ha definito la decisione di Pristina “una giustificata reazione politica al comportamento ostile tenuto dalla Serbia”.

ARMENIA

24 novembre. In vista delle elezioni parlamentari, che si terranno il prossimo 9 dicembre, migliaia di persone hanno manifestato per le strade e le piazze di Yerevan, per esprimere sostegno nei confronti di Nikol Pashinyan, candidato alle prossime elezioni.

KAZAKISTAN

26 novembre. Il premier canadese Justin Trudeau ha annunciato che il governatore generale del Canada, Julie Payette, si recherà in visita ufficiale in Kazakistan dal 3 al 5 dicembre. Si tratta della prima visita di un Governatore canadese nel Paese. Julie Payette incontrerà il presidente Nazarbayev, e altri esponenti del governo kazako, al fine di intensificare le relazioni tra i due Paesi.

RUSSIA

25 novembre. Nello stretto di Kerch, all’uscita del Mar d’Azov, una nave dell’esercito russo ha intercettato e bloccato un convoglio di 3 navi ucraine accusate di essere entrate illegalmente nelle acque territoriali russe. Nel corso dell’operazione, una delle navi è stata speronata e 6 marinai sono rimasti feriti.

UCRAINA

26 novembre. Il Parlamento ucraino, con 276 voti a favore su 450, ha approvato la richiesta presentata dal presidente Poroshenko di reintrodurre la legge marziale in tutte le regioni costiere e in quelle confinanti con la Russia, a partire dal 28 novembre e per i successivi 30 giorni. La decisione è stata presa a seguito dell’incidente avvenuto il giorno prima nello Stretto di Kerch.

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