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La Commissione europea boccia definitivamente il DEF Il supporto da parte dell’ECOFIN è certo

Il 21 novembre 2018 la Commissione Europea ha pubblicato, seguendo le direttive dell’Art. 126(3) del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), un rapporto sulle condizioni economiche e finanziarie dello Stato italiano. Tale rapporto rappresenta una bocciatura definitiva del DEF (Documento di Economia e Finanza) proposto dall’attuale governo.

Il fine ultimo del documento è valutare la procedura da seguire nei casi di deficit eccessivo, una procedura che “è parte del Patto di Stabilità e Crescita” concordato tra i 28 membri dell’UE. Come si legge nelle conclusioni di tale documento, il rapporto debito/PIL dell’Italia “è il secondo più alto dell’Unione Europea e uno dei più alti al mondo. Nel 2017 ha rappresentato un onere medio di 37000 euro per abitante, oltre a un costo annuale per sostenerlo di 1000 euro per abitante”.

Le previsioni per il 2019, se si applicasse il DEF, non sarebbero migliori: secondo la Commissione, infatti, tale manovra non agevolerebbe, anzi penalizzerebbe ulteriormente l’economia, gravando in particolar modo su investitori e imprese e limitando, di conseguenza, gli investimenti – nazionali e dall’estero.

L’attuazione di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia sembra inevitabile, ma il governo italiano non sembra cedere: i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, hanno espresso, seppur con toni differenti, la volontà di procedere con l’applicazione delle disposizioni contenute nel DEF, seppure condividano la necessità di evitare una procedura che, se applicata dall’UE, sarebbe deleteria per il nostro Paese. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sembrerebbero, invece, più aperti alla prospettiva di un’eventuale trattativa.

In un incontro con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, con il commissario europeo per gli Affari Economici e Monetari Pierre Moscovici e con il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, il Premier Conte e il ministro Tria hanno affrontato una Commissione che ritiene la procedura d’infrazione come inevitabile, in linea con i restanti membri dell’UE. Il premier Conte ha richiesto flessibilità e una maggiore cautela da parte della Commissione europea, in modo da non indebolire ulteriormente il mercato finanziario.

Bisognerà attendere il summit Eurogruppo/ECOFIN previsto per il 3 dicembre 2018.

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