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La linea dura del Canada con le armi da fuoco La Camera approva una legge restrittiva e il Governo stanzia 86 milioni extra

Di Nicolas Drago

L’aumento vertiginoso di episodi di violenza armata nei centri delle più importanti città canadesi sta costringendo la classe politica a riesaminare la normativa sulle armi da fuoco.

A lanciare l’allarme sono stati i consigli comunali delle città di Toronto e Montréal che, a seguito degli incidenti del luglio e agosto scorsi, hanno demandato al governo federale la proscrizione di tutte la armi d’assalto.

Il ministro per la sicurezza delle frontiere e per la riduzione del crimine organizzato Bill Blair è stato incaricato dal capo di governo Justin Trudeau di mettere al vaglio un disegno di legge, noto come Bill C-71, già approvato dalla Camera e attualmente in fase di prima lettura al Senato, con lo scopo di reintrodurre verifiche più approfondite del casellario giudiziario di chi intende acquistare armi, oltre a stabilire l’obbligo di presentare la licenza di porto d’armi al momento dell’acquisto; in aggiunta, le armerie dovranno curare registri dettagliati dei loro inventari e delle loro vendite per permettere alle forze di polizia e agli istituti statistici di consultare dati completi e accurati.

A tal proposito, la discussione serrata tra Liberali e Conservatori sulla messa al bando delle armi trova però entrambi i partiti d’accordo sulla necessità di creare un database federale che permetta di risalire all’origine delle armi con cui vengono commessi reati, generalmente reperite per mezzo del contrabbando alla frontiera con gli Stati Uniti – dove il diritto di possedere un’arma è difeso dalla solennità della Costituzione – o attraverso il furto a spese dei cittadini che detengono pistole in casa legalmente.

Al fine di arginare il fenomeno nel breve periodo, il ministro Blair ha annunciato recentemente lo stanziamento di ulteriori 86 milioni di dollari da destinare in via prioritaria alle strutture doganiere e all’addestramento del personale addetto ai controlli di frontiera.

Sul piano internazionale, infine, il Canada si sta preparando a firmare e a ratificare il Trattato sul Commercio delle Armi (Arms Trade Treaty), entrato in vigore nel dicembre 2014 come strumento di garanzia della corretta regolamentazione degli Stati membri sul commercio internazionale delle armi, affinché esse non vengano impiegate per supportare il terrorismo, il crimine organizzato internazionale, la violenza di genere, e per violare i diritti umani o il diritto umanitario internazionale.

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